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quali smartphone non comprare

Quali smartphone NON comprare

La mia esperienza con la telefonia inizia nel lontano 1999. All’epoca il mio primo telefono era un Motorola d170, cellulare approdato sul fiorente mercato nel 1997. Pesava 220 grammi e le dimensioni dichiarate erano di 159 cm di altezza, senza contare lo sportellino e l’antenna completamente aperta. Da allora ho cambiato almeno una trentina tra cellulari e smartphone e altrettanti ne ho provati per lavoro. Non ritengo di avere una conoscenza paragonabile a quella di colleghi giornalisti con più esperienza di me, ma qualcosina in questi ventuno anni, credo di averla imparata.

Facendo una rapida ricerca su Google, le domande più richieste dagli utenti sono “Quale smartphone comprare“, “Qual è lo smartphone migliore dell’anno“, oppure “Il best buy“. Mai nessuno che si chieda quali siano però gli smartphone da NON comprare. In questo articolo non farò un elenco degli smartphone da cui bisognerà tenersi alla larga, ma fornirò qualche elemento per capire quale device è meglio non considerare per l’acquisto.

Quali smartphone non comprare: le variabili

Le prime variabili che devono portare ad escludere un dispositivo da un possibile l’acquisto, devono ovviamente essere il prezzo e le caratteristiche. Se il prezzo non rientra nel budget di partenza, non sarà interessante. Attenzione però: il fatto che un dispositivo rientri nel budget, non vuol dire che sia all’altezza delle nostre aspettative. Diversi produttori ad esempio, possono essere molto forti sulla fascia alta del mercato, ma nella fascia media e bassa propongono dispositivi dal prezzo elevato in relazione alle caratteristiche. Le caratteristiche tipo aiuteranno a comprendere se quel telefono è ideale all’acquisto o meno. Bisogna capire prima di tutto cosa si vuole fare con quel telefono: chiamare e basta? Navigare? Scattare buone foto? Una volta compreso ciò, si è pronti ad iniziare la ricerca.

Ordissimo
Design anacronistico, prezzo elevato, performance discutibili: Ordissimo non è tra i più appetibili brand.

Design: il tratto distintivo (alle volte)

Il design è la prima cosa che salta all’occhio perché ovviamente è l’aspetto esteriore, e come si dice, “anche l’occhio vuole la sua parte”. Se un telefono cattura dall’aspetto, è un telefono che abbiamo già comprato per metà. Ma non tutto è oro quel che luccica, come un altro detto ci suggerisce. Attenzione ad esempio ai dispositivi troppo scivolosi o poco oleofobici. Se hanno un bel design ma sono troppo scivolosi, sarà necessario usare una custodia che offuschi troppo l’estetica. Oppure se non serve usare la custodia, il design troppo riflettente o lucido potrebbe risaltare fastidiose ditate. I migliori design sono quelli cangianti o opachi e satinati. I primi hanno un look spregiudicato e giovanile, i secondi un look sobrio ed elegante.

Display, attenzione a notch, fori e quant’altro

Da quando Apple ha presentato al mondo iPhone X con quel suo antiestetico notch in cui ha nascosto i vari sensori e le fotocamere, a ruota tutti gli altri produttori hanno apportato soluzioni simili, uguali o alternative. Fori, notch a goccia, notch, pop-up camera, fotocamere rotanti. Sono rimasti davvero pochi dispositivi con schermo senza interruzioni di sorta o con soluzioni pre-notch. Agli utenti che amano fruire di contenuti video e gaming, consiglio sempre di orientarsi su dispositivi che non posseggano interruzioni sullo schermo, se non altro perché quando si vuole godere a pieno schermo dei contenuti multimediali, queste soluzioni rovinano l’immersione nei contenuti. Perlopiù troviamo display intorno ai 6 pollici, di tipo Amoled, Oled, e Ips Lcd. I primi due hanno una qualità superiore e un miglior dispendio energetico, ma anche gli Ips Lcd non sono da buttar via. Da guardare anche il Refresh Rate; dai 90 Hz a salire, consentono un’esperienza più fluida, specie nei videogame.

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Il notch di Google Pixel 3 è stato ampiamente criticato, oltre al prezzo.

Audio: qualità top o accessori?

Se si usa lo smartphone come hub multimediale o per ascoltare musica, la qualità degli speaker è rilevante. Sono poche le aziende che adottano diffusori di alta qualità, anche sulla fascia media, ma ce ne sono. Bisogna verificare che il device disponga di speaker stereo, che possono essere due speaker oppure uno che collabora con la capsula auricolare. Poi, è anche vero che non è una caratteristica determinante, in quanto si possono acquistare accessori come casse bluetooth che possono sopperire a questa mancanza, ma non sono comodi da portare in giro.

