cellulari e smartphone

31 CELLULARI e SMARTPHONE che ho usato come dispositivi personali

Questo è un post un po’ più personale e meno tecnico, con cui voglio celebrare i sei mesi di vita di Smartphonology. Dal 1998, anno in cui ho avuto il mio primo telefono cellulare (un Motorola d170, se ve lo steste chiedendo) ho perso il conto dei cellulari e smartphone che ho avuto o provato per lavoro/divertimento. Ho pensato fosse divertente ricordare tutti i prodotti con cui sono entrato in contatto, per parlarne un po’ e ricordare le varie funzioni o particolarità che mi hanno incentivato all’acquisto o alla prova. Molti dei telefoni li ho acquistati anche per merito (o per colpa) di mio cugino Ivan Paparella, altro appassionato di tecnologia come il sottoscritto e uno dei recensori di smartphone tra i più apprezzati in Italia e su YouTube, che ringrazio perché in passato spesso mi ha consigliato quale smartphone acquistare, quando ancora non lavoravo in questo settore.

Cellulari e Smartphone acquistati (o che mi hanno regalato)

In questo elenco ho inserito cellulari e smartphone acquistati o ricevuti in regalo, con data di acquisto approssimativa (ragazzi, saranno passati più di 20 anni per alcuni…). Cliccando sul nome del modello, sarai direzionato in fondo alla pagina dove troverai la rispettiva descrizione. Al termine del quale, potrai tornare tabella. Troverai anche un voto e se disponibile il collegamento all’acquisto su Amazon, per collezionisti o nostalgici della tecnologia di una volta. Ovviamente le valutazioni fatte nelle descrizioni sono puramente personali e mi baso su ricordi, alle volte, che risalgono fino a più di vent’anni fa, quando ancora non conoscevo il mercato e la proposta della concorrenza. Quindi, in caso di inesattezze, sentitevi liberi di commentare il post, ma tenete presente che mi appoggio a ricordi di adolescenza.

MODELLOANNOSTATOVOTO 1-5
Motorola d1701998semi-funzionante4
Ericsson T10s1999non funzionante3,5
Nokia 33102002venduto5
Nokia 34102003venduto2,5
Motorola v5252003restituito2
Nokia 3510i2003funzionante4,5
Qtek 20202003restituito2
Sony Ericsson z10102004non funzionante2,5
Nokia 62302004venduto5
Nokia 6230i2005non funzionante2,5
Sony Ericsson w810i2006funzionante4,5
Nokia N822007restituito2
Sony Ericsson K800i2007venduto3,5
Nokia N952007non funzionante5
Brionvega N71002008restituito1
HP iPaq2008funzionante2,5
Nokia 5800 Xpress Music2008funzionante5
Vodafone Ideos2010venduto3,5
HTC Desire Z2011non funzionante5
Vodafone Smart II2012funzionante2
LG G22012funzionante 5
Samsung Galaxy Note 22013funzionante4
Vodafone Smart Turbo 42014funzionante4
LG G32015non funzionante1
Samsung Galaxy Note 42015non funzionante3
iPhone 5s2016funzionante3
Wiko Wim2017funzionante3,5
Samsung Galaxy S82017venduto3
Motorola moto g6 Play2018funzionante3,5
Samsung Galaxy Note 82019funzionante4
Motorola Edge2020funzionante3,5

Cellulari e smartphone: si parte con Motorola d170

Motorola d170

In famiglia lo chiamavamo scherzosamente “la soppressata”, perché quando l’antenna era totalmente aperta e anche lo sportellino, raggiungeva ragguardevoli dimensioni. Primo cellulare regalato dai miei genitori quando avevo 12 o 13 anni. Pochissime funzioni, schermo piccolo e verde, tasti morbidi. Lo tenevo nello zaino della scuola perché in tasca non ci stava. Si accende ancora, ma entrambe le batterie sono ormai andate e non è possibile navigarci all’interno. Potevi memorizzare un messaggio di benvenuto (io, all’epoca pazzo di Dragon Ball avevo messo “Goku”), memorizzare pochi numeri e qualche messaggio. Da qualche parte, ce l’ho ancora.

