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Cerchia e cerca: Come cambierà la ricerca


Sono passati una manciata di giorni dall’evento di Samsung di San Josè, in cui sono stati mostrati i nuovi S24 potenziati dall’Intelligenza Artificiale. Le implementazioni che vengono inseriti in quel che viene definito da Samsung “Galaxy AI” sono anche stati resi possibili grazie alla collaborazione con Google. Difatti, a poche ore dall’annuncio del produttore sudcoreano, anche i Pixel 8 sono stati al centro di un annuncio che anticipa la possibilità di poter fruire della stessa tecnologia. Ma come cambierà la ricerca, con Cerchia e cerca?

Cominciamo col dire che quella che potremmo definire come una gesture, risolve un grande problema. Quando si voleva cercare qualcosa, o si interrompeva l’attività aprendo la barra di ricerca di Google, oppure si selezionava il testo corrispondente e si faceva comunque una ricerca interrompendo quell’attività. Ora basterà cerchiare, selezionare o evidenziare una frase, un’immagine etc, per eseguire la ricerca. In questo modo la ricerca andrà incontro ad un cambio importante; l’utilizzo di parole all’interno della barra di ricerca sarà sempre meno utilizzato, in favore di contenuti visuali e testi già pronti.

La necessità di questa funzione è perlopiù destinata alla monetizzazione. Infatti rende possibile cercare i prodotti che appaiono in video, come reels e shorts. Basti pensare che nel 2023, il 74% degli utenti di Instagram ha utilizzato la funzione Reels, mostrando un aumento rispetto al 62% di marzo 2022 e al 69% di settembre 2022. Questo confronto è ancor più evidente guardando al 49% degli utenti che usano TikTok, segnalando una differenza notevole nei tassi di adozione tra le due piattaforme. Sulla base di queste premesse era dovuto trovare una soluzione declinata alla monetizzazione. Ma siamo certi che una caratteristica simile sarà presto implementata su larga scala, modificando in modo imponente le modalità di ricerca degli utenti.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.