Configurazione hardware: le performance di un telefono

Questi elementi sono tutti integrati all’interno del dispositivo e ne permettono il funzionamento e comprendono il SoC (System On a Chip), la RAM, lo storage, la batteria e la GPU. I SoC più conosciuti sono quelli di Qualcomm, Samsung (Exynos), Mediatek e Huawei (Kirin). Ormai sono quasi tutti octa-core, con frequenze ovviamente diverse, ma è davvero difficile trovare dispositivi poco performanti in tal senso. La RAM è quell’elemento che, detto in parole drammaticamente semplici e approssimative, permette di utilizzare più applicazioni contemporaneamente. Con una versione di Android pulita e senza troppe personalizzazioni da parte del produttore, ne possono bastare anche 4 GB, ma più sono e meglio è. Lo storage, ovvero lo spazio di memoria, sotto al quale è bene non addentrarsi, è di 64 GB. Considerando che lo spazio dichiarato non è mai veritiero, la fetta riservata al sistema operativo e al fatto che andrà caricato di applicazioni, foto ed eventualmente musica, meglio partire da una base di 64 GB. La GPU permette una migliora esperienza visiva a seconda delle performance. Purtroppo non è un elemento che si potrà scegliere, come ad esempio la configurazione di memoria. Troviamo poi la batteria. Ovvio che una batteria con maggior amperaggio consente un’autonomia più duratura. Fino a qualche anno fa l’autonomia dei dispositivi era davvero risicata e spesso i telefoni non coprivano nemmeno la giornata intera. Ora i produttori hanno capito che alcuni utenti sono disposti ad accettare il compromesso di telefoni più ingombranti, ma con più autonomia. In genere, per essere certi di avere un’autonomia accettabile, i modelli migliori hanno batterie da 4.000 mAh a salire. Sotto, meglio evitare.

Il SoC, la RAM, lo storage e la batteria sono i componenti a cui fare attenzione per le performance

Fotocamera: attenzioni a sensori, lenti e megapixel

Senza troppi giri di parole, è uno degli elementi più importanti e discriminanti nell’acquisto di uno smartphone. A parte pochi casi, in genere i comparti fotografici presenti sugli smartphone di fascia bassa, non permettono di ottenere foto gradevoli. Più si sale con il budget, maggiore è la possibilità di portare a casa smartphone con prestazioni fotografiche migliori. Tuttavia spesso anche sulla fascia media è possibile imbattersi con device con performance fotografiche eccellenti. Non bisogna cadere nella trappola secondo cui più megapixel corrispondono foto migliori. Non è solo il sensore della fotocamera a scattare foto, ma anche l’elaborazione del processore, la qualità della lente, e altre variabili. In genere è meglio optare per fotocamere stabilizzate otticamente. A seconda del genere di foto che si vuole scattare, bisogna scegliere per il comparto. Tenersi alla larga da sensori macro, perché in genere producono foto poco gradevoli. Meglio sincerarsi che ci siano un grandangolo non troppo spinto per non avere foto che soffrono di distorsione, zoom almeno 2x, e standard.

Espansioni e porte

Il futuro porterà inevitabilmente alla soppressione di espansioni di memoria o di ingressi quali jack audio, tuttavia sono caratteristiche che certi utenti cercano ancora. Meglio sincerarsi quindi se il produttore ha previsto per il device la presenza del jack audio per l’ascolto della musica attraverso le cuffie con filo, oppure se è previsto uno slot per l’aggiunta di una seconda Sim o di una scheda di memoria.

Le personalizzazioni dei produttori tendono ad appesantire il device. Meglio versioni pulite o esperienze simil-stock di Android.

Versione software

Quali smartphone non comprare a seconda del software? In genere le versioni di Android sono aggiornabili alle due versione successive, anche se non sempre è così. Attualmente siamo giunti alla versione 11 di Android, il consiglio è quello di non puntare a smartphone con versioni di Android inferiori ad Android 9. Come già detto in precedenza, è meglio scegliere gli smartphone anche in base dell’interfaccia. La versione Stock è sempre preferibile, a meno che non vi siano necessarie modifiche all’interfaccia per l’utilizzo di funzioni particolari, come ad esempio app compatibili con la S-Pen sui Galaxy Note o che supportino un doppio display rotante come LG Wing.

Attenzione ai modelli cinesi

A parte i produttori cinesi più noti e autorevoli, come Huawei, Xiaomi con i suoi sottobrand e brand indipendenti, Oppo e tutta la comitiva BBK Electronics, ci sono produttori cinesi da cui è meglio tenersi ben distanti. A parte Huawei, che non dispone dei servizi Google per via del Ban imposto dall’amministrazione americana di Trump, vi è un’infinità di produttori cinesi di dubbia affidabilità, alcune dei quali in passato venuti alla ribalta non certo per meriti. Inoltre, allettati dal prezzo, potreste acquistare dispositivi non compatibili che non sono in grado ad agganciare il segnale con alcune compagnie telefoniche, o peggio ancora non essere compatibili con il Play Store di Google o non certificati per la sicurezza. Insomma risparmiare e puntare sui dispositivi cinesi va bene, ma attenzione a quali dispositivi.

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