Torna alla tabella

Ericsson T10s: il design colorato, ma professionale

smartphone e cellulari: Ericsson T10s

Era uno dei cellulari più colorati dell’epoca, io e la mia famiglia ne prendemmo due, perché se non ricordo male, si potevano acquistare con la raccolta punti della benzina. Forse era il cellulare più stiloso prima del predominio Nokia e la creatività che la distingueva. Schermo sempre piccolo, pochissime funzioni, tra cui la suoneria componibile. I tasti tondi dopo un po’ giravano da soli e l’antenna che si poteva staccare, era uno dei due componenti che prima si perdevano. Al tempo era un must have, ed era diffusissimo.

Torna alla tabella

Nokia 3310

Nokia 3310: il cellulare per antonomasia

Io lo acquistai nel 2002, ma venne annunciato nel 2000. Al tempo, non c’era questa fretta di rinnovare i telefoni con modelli nuovo e performanti, seppur Nokia ai tempi d’oro di certo non si era risparmiata in telefoni nuovi, colorati, con cover intercambiabili. Buona parte della sua fortuna la casa finlandese la deve proprio a questo cellulare, che quando venne ritirato dal mercano, nel 2005, aveva venduto ben 126 milioni di esemplari (Fonte: Wikipedia). Tra le caratteristiche di spicco, la possibilità di giocare ai videogame banali, ma che hanno fatto la storia (come Snake, già presente in differenti versioni sui precedenti modelli) e comporre le suonerie. Lo schermo era più spazioso rispetto alla concorrenza; inoltre aveva una modalità simile ad una “chat” in cui riuniva gli SMS. Un prototipo di messaggistica istantanea. Era un vero e proprio status symbol, come poteva essere un iPhone di oggi.

Torna alla tabella

Nokia 3410: non all’altezza del precedente

Non ha avuto molta fortuna come il precedente modello. Era carino da vedere, piacevole il colore, ma mi ricordo che in mano dava una sensazione plasticosa e non sembrava resistente come l’immortale Nokia 3310. Lo tenni pochi mesi, poi lo rivendetti. Forse uno dei cellulari che meno mi sono piaciuti in tutta la mia “carriera”.

Torna alla tabella

Motorola v525: il mio primo a colori

Con lui è stato amore a prima vista. La sensazione metallica, il colore Silver e quel doppio display con l’esterno in blu, con il brand in rosso di Vodafone, mi affascinavano. Anche in quel caso ne prendemmo due, uno io e una mia mamma, ma li restituimmo entrambi dopo una settimana, perché a livello di sistema operativo c’era da disperarsi. Attivare il Bluetooth era un’impresa titanica. Mi tenni un vecchio telefono per un po’ di tempo, con i soldi del cambio mia mamma si prese un altro monumento di Nokia, il 6600. Io aspettai qualche mese e mi comprai il Nokia 3510i.

Torna alla tabella

Nokia 3510i: funziona ancora!

Forse il telefono che mi è durato di più. Ce l’ho ancora, si accende tuttora e la batteria resiste, incredibile per un telefono di quasi 16 anni. Non aveva lo schermo bello come quello del v525, ma era spazioso, potevi ricevere i primi MMS, diverse le suonerie, cover intercambiabili e un colorito blu e arancione davvero piacevole. Anche lui molto resistente. Uno dei migliori telefoni che abbia mai avuto. Mancava solo la fotocamera.

Torna alla tabella

Qtek 2020: Facebook diventa portatile

Chiamato amichevolmente qtekino, è stato il mio secondo palmare e primo dispositivo portatile con Windows Mobile 2003, nonché primo device (almeno per me) con display touch. Non ebbi molta fortuna, non mi piaceva molto il software, lo restituì dopo poco, ma ho cominciato ad iniziare ad usare le prime modalità di messaggistica istantanea, attraverso il browser. Attivare Internet costava un rene e l’utilizzo era ovviamente centillinato per non cadere in rovina.

Torna alla tabella

cellulari e smartphone: Sony Ericsson z1010

Sony Ericsson z1010: ecco la prima fotocamera

Il successo di questo telefono la si deve ad un noto spot della fu H3G (dalla cui fusione con Wind è nata Wind3 anni dopo). Iniziava l’epoca delle videochiamate e gli startac tornarono alla ribalta. Un telefono massiccio, pesante, ma tutto sommato piacevole e con un sacco di giochini snervanti. Uno dei primi telefoni (se non il primo) che ho avuto che disponeva di fotocamera. Ricordo app di foto in cui si applicavano i primi filtri ridicoli e i primi video registrati ad una qualità non del tutto pessima.

