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Le notizie tech del 26 maggio: il Papa interviene sull’AI e Huawei rilancia la sfida sui chip


L’enciclica Magnifica Humanitas apre il confronto politico e morale sull’intelligenza artificiale, mentre Huawei prova a rispondere ai limiti imposti dai controlli statunitensi con una nuova teoria per aumentare la densità dei chip. Nella giornata tech entrano anche X, Google, Iran, Wix, cybersecurity, stablecoin e lavoro digitale.

Il 26 maggio mette al centro tre piani diversi della tecnologia contemporanea: governance dell’AI, controllo delle piattaforme e infrastrutture strategiche. Da un lato, il Vaticano porta l’intelligenza artificiale dentro una cornice etica globale, con un documento che chiede regole, protezione della persona e maggiore responsabilità pubblica. Dall’altro, Huawei presenta una traiettoria industriale sui semiconduttori che parla direttamente alla competizione tra Cina e Stati Uniti.

Il quadro si allarga poi ai modelli economici delle piattaforme, con X che prova a limitare il riutilizzo automatico dei contenuti altrui, e alla pressione regolatoria europea su Google, ancora sotto osservazione per il modo in cui organizza i risultati di ricerca. Sullo sfondo restano temi molto concreti: blackout internet, tagli nel settore web, digital twin aziendali, attacchi alla supply chain software e nuove forme di stablecoin sostenute da governi.

Il Papa pubblica Magnifica Humanitas e chiede regole per l’AI

Papa Leone XIV ha presentato Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica dedicata alla tutela della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Il testo, pubblicato sul sito del Vaticano con il sottotitolo On Safeguarding the Human Person in the Time of Artificial Intelligence, lega AI, dignità umana, lavoro, giustizia sociale, pace e responsabilità politica.

Il documento chiede ai governi di rallentare la corsa tecnologica dove l’AI rischia di sfuggire al controllo umano, con attenzione particolare alle armi autonome, alla disinformazione, alla concentrazione del potere digitale e allo sfruttamento nelle filiere tecnologiche. Reuters segnala anche il richiamo alle “nuove forme di schiavitù” legate all’economia dell’AI e alle catene produttive che ne sostengono lo sviluppo.

La pubblicazione arriva dopo un’attività di confronto con il settore tecnologico. Politico ha riferito di incontri, il 29 aprile, tra funzionari del Vaticano ed executive di Meta, Google e Amazon. Alla presentazione era presente anche Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, elemento che ha alimentato le letture sul possibile peso del dibattito sulla sicurezza dei modelli AI nel testo papale.

Le reazioni indicano una frattura già nota nel dibattito sull’intelligenza artificiale. David Sacks ha riconosciuto il richiamo alla dignità umana, ma ha espresso preoccupazione per il rischio che la regolazione diventi uno strumento di controllo statale. Dean Ball ha invece criticato l’impostazione europea del documento, ritenuta troppo vicina al linguaggio accademico e della società civile.

Huawei punta ai chip equivalenti a 1,4 nm entro il 2031

Huawei ha presentato la Tau Scaling Law, una nuova teoria per guidare l’evoluzione dei semiconduttori oltre i limiti tradizionali della legge di Moore. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2031 a chip di fascia alta con densità equivalente a processi produttivi da 14 ångström, cioè circa 1,4 nanometri.

La società lega questa traiettoria alla tecnologia LogicFolding, un approccio che mira a ottenere più densità e prestazioni attraverso architetture e integrazione, più che attraverso la sola miniaturizzazione litografica. La scelta ha un significato industriale e geopolitico: Huawei prova a mostrare di avere una via alternativa per progredire anche nel contesto delle restrizioni statunitensi sull’accesso alle tecnologie avanzate per chip.

Il messaggio è stato letto da diversi osservatori come una risposta diretta a Washington. L’annuncio in inglese, dentro una cornice scientifica internazionale, indica la volontà di comunicare a investitori, clienti e governi che la filiera cinese dei semiconduttori cerca margini di autonomia.

Restano però cautele tecniche. L’analista Ian Cutress ha osservato che la logica alla base dell’approccio non rappresenta di per sé una rottura inattesa: tecniche di separazione e impilamento logico sono già presenti nelle roadmap del settore. Per arrivare a densità equivalenti ai nodi più avanzati serviranno comunque capacità elevate in interconnessioni, packaging, TSV a passo stretto e produzione affidabile.

X interviene contro gli account che copiano contenuti per monetizzare

X ha annunciato una stretta contro i grandi account che avrebbero sfruttato il programma di condivisione dei ricavi attraverso il caricamento automatico di contenuti presi da account più piccoli. Il responsabile prodotto Nikita Bier ha spiegato che la piattaforma ha identificato account che ripubblicavano in modo programmato video o post altrui per ottenere impression e ricavi.

La misura prevede l’attribuzione delle impression al creator originale quando il sistema riconosce il riutilizzo illecito del contenuto. X suggerisce di usare le funzioni di condivisione video o citazione quando si vuole commentare un contenuto altrui, così da garantire attribuzione corretta.

Il tema riguarda il cuore economico delle piattaforme social: chi produce valore, chi lo aggrega e chi incassa. La critica più ricorrente è che X abbia per anni favorito gli account capaci di intercettare attenzione, anche tramite contenuti non originali, senza offrire metriche chiare sui ricavi generati dai singoli post.

