Xiaomi 13: la RECENSIONE (con Android 14 e MIUI 14)


La linea Xiaomi 13 è stata introdotta sul mercato ormai da diversi mesi. In Cina i nuovi dispositivi sono stati svelati nelle ultime settimane del 2022, mentre in Italia hanno anticipato di poco la primavera. Ora possono definirsi dispositivi maturi (tant’è che è già stata presentata la generazione successiva con il nuovo OS) e dopo aver testato la versione Lite ecco la recensione di Xiaomi 13 con a bordo Android 14.

La confezione di Xiaomi 13

Il telefono arriva in una confezione tipica di Xiaomi, con all’interno, oltre al dispositivo, il caricabatterie da 67W e la cover di protezione.

Costruzione e Design

Gli smartphone compatti e che si maneggiano più che agilmente anche con una sola mano, sul mercato sono davvero pochi. Dopo l’uscita di scena del modello “mini” di iPhone, a coprire il segmento di dispositivi con diagonale inferiore ai 6 pollici è rimasta solo ASUS. Ma Xiaomi 13 riesce comunque ad essere un telefono meravigliosamente comodo e pratico, nonostante le dimensioni maggiori rispetto ai telefoni precedenti. Il terminale arriva nelle dimensioni di 152,8 x 71,5 x 7,9 mm. Sono le misure ideali per un telefono comodo e pratico. Nel profilo inferiore, sulla sinistra, troviamo lo slot per due SIM. Al centro microfono e ingresso USB Type C e uno dei due speaker. Sul profilo destro il tasto di accensione e il bilanciere del volume. Forse il tasto di accensione sarebbe stato più ergonomico se posto qualche millimetro più in alto. Nel profilo superiore i fori dell’altro speaker, mentre è liscio il profilo sinistro.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Il dispositivo è infatti scivoloso. Nonostante un peso ben distribuito (circa 189 grammi), il telefono scivolerà, alle volte anche con la custodia di protezione. La cornice è in metallo, mentre i bordi sono arrotondati. L’isola della fotocamera inoltre sporge un po’ e non sarà dunque stabile quando posato su di un piano. Se da una parte è molto comodo da maneggiare, bisognerà fare attenzione a non farsi prendere troppo la mano, per evitare di farlo cadere (come potrebbe accadere). A parte ciò, Xiaomi 13 è certificato IP68 ed è esteticamente gradevole. Il brand Leica visibile sulla fotocamera, impreziosisce l’oggetto, arrivato nella nostra prova nella colorazione Flora Green. Nel complesso è un telefono che coniuga dimensioni comode, in un design piacevole, ma scivoloso. Infine, rimangono visibili ditate sia sul profilo in metallo, sia nella parte posteriore se senza custodia.

Schermo e audio

Il pannello di Xiaomi 13 è di tipo AMOLED, con protezione Corning Gorilla Glass 5 e diagonale di 6,3 pollici. La risoluzione è di 2.400 x 1.080 pixel, con refresh rate da 120Hz. Ha una luminosità massima di 1.900 nits, inoltre prevede il supporto HDR10+. Nel complesso è uno schermo di elevata qualità, per altro ampiamente personalizzabile. Sia nella resa del colore, sia nella fluidità, il telefono propone un ampio ventaglio di possibilità nell’esperienza visiva. Lo smartphone è inoltre supportato da un ottimo audio stereo, Dolby Atmos. L’audio è di grande qualità, con un volume di grande entità. I contenuti multimediali potranno essere fruiti al massimo dell’esperienza. Lo schermo prevede inoltre un sensore di impronte digitali, molto rapido nello sblocco e una fotocamera anteriore, utilizzabile per uno sblocco del volto molto efficace e rapido anche quando in condizioni di luce non favorevoli. Il telefono arriva infine con una pellicola pre-applicata; un grande difetto è che però lo schermo soffre di riflessi, alle volte fastidiosi. Un reparto multimediale completo e adeguato ad un dispositivo top di gamma versatile. Ovviamente bene anche la capsula auricolare, per le chiamate, nonostante le ridotte dimensioni.