Torna alla tabella

Nokia 6230

Nokia 6230: mp3 a valanga

Un altro tra i telefoni che più ho amato. Si cominciava ad andare su Internet senza spendere un patrimonio, i display erano sempre più colorati e le foto sempre più decenti. Si potevano memorizzare gli mp3 e anche l’audio era buono. L’estetica piacevole e il classico colore Silver, gli donavano un aspetto piacevole, ma anche elegante. Ho cominciato ad innamorarmi della musica grazie all’altoparlante di questo dispositivo, che riproduceva giornalmente musica degli AC/DC, Aerosmith, New Radicals, mi accompagnava sui mezzi mentre mi dirigevo al primo posto di lavoro.

Torna alla tabella

Nokia 6230i

Nokia 6230i: non all’altezza del primo

Nonostante fossi davvero innamorato de 6230 non durò tanto. Ma quando dovetti cambiarlo, comprai il modello successivo, il 6230i. Non ci fu lo stesso amore con il precedente. Durò ancora meno e l’estetica non mi piaceva come quello prima. Durato pochissimo e dimenticabile.

Torna alla tabella

Sony Ericsson w810i: la fotocamera diventa decente

Sony Ericsson w810i

Funziona ancora, aveva (ha) una colorazione nero arancione tamarrissima e aggressiva, un display bello grande, una fotocamera meravigliosa, una buona batteria e un sistema di speaker esterno con una cavo di connessione fastidioso come solo Sony Ericsson poteva inventare. Era il primo telefono che ho avuto con cui si poteva scattare foto molto più che decenti, bello da sfoggiare, resistente e quasi indistruttibile. Buon audio e design sfrontato, ma che ricordava quasi una fotocamera. Nokia stava incominciando a cedere e Sony Ericsson all’epoca si rendeva un player insidioso.

Torna alla tabella

Nokia N82

Nokia N82: restituito dopo due giorni

Lo ricordo come il peggiore dei telefoni Nokia che abbia mai avuto. Restituito dopo pochi giorni, la cosa che più odiavo e trovavo fastidiosa erano i tasti sottili che si faceva fatica a premere. Il meno memorabile della casa finlandese (a mio avviso) che si preparava all’ultimo capolavoro, N95, prima della sparizione dai radar.

Torna alla tabella

Sony Ericsson K800i: che fotocamere!

Sony Ericsson K800i

Altro indimenticabile Sony Ericsson che ho avuto (anche se ultimo), sempre su consiglio di Ivan. Apprezzavo principalmente le doti fotografiche, sempre più evolute. Aveva un “tappo” per coprire l’obiettivo, in metallo, che non ho più trovato su alcun telefono. Bel design, software non intuitivo come quello di Mamma Nokia, ma era l’unica alternativa, per altro riuscita, che si potesse trovare sul mercato. Samsung non era ancora popolare nel mondo mobile.

Torna alla tabella

Nokia N95: l’ultimo capolavoro di Nokia

Questo è quello che mi piace definire l’ultimo capolavoro di Nokia. Lo comprai quando ormai lavoravo già da diversi anni. Il costo non era proprio accessibile (rispetto a oggi a parità di prezzo si potrebbe però posizionare sulla fascia media). Il telefono diventava sempre più un centro multimediale. Foto, video e giochi, un buon altoparlante, bella fotocamera, bene i video. Si potevano installare dallo Store di Nokia quelle che oggi definiremmo app, come ad esempio Tom Tom per la navigazione, ma utilizzabile esclusivamente attraverso un GPS esterno da collegare via Bluetooth. Inoltre per favorire l’orientamento automatico dello schermo in landscape, dovevi installare un acceleratore a parte. Ma è stato il primo telefono che spianava la strada agli smartphone, inoltre il primo a potersi appoggiare ad una rete Wi-Fi (almeno per me). Se fosse stato touch, sarebbe stato il massimo. Tuttavia aveva qualche difetto. Non godeva dell’indistruttibilità Nokia di cui la casa finlandese si fregiava un tempo. Lo sportellino della batteria era solito rompersi in breve tempo, inoltre il mio modello si bruciò lo schermo subito dopo uscito di garanzia. Potei salvare tutto comunque grazie ai cavi contenuti nella confezione, che lo potevano collegare al televisore e replicare il telefono sullo schermo della tv.

