Google introduce anche in Italia nuove funzioni di personalizzazione per Gemini: l’assistente può usare le conversazioni precedenti, importare ricordi da altre app AI e acquisire l’intera cronologia delle chat tramite file ZIP.
Google amplia in Italia le funzioni di personalizzazione di Gemini, con l’obiettivo di rendere l’assistente AI più aderente al contesto dell’utente e meno legato a risposte generiche. Le novità riguardano soprattutto tre aspetti: l’arrivo della Memoria, l’importazione dei ricordi da altre app basate sull’intelligenza artificiale e la possibilità di trasferire anche l’intera cronologia delle conversazioni.
Le nuove opzioni sono state presentate da Animish Sivaramakrishnan e Maryam Sanglaji, Group Product Manager della Gemini App, sul blog ufficiale di Google Italia. La disponibilità riguarda gli account consumer, mentre Google precisa che account Business, Enterprise e U18 non sono supportati.
Gemini usa le chat precedenti per risposte più personali
La principale novità è l’arrivo in Italia della funzione Memoria, che permette a Gemini di tenere conto delle conversazioni passate. Quando l’opzione è attiva, l’assistente può conservare dettagli e preferenze condivise dall’utente, così da proporre risposte più coerenti con interessi, abitudini e richieste precedenti.
Il principio è semplice: se un utente ha parlato in passato di libri, fumetti, contenuti per YouTube o interessi personali, Gemini può usare quel contesto per formulare suggerimenti più pertinenti. Una richiesta generica, come la scelta di un tema per una festa o di un nuovo libro da leggere, può quindi ricevere una risposta calibrata sulle informazioni già emerse nelle chat precedenti.
Secondo Google, la funzione Memoria è attiva di default. Gli utenti possono però gestirla dalle impostazioni dell’app Gemini, attraverso il percorso Contesto personale e poi Memoria. Resta disponibile anche la possibilità di gestire o cancellare le conversazioni dall’area Attività dell’app Gemini.

L’importazione dei ricordi da altre app AI
Google introduce anche uno strumento pensato per chi usa già altri assistenti basati sull’intelligenza artificiale e vuole trasferire parte del proprio contesto personale in Gemini. La funzione permette di importare una panoramica delle preferenze, delle relazioni e delle informazioni personali già condivise altrove.
Il processo prevede un passaggio manuale. Dalle impostazioni di Gemini, l’utente riceve un suggerimento da copiare nella propria app AI attuale. L’altra app genera un riepilogo delle preferenze e del contesto personale; quel testo può poi essere copiato e incollato in Gemini. A quel punto Gemini analizza il contenuto e salva le informazioni nel contesto personale dell’utente.
Questa funzione serve a ridurre l’attrito del passaggio da un assistente AI a un altro. L’utente non deve ricostruire da zero il proprio profilo conversazionale, ma può trasferire in Gemini le informazioni essenziali già condivise con altri strumenti.
Arriva anche l’importazione della cronologia completa
Oltre ai ricordi sintetici, Gemini introduce la possibilità di importare l’intera cronologia delle chat da altri provider AI. In questo caso l’utente può caricare un file ZIP con le conversazioni precedenti e ritrovarle all’interno di Gemini.
La funzione permette di cercare nelle chat importate e di continuare il lavoro già avviato in altri ambienti. È un passaggio rilevante perché sposta il tema della portabilità dei dati anche nel campo degli assistenti AI: non solo contatti, foto o documenti, ma anche il patrimonio conversazionale costruito nel tempo con un chatbot.
Personalizzazione, controllo e privacy
Le nuove funzioni rendono Gemini più dipendente dal contesto personale dell’utente. Questo può migliorare la qualità delle risposte, ma apre anche un tema centrale: il controllo sulle informazioni che l’assistente conserva e usa.
Google indica che la Memoria può essere disattivata in qualsiasi momento e che le conversazioni possono essere gestite o eliminate dall’area Attività. La scelta di renderla attiva di default rende però importante un passaggio di consapevolezza da parte degli utenti, soprattutto per chi preferisce mantenere separate le diverse conversazioni con l’AI.
La possibilità di importare ricordi e cronologia da altre app rafforza anche la competizione tra assistenti AI. Finora uno dei limiti nel cambio di piattaforma era la perdita del contesto costruito nel tempo. Con queste nuove funzioni, Google prova a rendere il passaggio a Gemini più semplice, puntando su continuità, personalizzazione e recupero delle conversazioni già avute altrove.




























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