Hardware & Software di Xiaomi 13

A distanza di quasi otto mesi dal lancio sul mercato italiano, il software di Xiaomi 13 si evolve. Troviamo infatti Android 14 con la MIUI 14.0.6, anche se è lecito chiedersi se non sarà in programma un aggiornamento al prossimo SO Xiaomi HyperOS. A parte ciò, è un telefono scattante e fluido nell’utilizzo, grazie ad un comparto hardware performante. Abbiamo infatti il chipset top di gamma della scorsa stagione, ovvero lo Snapdragon 8 Gen 2, 12 GB di RAM espandibili virtualmente e 256 GB di storage. La batteria è invece da 4.500 mAh con carica rapida da 67W. Impiega circa 38 minuti per caricarsi totalmente, abbiamo anche la ricarica wireless da 50W e quella inversa da 10W. Strano non trovare una carica oltre i 100W su un top di gamma Xiaomi.

Non c’è molto da dire sulle performance del dispositivo, è un top di gamma che permette ogni genere di utilizzo. Anche nelle situazioni più impegnative non scalda, grazie al suo sistema di raffreddamento, il LiquidCool che prevede una camera di vapore molto ampia e molteplici strati di lamine in grafite. Molto bene l’autonomia. Con un utilizzo blando può arrivare fino a due giorni di utilizzo, diversamente con un utilizzo un po’ più intenso arriva comodamente a fine giornata lavorativa. Tra le altre caratteristiche, Bluetooth 5.3, NFC e WiFi 7. Non manca la porta a infrarossi.

Reparto fotografico

E qui viene il bello. Questo dispositivo è stato co-ingegnerizzato con Leica. Dispone di una fotocamera principale da 50 Mpixel, una grandangolare da 12 Mpixel e una tele da 10 Mpixel con ingrandimento fino a 30x, tutte con ottiche Leica. La standard e la tele hanno inoltre lo stabilizzatore ottico. Inoltre, i video registrati da questo smartphone, possono arrivare fino a 8k a 30 fps. Il reparto fotografico produce immagini di elevata qualità, che possono essere caratterizzati dai filtri Leica Authentic e Leica Vibrant. A risaltare sono i ritratti, che sfoggiano tutta l’esperienza Leica con un ottima sfocatura e immagini nitide e di qualità. In alcuni casi viene però più comoda la modalità manuale, perché quando si acquisiscono foto e ritratti quando la luce è fioca oppure in situazioni di luce artificiale, possono essere prodotte immagini mosse.

Modalità Super Luna.

Oltre a queste caratteristiche, Xiaomi 13 offre la Modalità Super Luna, una funzione che consente di fotografare la Luna con i crateri ben visibili e con una qualità superiore alle aspettative per tutti coloro che hanno sognato di scattare un’immagine al satellite naturale, senza dover vedere un tondino illuminato spiaccicato sulle foto. Non avremo di certo immagini da telescopio, ma sono più che soddisfacenti per postarle sui social e vantarsi con gli amici. Di giorno le immagini sono di qualità in qualsiasi situazione, anche se i colori possono apparire più intensi del dovuto. La sera invece, modalità Notte o no, avremo immagini ben definite e dettagliate. Un po’ meno soddisfacenti le foto acquisite con la fotocamera grandangolare, ma sempre più che accettabili. Molto bene i selfie e i video. Molto bene infine la possibilità di registrare video frontali a 4K a 60 fps, con la fotocamera frontale da 32 Mpixel.

Conclusioni

In definitiva Xiaomi 13 è uno smartphone top di gamma, sebbene non recentissimo, tra gli unici a godere di un design davvero interessante, grazie anche a misure contenute che lo rendono facilmente maneggevole. Ci si potrà divertire a livello multimediale, dal gaming, allo streaming, fino al reparto fotografico. Le ottiche firmate Leica hanno il loro peso, anche perché il dispositivo è stato creato insieme alla casa tedesca di fotografia. L’unico neo è il prezzo. Lanciato sul mercato ad un costo di 1.200 euro circa, a distanza di otto mesi, il prezzo non è diminuito più molto. Difficile infatti individuarlo sotto ai 999 euro, se non ricondizionato o usato. Un prezzo che, al netto della qualità indiscussa e della versatilità, rimane molto alto. C’è anche la versione da 8/256 GB, che non avrà performance troppo dissimili e che può costare fino a 100 euro in meno e forse potrebbe essere la scelta migliore. Di certo è un telefono da tenere d’occhio, magari quando subirà un altro calo di costo. Resta un dispositivo valido e che spicca per qualità fotografica e dimensioni ergonomiche.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.