Torna alla tabella

cellulari e smartphone: N95 chiude un'epoca d'oro.

Brionvega N7100: la tv sul cellulare. E basta.

Brionvega N7100

Non so perché mi feci sedurre dalla possibilità di vedere la TV sul telefonino. All’epoca ero un tifoso sfegatato di calcio, interista abbonato in Curva Nord, lo comprai principalmente per vedere le partite di calcio. Software complesso e un po’ limitato, restituito poco dopo, ma almeno all’epoca i cellulari avevano più creatività nel distinguersi.

Torna alla tabella

Cellulari e smartphone: HP iPaq (Data Messenger) il mio primo smartphone

Il nome ricordava i primi iPhone (sebbene nato diverso tempo prima, grazie Ivan per la precisazione), che stavano rivoluzionando la telefonia. Lo amavo per la tastiera fisica scorrevole, per il fatto di essere touch, ma non amavo lo stesso touch (il pennino era impreciso), la batteria durava molto meno di un giorno e lo scorrimento era poco solido, con aperture involontarie frequenti. Ultimo telefono con a bordo Windows Mobile e uno dei primi che utilizzavo per navigare su Facebook. Sincronizzare la posta con Outlook, con una connessione dati sempre più a portata di tutti era come usufruire della tecnologia più avanzata mai sviluppata. Ovviamente per l’epoca. Ultimo telefono che ho avuto con Windows Mobile, prima del declino del sistema operativo di Microsoft per i dispositivi mobili.

Torna alla tabella

Nokia 5800 xPress Music: il mio primo hotspot

Nokia 5800 xPress Music: cellulari e smartphone

Anche le più belle storie d’amore finiscono, e il Nokia 5800 xPress Music è stato il mio ultimo telefono Nokia. E paradossalmente non è stato nemmeno il peggiore. Anzi. Il primo che ho utilizzato come hotspot, quando andavo in vacanza, per il portatile. Touch che non mi faceva impazzire, pennini persi a non finire, ma resistente e confezione ricca di accessori. Buono l’audio e fotocamera decente. Funziona ancora, ce l’ho da qualche parte. Non è il miglior telefono che abbia avuto, ma gli ho voluto un gran bene.

Torna alla tabella

Vodafone Ideos: il mio primo Android

Huawei Vodafone Ideos

Erano i tempi d’oro della telefonia, Samsung muoveva i primi passi, gli iPhone sfornavano successi dopo successi e rivoluzionavano la telefonia mobile e Huawei cominciava a mettere nel mirino più o meno timidamente l’Occidente, con questo Ideos venduto da Vodafone. Primo telefono provato per Notebook Italia, divenuto per diverso tempo il mio telefono principale. Adoravo le dimensioni ridottissime e il display. Di contro cominciavo a soffrire della batteria che non durava un giorno, tant’è che la maggior parte del tempo la passavo offline. Nonostante l’hardware limitato, passavo intense sessioni di Angry Birds e le prime interminabili chat su WhatsApp. Anche la fotocamera non era male, per uno smartphone simile. Per quel telefono avevo fondato la mia prima community su Facebook con diversi appassionati.

Torna alla tabella

HTC Desire Z: quanto mi manca la tastiera fisica

HTC Desire Z

L’Ideos era anche carino, ma mi mancava terribilmente la tastiera fisica e per lavoro avevo bisogno di una maggior batteria. Oltre al lavoro per Notebook Italia, muovevo i primi passi come fotoreporter e la tastiera mi aiutava a prendere appunti più velocemente. Così comprai HTC Desire Z, uno dei telefoni che tuttavia non rimpiango per via della batteria disastrosa. Viaggiavo sempre con una power bank e il caricabatterie. Bello compatto, software elegante, meccanismo della tastiera sufficientemente solido (ma non sempre). Batteria sottotono e fotocamera non proprio delle migliori. Dovetti a malincuore cambiarlo perché la tastiera non era così resistente come speravo; dopo poco tempo alcuni tasti sono saltati e funzionava a rilento e male. Inoltre aveva perso la “T” di HTC.

