Nokia Circular

Ecco perché potrebbe non avere più senso comprare smartphone


Secondo il WEEE Forum (Il WEEE Forum è il più grande centro di competenza multinazionale al mondo per quanto riguarda il know-how operativo relativo alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (o, in breve, ‘RAEE’) saranno 5,3 miliardi i cellulari che si trasformeranno in e-waste. Diversi i motivi per cui questo succede. I telefoni si danneggiano e ripararli può avere un costo elevato. Ad esempio negli Stati Uniti ogni ora si rompono 5.761 schermi di smartphone e in Italia ci vogliono circa dai 100 ai 150 euro per riparare questo componente. Oppure non vengono più forniti di aggiornamenti, o diventano non funzionanti anni dopo essere diventati dei fermacarte o degli oggetti dimenticati nel cassetto e non riutilizzati, non venduti e quindi da buttare.

Ricondizionati e abbonamenti

Organizzazioni come Swappie, Refurbed, TrenDevice e altri brand, come Apple o OPPO, ma anche Vodafone, hanno creato un’offerta mirata a ricondizionare i dispositivi, spesso attraverso la compravendita dei device, alle volte coinvolgendo anche l’utente finale. Basti pensare che Swappie, che ha raggiunto 1 milione di vendite di ricondizionati in Europa, ha da poco aperto un pop-up store a Milano. Tuttavia il solo acquisto di smartphone second hand o ricondizionati (benché non sempre possa valerne la pena l’acquisto), potrebbe non essere sufficiente a fermare la crescente quantità di rifiuti elettronici. Tali dispositivi sono un enorme spreco, non solo per le emissioni generate e le risorse utilizzate per crearlo e smaltirlo, ma anche perché all’interno presenta componenti che potrebbero essere utilizzati per nuovi dispositivi o per rigenerarne altri. Ultimamente gli utenti sono sempre più sensibili alla sostenibilità, basta vedere i dati di un mercato di ricondizionati in crescita e di un mercato di smartphone nuovi in difficoltà. Ma allora perché non avrebbe più senso comprare smartphone?

Aziende come Fairphone con Fairphone Easy e Nokia con Circular hanno creato programmi appositi basati su una specie di noleggio dello smartphone. Lo scopo è quello di allungarne la vita e diminuire sprechi e rifiuti elettronici, facendo da precursori alle linee guida recentemente condivise dal GSMA. In questo modo l’utente potrà contare sull’utilizzo di uno smartphone che non necessiterà di ulteriori spese per eventuali riparazioni e senza penali da pagare a differenza degli abbonamenti con l’operatore da sempre sottoscrivibili. Certo, ci sono anche le polizze, ma rimangono una spesa in più. Invece con prodotti riutilizzati, rigenerati e utilizzati per un periodo limitato di tempo, se per qualche motivo non è possibile riparare il device, le parti che possono essere riutilizzate saranno impiegate in modo corretto e il dispositivo smaltito in modo responsabile.

I vantaggi di NON “possedere” un telefono ma “noleggiarlo”

Come già detto, sempre che il produttore ne favorisca il vantaggio, prendere a noleggio un telefono, specie se di fascia alta, potrebbe non dover più spendere soldi in eventuali e costose riparazioni se non coperte dalla garanzia. Inoltre non sarebbe più necessario sottoscrivere polizze per coprire lo smartphone costoso da danni o furti. Anche per gli aggiornamenti non sarebbe più un problema. Fino a poco tempo fa in media gli aggiornamenti dei telefoni erano previsti per due anni, dopodiché senza patch di sicurezza, possono diventare pericolosi per la privacy anche usi alternativi. Ma con l’assenza di vincoli, se il telefono non è più aggiornato si può cambiare smartphone, anche se ultimamente alcuni produttori, come la stessa Nokia, hanno esteso la garanzia e gli update fino a 3 anni.

Le difficoltà

Certo è che non è sempre un modello di business allettante per i produttori. Ogni settimana viene presentato uno smartphone nuovo migliore del precedente e che il marketing odierno invita ad acquistare pur senza che ve ne sia l’effettivo bisogno. Inoltre il prezzo più elevato dei dispositivi “sostenibili”, li rende un po’ meno appetibili all’occhio dei consumatori. Resta però uno dei percorsi più facilmente percorribili per aiutare il pianeta e le tasche degli utenti.

Seguici su Facebook!

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.