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Recensione HUAWEI Pura 80 Pro: un camera phone completo (o quasi)

Sono passati diversi mesi da quando la Serie Pura 80 di HUAWEI ha debuttato sul mercato italiano e, in redazione, da diverso tempo non arrivava uno smartphone del colosso cinese per una review. Non che, almeno a livello software, sia cambiato molto. L’esperienza d’uso resta simile, un po’ più approfondita e la costante non cambia. Pur senza collaborazioni di alto livello, anche HUAWEI Pura 80 Pro può inserirsi nella lotta dei camera phone top di gamma. Ecco la nostra recensione.

La confezione

La confezione di HUAWEI Pura 80 Pro è molto più completa di tutti gli altri smartphone di fascia alta. Troviamo il caricabatterie da 100W, il cavo a doppia estremità USB-C, anche se il caricatore permette l’ingresso sia USB-A sia USB-C, che è una bella comodità. Troviamo anche la cover di protezione trasparente. Non male, ed è anche il motivo per cui la confezione dello smartphone è più voluminosa degli altri competitor.

Il design di HUAWEI Pura 80 Pro

Il design è uno degli elementi più riconoscibili del prodotto. HUAWEI Pura 80 Pro ha una presenza visiva forte, con linee curate e una costruzione che trasmette subito un posizionamento premium. Le dimensioni ufficiali sono 163 x 76,1 x 8,3 mm, mentre il peso si attesta intorno ai 219 grammi. Nel profilo inferiore troviamo l’ingresso per le due SIM, il microfono, l’ingresso USB-C e uno speaker. Nel profilo destro troviamo il tasto di accensione e il bilanciere del volume in un unico tasto. Profilo superiore interessato da infrarossi e secondo speaker; liscio il profilo sinistro.

Nell’uso quotidiano, però, emergono anche i limiti. Il telefono è ingombrante, piuttosto scomodo da gestire a lungo e anche scivoloso. Il modulo fotografico posteriore sporge in modo marcato e fa sì che il dispositivo traballi sul tavolo anche con la cover e incline al deposito di polvere e sporcizia. La colorazione che abbiamo avuto in prova è la Glazed Red, afflitta però da una inclinazione a sporcarsi velocemente; inoltre il design è lucido e riflettente. A questo si aggiunge una superficie che trattiene facilmente le ditate, dettaglio secondario solo in apparenza ma che incide sulla percezione generale dello smartphone.

Schermo e audio

Il display è uno degli aspetti meglio riusciti. Huawei dichiara un pannello LTPO OLED da 6,8 pollici con refresh adattivo da 1 a 120 Hz, PWM dimming a 1440 Hz, risoluzione 2.848 x 1.276 pixel e luminosità di picco fino a 3.000 nits. Nella prova, lo schermo si è rivelato convincente sotto tutti i profili principali, anche se soffre un po’ i riflessi. La resa è adeguata a un top di gamma, la fluidità è sempre elevata e la qualità complessiva del pannello è coerente con la fascia di prezzo. Buona anche la parte audio. La capsula auricolare offre una resa valida in chiamata, mentre gli speaker stereo si comportano bene nella riproduzione multimediale. Non è questo il tratto più distintivo del dispositivo, ma il comparto audio non delude.

Hardware, software e AI

Sul fronte hardware, HUAWEI Pura 80 Pro si dimostra un telefono fluido e affidabile. Il Kirin 9020 e i 12 GB di RAM garantiscono una buona esperienza nell’uso quotidiano, con un comportamento sempre coerente con il posizionamento premium del modello. Molto convincente anche l’autonomia. La batteria da 5.170 mAh consente due giorni comodi di utilizzo, un risultato rilevante per uno smartphone con questo display e questo comparto fotografico. La ricarica fino a 100 W via cavo e fino a 80 W wireless completa un quadro molto competitivo.

Più articolato il discorso software. EMUI 15 offre un’esperienza nel complesso fluida, ma il vero nodo non è l’interfaccia in sé. L’assenza dell’ecosistema Google non rende il telefono inutilizzabile e non va presentata come un ostacolo assoluto. WhatsApp, oggi, crea meno problemi rispetto al passato grazie alla possibilità di collegare il dispositivo a un account principale, mentre configurare Gmail non rappresenta un’operazione particolarmente complessa.

Il limite si manifesta soprattutto nella gestione delle app e nelle funzioni intelligenti. Alcune applicazioni non sono disponibili nello store ufficiale e questo porta spesso a cercare soluzioni alternative, con il rischio concreto di introdurre bloatware o software non desiderato. A questo si aggiunge un pacchetto AI che appare meno sviluppato rispetto a quello dei concorrenti. Mancano strumenti ormai diffusi, come un editor AI realmente competitivo, la trascrizione vocale e i riepiloghi automatici nel registratore. Più interessante, invece, l’integrazione di Copilot nel blocco note, che rappresenta una delle poche funzioni davvero distintive in questo ambito, anche se non sempre funziona come dovrebbe. Niente 5G senza alcuna sorpresa ma, per ora, non è una mancanza così determinante.

Reparto fotografico

Il comparto fotografico è il vero centro del progetto. HUAWEI Pura 80 Pro integra una main camera da 50 MP da 1 pollice con apertura variabile f/1.6-f/4.0 e OIS, un teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 4x e OIS, un ultra grandangolare da 40 MP e un sensore Ultra Chroma da 1,5 milioni di canali spettrali. Il video arriva fino al 4K.

Nella prova, il giudizio è molto positivo. Il telefono scatta immagini di grande qualità in qualsiasi scenario, con una resa convincente sia per dettaglio sia per gestione della luce. La main camera è il punto di forza più evidente e restituisce immagini solide e credibili in un ampio numero di contesti. L’unico neo è che i ritratti rischiano di essere mossi se soggetto e fotografo non sono fermi. Le immagini inoltre tendono ad una resa incline alle tonalità magenta.

C’è però un distinguo da fare. La sfocatura nei ritratti non convince sempre fino in fondo. Non si tratta di un limite tale da compromettere l’intero giudizio sul comparto fotografico, ma è un aspetto che impedisce di parlare di un sistema senza riserve. Al di fuori di questo punto, HUAWEI Pura 80 Pro si conferma uno dei modelli più interessanti per chi mette la fotografia al centro della scelta.

Conclusioni

HUAWEI Pura 80 Pro è un ottimo camera phone premium, con autonomia molto convincente, prestazioni solide, display riuscito e una resa fotografica che rappresenta il vero motivo di interesse del prodotto. Allo stesso tempo, non è uno smartphone privo di compromessi. L’ergonomia è penalizzata da peso, ingombro e modulo fotografico molto sporgente. Il lato software richiede più attenzione nella gestione delle app e il comparto AI resta meno maturo rispetto ai rivali. Anche il tema 5G, nella versione italiana, resta aperto e incide sulla valutazione complessiva. Il risultato finale è quello di un dispositivo molto interessante per chi cerca soprattutto fotografia e autonomia, ma meno centrato per chi pretende da un top di gamma un pacchetto completo e privo di adattamenti. Il prezzo di 849 euro nella configurazione 12/512 GB è equilibrato.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.