Torna alla tabella

Vodafone Smart II: usato tre volte

Vodafone Smart II

Altro cellulare di altro brand venduto con nome Vodafone. Ce l’ho ancora e funziona tuttora, usato pochissimo perché avevo già il mio HTC Desire Z come principale e mi è stato regalato. Usato come muletto quando il Note 2 di Samsung è andato in riparazione. Smontare il telefono per togliere la batteria quando il sistema operativo si impiantava voleva dire rompersi un’unghia. Touch drammatico e fotocamera sottotono. Tra i peggiori che abbia mai avuto. Potrei sbagliarmi, ma pur essendo a brand Vodafone, era un Alcatel.

Torna alla tabella

LG G2

LG G2: immortale

Usato per poco tempo, ma un telefono che ha fatto la storia di LG e della linea G. Primo smartphone LG che ho avuto, dico solo una parola: IMMORTALE. Funziona ancora dopo 9 anni, batteria che regge tutto sommato, nonostante l’uso che ne fa mia madre per giochi e foto. Un capolavoro firmato LG che ha deciso di uscire dai giochi proprio recentemente. Per gli amanti del collezionismo, su Amazon è in vendita la versione “mini”.

Torna alla tabella

Samsung Galaxy Note 2: primi emulatori e fotocamere wow

cellulari e smartphone: Samsung Galaxy Note 2

Ufficialmente è stato lo smartphone che ho comprato per sostituire il morente HTC Desire Z. Amavo il pennino, il display immenso e luminoso, finalmente un touch come si deve. Primo smartphone su cui ho caricato gli emulatori per giocare ai giochi della PlayStation 1, tra cui Tekken 3. Mi sembrava qualcosa di incredibilmente futuristico. Molto resistente nonostante la costruzione, protagonista di voli immensi e pochi segnetti sulla scocca. Primo Samsung che ho avuto e primo a soffrire di suicidio della memoria logica, fortunatamente successo quando ancora in garanzia, ma il backup non era di moda. Ho perso dunque foto, messaggi e conversazioni di WhatsApp. Funziona ancora, dopo cambi di tasti, ingressi jack audio e batterie.

Torna alla tabella

Vodafone Smart Turbo 4: longevo e indistruttibile

Vodafone Smart Turbo 4

Un altro smartphone che mi è durato più di tutti e che si è meritato l’appellativo di indistruttibile. Ce l’ho ancora, funziona ancora perfettamente, Vodafone con questo dispositivo cercava di insidiarsi nel segmento dei device abbordabili e per giunta 4G. Correva l’anno 2014, l’ho usato come muletto, poi l’ho prestato a fidanzate, amici. Caduto diverse volte, solo piccoli segni. Fotocamera discreta, design semplice ma piacevole. Uno dei primi telefoni per cui ho scritto una recensione scritta sull’allora mio blog personale.

Torna alla tabella

LG G3: un errore

LG G3

Uno degli ultimi smartphone usati che ho comprato. Mi piaceva il design, primo telefono che abbia mai avuto bianco, bellissimo display, bella fotocamera. Era di terza mano, pagato poco, ma con una serie di bug fastidiosi e ripetitivi. Nei momenti cruciali scaldava troppo e capitava che si spegnesse quando mi serviva come navigatore, facendomi perdere in radure e steppe. La prima volta si è salvato perché dopo un lancio è atterrato sul morbido dei tappetini dell’auto. La seconda volta che ha deciso di spegnersi, ha avuto un incontro ravvicinato e non troppo involontario con il pavimento. Primo e ultimo telefono che ho distrutto, per altro volontariamente. Da lì mai più LG, mai più telefoni usati (e distrutti). Ce l’ho ancora incellophanato da qualche parte. E si accende ancora! (Inoltre, si può acquistare ancora su Amazon)

