Unisciti al canale Telegram di Smartphonology
POCO F3

Recensione POCO F3: bene audio e prestazioni, fotocamere da rivedere

Si arriva alla terza generazione della linea F di POCO. Ecco POCO F3 messo alla prova. Uno smartphone convincente in quasi ogni reparto, ma con evidenti lacune in quello fotografico.
Si arriva alla terza generazione della linea F di POCO. Ecco POCO F3 messo alla prova. Uno smartphone convincente in quasi ogni reparto, ma con evidenti lacune in quello fotografico.

Segui Smartphonology su YouTube!

POCO sembra averci preso gusto e dopo una presentazione in grande stile avvenuta a Parigi nel 2018, l’anno scorso è tornata a far parlare di sé con Poco F2 Pro e soprattutto con POCO M3. Da quest’anno è diventato brand indipendente da Xiaomi e ha espanso la propria offerta, con POCO X3 Pro, POCO M3 Pro e POCO F3, recensito in questa pagina.

POCO F3: design e costruzione

L’estetica riprende le linee comuni su tutta l’offerta Xiaomi. Ben poche le differenze tra Xiaomi Mi 11 e la famiglia Redmi Note 10. Lo stile rimane quindi sobrio e piacevole del brand cinese, sempre in continua evoluzione, ma elegante e moderno. POCO F3 è costruito in vetro ambo i lati con protezione Corning Gorilla Glass 5 e la cornice in plastica. Non è scivolosissimo, ma il grip non è dei migliori. Soffre un po’ le ditate sul retro, oltre a presentare riflessi, al contrario delle colorazioni opache di altri dispositivi di Xiaomi.

Impugnato conferisce una piacevole sensazione al tatto; quando è posato su di un piano traballerà per via della fotocamera sporgente. Nella confezione è presente una cover in silicone, che migliorerà la situazione, ma che non renderà perfettamente equilibrato il dispositivo. Non è proprio un peso piuma con i suoi 196 grammi. Il design del telefono offre uno schermo piatto, le dimensioni (163,7 x 76,4 x7,8 mm) sono abbastanza generose, non è impossibile l’utilizzo con una mano, ma viene più semplice usarne due. Da segnalare inoltre la certificazione IP53; lo smartphone è resistente a schizzi d’acqua e alla polvere.

POCO F3

Sensori, porte ed espansioni

Nel lato inferiore è presente sulla sinistra lo slot per solo le due SIM (un po’ ostico alle volte, bisogna accertarsi di aver inserito bene la scheda) la USB Type-C e uno speaker nella parte destra, che assieme agli speaker nel lato superiore offrono una qualità dell’audio molto elevata, così come il volume. Sarà un piacere riprodurre i contenuti multimediali, specie la musica. Nel lato destro presenta il bilanciere del volume e il sensore di impronte digitali, integrato nel tasto di accensione.

Un sensore molto sensibile e rapido nel riconoscimento, ma in una posizione un po’ infelice; unita alla sensibilità, abbiamo potuto constatare che si sblocca molto facilmente. Può capitare inavvertitamente anche mentre lo si mette in tasca, azionando il display e con ricerche casuali, app che spariscono e tutto ciò che consegue un display sbloccato in tasca. Bisognerà fare particolare attenzione. Il lato sinistro è completamente liscio. Manca purtroppo il jack audio. Non manca invece il sensore ad infrarossi ed NFC.

Lo schermo AMOLED con refresh rate da 120Hz

La parte frontale presenta un piacevole pannello AMOLED da 6,67 pollici, con refresh rate impostabile a 120Hz (di base è sui 60Hz). Le immagini sono altamente godibili, il colore appare naturale e ben equilibrato, ad ogni modo è possibile regolarlo nelle impostazioni. La luminosità è elevata, dalle impostazioni si può attivare la regolazione manuale che può risultare più efficace in alcuni contesti, rispetto a quella automatica. In alto al centro del display, è presente un foro di dimensioni ridotte. La maggior parte delle volte il foro non ostacola la visione delle immagini, ma in applicazioni tipo Netflix, quando il contenuto è a tutto schermo, il foro si farà invece vedere. Il foro ospita una fotocamera anteriore utile anche al riconoscimento del volto, efficace e reattivo.

