Recensione Huawei P60 Pro: il camera phone Rococò

Recensione Huawei P60 Pro: il camera phone Rococò

Che HUAWEI non abbia nessuna voglia di smettere di produrre camera phone di elevata qualità è ormai noto. HUAWEI P60 Pro è stato lanciato ufficialmente in Italia da oggi, 9 maggio (in Cina è stato presentato a fine marzo con due “fratelli”), ma nei giorni scorsi qualche informazione qua e là è trapelata anche per il mercato italiano, insieme ad un coupon per uno sconto al lancio. Il telefono, lanciato in due configurazioni, la 8/256 GB e la 12/512 GB, prosegue la dinastia della linea P di HUAWEI, da sempre votata all’imaging, così come l’ultimo Mate. Di generazione in generazione il colosso cinese ha migliorato i punti in cui mostrava lacune nei modelli precedenti. E non possiamo che essere entusiasti di questo nuovo top di gamma. Un camera phone di grandissima qualità che è anche il più bel camera phone in circolazione, il primo della serie P dopo la fine della collaborazione con Leica.

HUAWEI P60 Pro

La confezione

La confezione di HUAWEI P60 Pro è completa. Troviamo oltre al device anche una cover di protezione, il caricabatterie da 88W e il cavo. L’alimentatore presenta due ingressi, uno USB e uno USB Type-C.

La costruzione e il design di HUAWEI P60 Pro

Il cambio di passo a livello estetico rispetto al precedente modello è evidente. Addio all’aspetto lucido e afflitto da ditate. Il nuovo design è disponibile in due colorazioni, un classico nero e lo splendido Rococo pearl del device in prova. Prende spunto dallo stile Rococò, un movimento artistico e architettonico nato in Francia durante il XVIII secolo, come evoluzione del Barocco. In Lombardia, uno stile si può vedere all’interno del Palazzo Clerici di Milano o la Villa Reale di Monza. Ora lo stile di origine francese trova nuova vita nel madreperla di HUAWEI P60 Pro. Niente ditate, un device però molto liscio che si può proteggere grazie alla cover presente in confezione, che cerca di appianare anche la sporgente fotocamera. La cover però non appare molto solida e resistente, ma fa il suo lavoro.

Ogni P60 Pro è diverso dall’altro, rendendo ogni unità unica nella texture. Il retro del telefono è complesso, elegante e molto bello. Il gradimento dell’estetica dello smartphone. come per ogni altra cosa, è puramente soggettivo, ma la dedizione e la cura nella costruzione di P60 Pro con questo stile unico, lo rende tra i più bei camera phone e tra gli smartphone più belli in assoluto. Inoltre è certificato IP68.

Le dimensioni sono di 161 x 74,5 x 8,3 mm e pesa circa 200 grammi. I bordi e gli spigoli sono arrotondati. Si impugna bene, conferisce una piacevole sensazione al tatto. Rimane un po’ ingombrante e scivoloso senza cover, l’utilizzo con una mano alle volte è un po’ complesso, ma interviene il software con la modalità ad una mano, al bisogno. Nella parte inferiore presenta lo slot per le due SIM o una sim e una NM Card, in grado di tollerare schede di memoria fino ad un massimo di 256 GB. Al centro la USB Type C e uno dei due speaker. La scocca è con molte probabilità in alluminio, questa volta un po’ sensibile alle ditate, lucido e riflettente e di colore Silver. Nel profilo destro il tasto di accensione, che presenta un tratto rosso; subito sopra il bilanciere del volume. Il profilo superiore presenta il secondo speaker, mentre liscio è invece il profilo sinistro.

Display, riconoscimento biometrico e audio

Lo schermo è da 6,6 pollici, con pannello OLED. La risoluzione è da 2.700 x 1.200 pixel, con refresh rate da 120Hz. Lo schermo come P40 è a quattro curve, con linee più arrotondate e delicate sui bordi. Il display è rinforzato con il vetro Kunlun Glass di HUAWEI, certificato da SGS con il massimo della resistenza alla caduta. Può resistere fino a cadute da 1,5 m. HUAWEI P60 Pro supporta la gestione del colore della gamma cromatica completa e le corrispondenze metameriche nella calibrazione del colore. Si tratta del primo smartphone a ricevere la certificazione TÜV Rheinland Colour Accuracy Dual. Questa certificazione garantisce che la riproduzione dei colori sia precisa e accurata.

Lo schermo è personalizzabile per una resa adatta alle proprie esigenze. Si può nascondere il foro della fotocamera anteriore e gestire il refresh rate, temperatura colore, l’always-on, etc. Nell’utilizzo di tutti i giorni il pannello può essere consultato chiaramente anche sotto la luce diretta del sole. Elevata la luminosità, anche se non è stata riferito il valore in nits. Una cosa di cui soffre sono i riflessi, in particolar modo di giorno all’esterno. Il display annovera il sistema di sblocco del volto nella fotocamera anteriore e lo sblocco tramite impronte digitali. Il sensore è posto sotto lo schermo ed è reattivo ed efficace. La fotocamera anteriore è utile allo sblocco con il volto, più rapido ed efficace. Sopra la fotocamera la capsula auricolare di ridottissime dimensioni, tuttavia non sarà un ostacolo ad un ascolto limpido e chiaro dell’interlocutore.