Torna alla tabella

Samsung Galaxy Note 4: ciao memoria logica Ciak 2

Samsung Galaxy Note 4

Morto un papa se ne fa un altro, e così funziona anche con gli smartphone. Decisi di tornare dal mio nuovo amore Samsung, che avevo perdonato per il tradimento della memoria logica. Scelsi così il Note 4, anche se esteticamente non mi piaceva proprio per nulla. Però era bello performante, immagini di altissima qualità e video pure. Il pennino era sempre più sofisticato, ormai gli smartphone erano performanti e facevano già di tutto. Un difetto fastidioso era il sensore vicino alla fotocamera e al cardiofrequenzimetro. Ma anche lui, subito dopo essere uscito dalla garanzia, ha deciso di suicidarsi, ancora una volta con la memoria logica, dopo diversi cambi del jack audio. Da lì decisi (senza troppa convinzione) di non comprare più Samsung. Secondo smartphone bianco, secondo smartphone problematico. Da lì decisi di non comprare più smartphone bianchi (e per ora è ancora così).

Torna alla tabella

iPhone 5S: il mio primo iPhone

iPhone 5S

Mi è stato regalato da un’amica per inutilizzo anni dopo l’effettiva uscita. Quando lavoravo per PC Professionale, scrivevo spesso di iOS, ne avevo bisogno quindi come telefono personale. Degli iPhone mi è sempre piaciuto il design, un po’ meno il sistema operativo. Mi ero innamorato del 4S, che ho anche, ma mi era stato regalato da un altro amico già non utilizzabile, come pezzo da collezione. Il 5S lo usavo come muletto e me lo portavo spesso in vacanza e al mare, con una scheda di riserva, così che se me lo avessero rubato, di certo non mi sarei messo a piangere. Ce l’ho ancora, peccato solo per gli aggiornamenti e per la batteria non più performante (ma si può comprare su Amazon con kit di sostituzione), ma funziona ancora molto bene, e ha un tasto fisico che uso ancora come antistress.

Torna alla tabella

Wiko Wim: che sorpresa!

Wiko Wim

Nel 2017 ebbe una spinta di popolarità con Wiko Wim, un telefono che forse non eccelleva per design, ma in quanto a caratteristiche non aveva nulla di cui temere anche contro i top di gamma. Una batteria interminabile, una fotocamera più che dignitosa, un’interfaccia che permetteva di utilizzare più profili. Di contro era ingombrante e il display non era dei migliori, ma mi ha dato tantissime soddisfazioni. Uno dei grandi difetti era l’impossibilità di togliere il volume alla suoneria all’accensione. L’ho ceduto a malincuore a genitore 1 che necessitava di un nuovo telefono. Funziona tuttora, ed è in vendita su Amazon ad un prezzo da rapina a mano armata. Peccato che Wiko non abbia proseguito a proporre smartphone così convincenti. Avevo scritto una recensione di Wiko Wim anche per uno dei miei siti, NewsGate.

Torna alla tabella

Samsung Galaxy S8

Samsung Galaxy S8: il più bello

Uno degli smartphone più belli e con la migliore fotocamera che io abbia mai provato, acquistato o utilizzato. Belli anche gli accessori. Aveva solo due difetti: una fotocamera frontale non all’altezza e una batteria snervante. Per il resto era meraviglioso, performante, un design moderno, maneggevole, un display stupendo. Terzo e ultimo cellulare che acquistai in abbonamento con 3, vinse il ballottaggio con Note 8 per una questione di costi e perché volevo provare un dispositivo diverso. Nonostante ne fossi (e ne sono tuttora) innamorato, la batteria era un notevole impedimento e lo vendetti. Non ho ancora trovato un dispositivo che mi abbia soddisfatto per performance, design e fotocamera come S8.

Torna alla tabella

Motorola moto g6 Play: l’autonomia torna ad essere importante

Motorola moto g6 Play

Dopo anni di oblio e cambi di proprietà, che l’hanno portata da Google a Lenovo, da qualche anno Motorola aggredisce la fascia entry-level e media, con smartphone convincenti e dal basso prezzo. Passeranno alcuni anni prima che si azzardi a proporre top di gamma anche onerosi, ma prima si è fatta una bella gavetta con la linea moto G (oggi al decimo anniversario) tra cui questo moto g Play. Era un entry-level, ma pur avendo una scheda tecnica non eccelsa, è stato il primo smartphone della storia recente ad offrire un’autonomia molto più che dignitosa. Lo uso tuttora come muletto, aveva la particolarità di essere dual SIM e poter ospitare anche la micro SD (anche se io non le uso da secoli…) una fotocamera solo discreta, ma riesco a farlo durare anche tre giorni (chiaramente, con l’utilizzo di un muletto). Tra i vari utilizzi, è il mio lettore di e-book, un centro multimediale per la casa e per tenere dati sensibili che non voglio perdere qualora il principale mi dovesse essere sottratto. Per un breve periodo, è stato il mio telefono principale, quando ho venduto S8.

