Riassunto aggiornato
Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha duramente criticato Apple per aver bloccato un importante aggiornamento dell'app per oltre due settimane senza fornire spiegazioni. Secondo Durov, l'oscuro processo di revisione imposto dai monopoli tecnologici danneggia economicamente centinaia di migliaia di sviluppatori in tutto il mondo. Oltre ai ritardi burocratici, il fondatore contesta la commissione del 30% prelevata dagli store, definendo tali pratiche come abusive e demoralizzanti per l'intero settore. Nonostante l'intervento delle autorità di regolamentazione europee, Durov ritiene che i danni inflitti da Apple all'industria tecnologica siano ormai irreparabili. Questa polemica si aggiunge a una lunga serie di attriti tra le due società riguardanti le limitazioni tecniche di iOS e la gestione della privacy.
Nella serata di mercoledì 10 agosto Pavel Durov, il fondatore di Telegram, si è scagliato contro Apple, con un duro attacco, attraverso un messaggio condiviso diretto agli utenti della sua app di messaggistica nel suo canale. Il motivo? Trova “scoraggiante” la difficoltà nel distribuire le nuove versioni, per via dell'”oscuro processo di revisione” imposto a tutte le app “dai monopoli tecnologici“.
Durov si riferisce al prossimo aggiornamento di Telegram che, stando a quanto riferito nel messaggio, starebbe per “rivoluzionare il mondo in cui le persone si esprimono nei messaggi“. Tuttavia Apple avrebbe bloccato tale update per la revisione da almeno due settimane, senza che Cupertino fornisse feedback o spiegazioni. La rabbia del fondatore dell’app di messaggistica è da imputare al trattamento che sta riscontrando non solo Telegram, una delle prime 10 app più popolari al mondo, ma anche agli sviluppatori di app meno popolari che potrebbero trovare ancora più ostacoli.

Il processo viene definito demoralizzante, ma anche un danno economico. Porterebbe infatti a perdite finanziarie dirette a centinaia di migliaia di app in tutto il mondo. Oltre a questo va aggiunta la tassa del 30% che Apple e Google prelevano dagli sviluppatori, utili a pagare le risorse necessarie per revisionare le app. Tuttavia Durov riporta che le autorità di regolamentazione dell’UE “e altrove” stanno iniziando ad esaminare queste pratiche che il fondatore di Telegram definisce “abusive“, tuttavia nonostante gli esami delle autorità, “il danno inflitto da Apple all’industria tecnologica non sarà annullato“.
Questo è solo l’ennesimo atto di una faida tra le due realtà che va avanti da diverso tempo. Solo pochi mesi fa lo stesso Durov lamentava le limitazioni imposte da Apple per via del motore di rendering WebKit che non supporterebbe le funzionalità di uso comune nelle applicazioni Web. Lo scorso anno ha inoltre riferito di sentirsi “catapultato nel Medioevo” quando deve testare l’app di Telegram su iOS, non perdendo occasione di attaccare la mela morsicata per le sue vicende relative alla presunta collaborazione con Pechino, come riportato da un’inchiesta del New York Times.


























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