Google, non solo Apple: soldi anche a Samsung?


Nel corso del processo legale tra Epic Games e Google, emerso in seguito alla rimozione di Fortnite dal Play Store di Big G, sono venute alla luce informazioni cruciali riguardanti un accordo tra Google e Samsung. Questo accordo, parte di una strategia più ampia di Google, ha implicazioni significative per il mercato delle app e solleva questioni legate alla concorrenza e alle pratiche monopolistiche.

Il processo tra Epic Games e Google

Il processo tra Epic Games e Google è iniziato a seguito della decisione di Google di rimuovere Fortnite dal suo Play Store. Epic Games, aggiungendo un proprio sistema di pagamento in Fortnite per evitare la commissione standard del 30%, ha sfidato le regole di Google. Questo ha portato a un’ampia denuncia per presunte pratiche anticoncorrenziali da parte di Google, simili a quelle già affrontate da Apple in un caso precedente​​ (e aspramente criticate in passato anche dal fondatore di Telegram).

Il pagamento a Samsung e Apple

Nel contesto del processo, è emerso che Google avrebbe pagato 8 miliardi di dollari a Samsung. L’obiettivo di questo accordo, esteso su quattro anni, era di garantire che i servizi di Google, come la Ricerca, l’Assistente e il Play Store, rimanessero come impostazioni predefinite sui dispositivi Galaxy. Questo accordo sottolinea il tentativo di Google di mantenere il suo dominio nel mercato degli app store, in un periodo dove la concorrenza sta aumentando​​​​.

Questa strategia di Google con Samsung rispecchia la sua precedente mossa di pagare Apple per mantenere il motore di ricerca Google come predefinito sui dispositivi iOS. Entrambi gli accordi indicano una strategia da parte di Google per assicurarsi una posizione dominante nei mercati chiave, a fronte però di crescenti sfide legali e di mercato legate alle pratiche antitrust. Come non ricordare le parole di Satya Nadella, CEO di Microsoft, che definì l’accordo di Google con Apple come un  “fantastico, semplice accordo oligopolistico“.

2023, un anno nero per Google

Il 2023 continua dunque ad essere un anno complicato per Google. Dopo essersi trovato in balia degli eventi per via dell’introduzione di ChatGPT, Bing potenziato da IA e il danno da centinaia di miliardi di dollari per un errore di Bard e i continui update agli algoritmi di ricerca, che hanno affossato siti in tutto il mondo per un bug su Discover, emergono anche dettagli economici circa le mosse di Google per mantenere il monopolio della ricerca. Riuscirà Big G a riprendersi da questo anno da dimenticare?

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.