Torna alla tabella

Samsung Galaxy Note 8: certi amori non finiscono

Samsung Galaxy Note 8

Lavoravo da PC Professionale, avevo un entry-level, un iPhone 5s, mi mancava un top di gamma. L’anno precedente avevo preso in considerazione di acquistare il Note 7, perché mi piaceva il numero e perché mi aveva convinto alla presentazione, ma tutti sappiamo come andò a finire. Tra i telefoni più belli, performanti ed eleganti che abbia mai avuto e con un display gigante (e ultimo personale senza interruzioni!) La fotocamera era davvero buona; in un mio ultimo viaggio a Londra prima della pandemia, ho scattato una foto che ho stampato in 50×70 cm alla faccia di chi dice che con gli smartphone non si ottengono buone foto. Lo uso ancora ogni tanto, anche se prende la polvere, da quando mi è stato dato il prossimo (e per ora ultimo) telefono personale. Il Note 8 che mi è durato di più, ma più fragile: ha la scocca posteriore devastata.

Torna alla tabella

Motorola Edge: l’ultimo (per ora!) e primo 5G

Motorola Edge

Motorola negli ultimi anni si sta dando da fare, ha creato un bel pieghevole, e la strada percorsa dal Motorola d170 è molto lunga. Il design mi ricorda molto il Samsung Galaxy S8, sebbene sia un po’ meno maneggevole. Molto bene l’estetica e la batteria, anche le prestazioni. Il mio primo smartphone 5G, pur non avendo ancora un abbonamento 5G. Molto bene le performance, anche se ora che ha ricevuto Android 11 ha diversi bug e rallentamenti. Molto resistente, ha fatto diversi voli e ha un piccolo segno; l’ultimo volo mi aveva fatto temere di prendere in considerazione la sostituzione del display OLED, parte migliore di questo telefono insieme all’audio eccelso, fortunatamente il problema si è riassorbito in autonomia in un modo scientificamente inspiegabile. Tanto meglio per me. Non è stato un modello però fortunato per molti e al lancio venne venduto ad un prezzo esorbitante. Però è tra i più belli che abbia mai avuto (qui la recensione). Avesse avuto una fotocamera migliore (anche se ci fotografo l’Orsa Maggiore), avrebbe rasentato la perfezione, pur con materiali non pregiati.

Torna alla tabella

1998-2020: 22 anni di telefonia mobile

E siamo giunti dunque alla conclusione di questo mio personale viaggio nella storia della telefonia, che ha preso in considerazione cellulari e smartphone utilizzati come dispositivi personali. Dal 1998 al 2020 come vedete la tecnologia sui dispositivi mobili è cambiata, è cambiato il design, gli schermi, le funzionalità. Che abbia iniziato con Motorola e che abbia tuttora un Motorola è un caso. Ora come ora, come amava definirsi Candido Cannavò, “calcisticamente ateo o poligamo” per me è lo stesso con gli smartphone. Da diversi anni fatico a scegliere un modello preciso e non sono più appassionato ad un brand come lo ero una volta con Nokia e Samsung, anche se provo affetto per brand come Motorola. Sono orfano della tastiera fisica, mi piacciono i dispositivi concreti, privi di interruzioni sul display e con un’ottima fotocamera e una lunga autonomia. Se prima acquistavo un dispositivo per l’estetica o le funzionalità, ora guardo prima il prezzo e la fotocamera. E questo è tutto per lo speciale dei primi sei mesi di Smartphonology, l’appuntamento è tra altri sei mesi!

Iscriviti alla newsletter!

Non perdere neanche un aggiornamento di Smartphonology: ricevi gratuitamente recensioni in anteprima, rassegne e novità dal mondo della telefonia!

* indicates required
Accettazione privacy
Roberto Cosentino
Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.