Lo schermo di POCO F3 ha un refresh rate da 120Hz

Nonostante la frequenza d’aggiornamento elevata, l’autonomia non ne risente in modo consistente; ad ogni modo si potrà passare ad un refresh rate minore per moderare i consumi. Sopra alla fotocamera la capsula auricolare è ridotta, l’audio è più che buono; in alcune occasioni può capitare che si debba spostare l’orecchio per favorire l’ascolto, ma è raro. Malino invece il sensore di prossimità, come già su altri Xiaomi. Anche in questo caso il display si sblocca, magari quando si ascoltano gli audio di Telegram o WhatsApp. La digitazione è buona, ha un feedback aptico che conferisce una sensazione metallica; a chi scrive non piace, ma è soggettivo.

La dotazione hardware di POCO F3

Sotto allo schermo POCO F3 presenta il Qualcomm Snapdragon 870, che tra le altre cose consente la connettività 5G. Nel modello in prova troviamo una configurazione di memoria da 8/256 GB. Mettere in difficoltà il telefono è impossibile, è performante, al massimo si può avvertire un moderato surriscaldamento durante le sessioni più intense. La memoria è tanta, ma non espandibile. Molto bene anche la batteria da 4.520 mAh, con ricarica rapida da 33W. Anche con il refresh rate più spinto, l’autonomia permette di arrivare a sera anche con un utilizzo intenso. I consumi i stand-by sono ridotti o irrisori. Concludere la giornata lavorativa è normale.

POCO F3. il reparto fotografico

Il reparto fotografico non brilla

Il reparto fotografico forse non è quello più performante, ma dacché la serie F è stata concepita, difficilmente si ottengono scatti soddisfacenti, almeno per quanto riguarda gli scenari con luce scarsa. Si sente molto la mancanza di uno stabilizzatore ottico. Di sera è facile produrre immagini mosse e poco attinenti alla realtà, specie se si fotografano animali o persone. Diversamente, con la modalità Notte la situazione migliora notevolmente, ma bisogna avere la mano ferma e non fotografare oggetti in movimento. Senza la modalità Notte attiva, non sarà difficile produrre immagini con rumore digitale.

POCO F3
Fotocamera macro POCO F3

Nella parte posteriore la fotocamera principale da 48 Mpixel produce scatti molto buoni e dettagliati di giorno. Tra la fotocamera grandangolare e standard tende a variare il bilanciamento del bianco. Con la fotocamera principale i colori tendono ad essere più neutri, diversamente con la grandangolare, tendono più ai colori caldi. Bene la fotocamera macro, specie di giorno.

Conclusioni

Lo smartphone come molti dispositivi Xiaomi (o della galassia del brand cinese), è molto convincente, ma si punta come sempre sul compromesso. Per chi cerca un dispositivo orientato all’intrattenimento, con ottime performance e un ottimo audio e autonomia, sarà certamente soddisfatto, anche in virtù di un prezzo aggressivo. Non si rivolge invece a chi cerca un dispositivo completo e con elevate prestazioni della fotocamera. Al momento del lancio POCO F3 era acquistabile ad un prezzo early bird molto competitivo. Attualmente sullo store di POCO è acquistabile in offerta a 295 euro per la versione 6/128 GB e 369 euro per quella 8/256 GB. Si può trovare a qualcosina meno anche su Amazon.

Tra le due configurazioni, se non si ha la necessità di risparmiare, consiglio sempre quella con maggior memoria per due motivi. Il primo è che non dispone di un’espansione di memoria, il secondo è che con l’arrivo di Android 12, una dotazione hardware più performante potrebbe fare comodo. In definitiva, mi sento di consigliarlo a chi non interessa il reparto fotografico.

Iscriviti alla newsletter!

Non perdere neanche un aggiornamento di Smartphonology: ricevi gratuitamente recensioni in anteprima, rassegne e novità dal mondo della telefonia!

* indicates required
Accettazione privacy
Roberto Cosentino
Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.