Hardware & Software

HUAWEI P60 Pro si avvale dello Snapdragon 8+ Gen 1, con connettività 4G. Il modello in prova prevede 8 GB di RAM e 256 GB di storage, mentre la batteria è da 4.815 mAh. Le prestazioni sono fluide ed elevate, nel corso del gaming intensivo scalda moderatamente nella parte posteriore, inoltre ottima la gestione della batteria. Con un utilizzo intenso siamo arrivati a fine giornata con circa il 30% di carica rimanente. Il device si è rilevato spesso un telefono affidabile e performante, nonostante una giornata stress di chiamate, uso della fotocamera, musica, connettività Bluetooth, GPS ed NFC attive. Bene la carica rapida da 88W; c’è anche il supporto alla carica wireless a 50W, ma non la carica inversa. Su questo modello troviamo inoltre porta a infrarossi, Bluetooth 5.2 e WiFi 6. C’è anche la funzione di messaggistica satellitare Beidou bidirezionale.

A bordo troviamo la EMUI 13.1. Con l’arrivo della nuova funzionalità di WhatsApp che consente di collegare fino a quattro smartphone contemporaneamente, e con la possibilità di installare Gspace, anche i più affezionati/legati ai servizi Google, difficilmente troveranno delle scuse per non passare/tornare ad uno smartphone HUAWEI. Le alternative alle soluzioni Google ci sono e sono altrettanto affidabili. L’unico vero “problema” resta la connettività 5G e i pagamenti digitali, ma solo per chi non può farne a meno (e al momento, non è ancora niente di indispensabile).

Il reparto fotografico di HUAWEI P60 Pro

Oltre al design, il fiore all’occhiello di questo smartphone è il reparto fotografico. Il comparto è strutturato su una fotocamera principale da 48 Mpixel, definita Ultra Lighting Camera. Come per il Mate 50 Pro, il diaframma è regolabile da F/1.4 a F/4.0, prevede inoltre la stabilizzazione ottica. La seconda fotocamera è grandangolare, con un sensore da 13 Mpixel e apertura f/2.2. Infine c’è una fotocamera tele da 48 Mpixel, con apertura f/2.1 e stabilizzatore ottico e zoom ottico 3,5x. Infine la fotocamera anteriore è da 13 Mpixel con apertura f/2.4.

Le immagini sono tutte di grandissima qualità, anche se la fotocamera più debole è quella grandangolare ed è possibile accorgersene di sera, quando non di rado le immagini sono mosse. Prevista anche una modalità Notte, per altro inutile, perché sia la fotocamera tele sia la fotocamera principale, non necessitano questa accortezza negli scatti notturni. Quando attiva, si producono scatti lontani dalla realtà, per cui ne sconsigliamo l’attivazione. La fotocamera tele può arrivare ad uno zoom senza una drastica perdita di dettagli fino a 10x. Digitalmente può arrivare fino a 100x, ma è più che altro un esercizio di stile, in quanto non produce immagini utilizzabili. Molto bene i ritratti alla lunga distanza con la fotocamera tele, di grande qualità, così come le immagini prodotte con la fotocamera con diaframma regolabile. Ritratti e immagini in ogni contesto, così come le macro, potranno soddisfare anche gli utenti più esigenti. Le foto in bianco e nero, benché rispetto alla generazione precedente si perda la firma Leica, sono di grande qualità e tra i migliori bianco e nero visti su smartphone. Bene i video, peccato che la fotocamera anteriore si fermi a 4K a 30fps.

Con l’apertura fisica e virtuale ci si potrà divertire nell’acquisire ritratti e macro. Con la virtuale si potrà contare su un range d’apertura da f/0,95 a f/16. Diversamente, con l’apertura fisica, si parte da f/1.4 fino ad un massimo di f/4. I risultati che si ottengono con quella fisica sono più precisi, la sfocatura più convincente, mentre con l’apertura virtuale, bisognerà fare attenzione ai punti di messa a fuoco.

Conclusioni

A livello di design HUAWEI risolve tutte le criticità del modello precedente. Anche a livello fotografico si notano degli evidenti miglioramenti, nonostante la serie P perda una firma autorevole come Leica. Ciononostante il camera phone produce immagini di grandissima qualità. Ottimi i ritratti alla lunga distanza, ottimo il bianco e nero, bene nitidezza e dettagli. Il reparto fotografico mostra tuttavia tre debolezze: la modalità Notte è inutile, meglio non attivarla; la fotocamera grandangolare di sera non regge il passo delle altre due fotocamere e infine è un peccato che i video della fotocamera anteriore si fermino a 30 fps in 4K. Per il resto è un camera phone di tutto rispetto. Le due configurazioni costano 1.199 euro e 1.399 euro, acquistabili sul sito ufficiale di HUAWEI. Costo dunque impegnativo, ma in linea con le proposte degli altri competitor. Rimangono gli handicap dei pagamenti digitali e della connettività 5G. Per il resto è un ottimo smartphone, divertente a livello fotografico e un vero oggetto d’arte a livello di design. Chi ama le foto macro, le foto in bianco e nero e i ritratti, non rimarrà deluso.

Offerte

In breve

Aiutaci a crescere: lasciaci un like :)

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.