Il caso segnala anche un limite di prodotto. Alcuni creator osservano che X offre strumenti ancora deboli per video editing, long form e live streaming, mentre altre piattaforme danno dati più precisi sui ricavi. Il rischio, per X, è punire gli abusi senza risolvere la fragilità del sistema di incentivi.

L’Unione europea prepara una nuova multa contro Google

L’Unione europea starebbe preparando una multa a Google da diverse centinaia di milioni di euro, nell’ambito dell’indagine avviata nel 2025 sul presunto favore dato ai propri servizi nei risultati di ricerca. Reuters, citando Handelsblatt, parla di una sanzione “high triple-digit million euro”, potenzialmente la più alta finora sotto il Digital Markets Act.

Il punto centrale resta l’autopreferenza: Bruxelles ritiene che i gatekeeper digitali debbano garantire condizioni eque a servizi concorrenti, editori, comparatori e altre piattaforme che dipendono dalla visibilità nella ricerca. Google sostiene invece di aver già modificato parti dell’esperienza europea e avverte che alcune richieste rischiano di peggiorare l’utilità del motore di ricerca per gli utenti.

La decisione, per ora, non risulta ancora definitiva. La Commissione europea ha concesso a Google ulteriore tempo per proporre rimedi, ma il caso conferma la fase più dura del rapporto tra Big Tech e regolatori UE.

Nel quadro più ampio, la vicenda rientra nella strategia europea per ridurre il potere delle grandi piattaforme su accesso alle informazioni, distribuzione del traffico e intermediazione commerciale. Per il settore editoriale, il tema resta particolarmente sensibile: anche minime modifiche nella ricerca possono spostare traffico, ricavi pubblicitari e dipendenza dalle piattaforme.

L’Iran ordina la riapertura dell’accesso a Internet internazionale

I media di Stato iraniani hanno riferito che il presidente Masoud Pezeshkian ha ordinato il ripristino dell’accesso internazionale a Internet dopo quasi tre mesi di blackout. Reuters parla di 87 giorni di interruzione, con accesso al web globale possibile solo per una parte limitata della popolazione attraverso VPN costose o strumenti tecnici avanzati.

Il blackout era stato introdotto nel contesto delle proteste antigovernative e poi ripristinato dopo attacchi militari statunitensi e israeliani. Anche con la riapertura, restano in vigore meccanismi di censura e controllo tipici dell’ecosistema digitale iraniano, con forte promozione dell’intranet nazionale.

La decisione ha un peso sociale ed economico rilevante. L’accesso a Internet internazionale incide su commercio, informazione, scuola, comunicazioni personali e lavoro remoto. Per molti cittadini iraniani, la chiusura della rete ha significato isolamento digitale, perdita di opportunità economiche e riduzione dell’accesso a fonti indipendenti.

Il caso mostra ancora una volta quanto Internet sia diventata un’infrastruttura politica. La rete non è solo un canale tecnico: è spazio pubblico, mercato, strumento di dissenso e leva di controllo.

CFTC, crypto e mercati predittivi: il caso politico negli Stati Uniti

Il New York Times ha descritto una trasformazione profonda della Commodity Futures Trading Commission sotto l’amministrazione Trump, con l’uscita di funzionari impegnati nell’enforcement e la nomina di figure più vicine all’industria. Il tema si intreccia con l’espansione dei mercati crypto e delle piattaforme di prediction market.

La vicenda è politicamente delicata anche per il coinvolgimento della famiglia Trump in iniziative legate a crypto e mercati predittivi. Le sospensioni e le indagini interne contro funzionari critici verso alcune piattaforme hanno alimentato dubbi sull’indipendenza dell’agenzia.

Il caso CFTC è parte di un conflitto più ampio: chi deve regolare strumenti che assomigliano a mercati finanziari, scommesse politiche e piattaforme speculative allo stesso tempo. Negli Stati Uniti, la linea tra innovazione finanziaria e tutela degli investitori resta ancora contesa.

Le prediction market, da Kalshi a Polymarket, sono diventate uno dei simboli di questa nuova area grigia. Offrono mercati su eventi politici, economici e sociali, ma sollevano interrogativi su manipolazione, conflitti di interesse e uso dell’informazione privilegiata.

Wix verso mille tagli dopo un avvio d’anno difficile

Wix si prepara a tagliare circa 1.000 posti di lavoro, pari a circa il 20% della forza lavoro. CTech ha legato la decisione al calo del titolo nel 2026, alla pressione dell’AI e a risultati del primo trimestre giudicati deboli.

Il caso Wix mostra come l’intelligenza artificiale stia incidendo anche sulle aziende nate per semplificare la creazione di siti e servizi digitali. Gli strumenti generativi promettono di automatizzare parti di design, sviluppo, marketing e customer support, con impatto diretto sulle strutture interne.

La società resta dentro un mercato in rapida trasformazione. Le piattaforme no-code e low-code devono difendere il proprio valore in un contesto nel quale chatbot, agenti e generatori di pagine web riducono la distanza tra utente finale e produzione digitale.

Per Wix, il punto non è solo ridurre costi. La partita riguarda il riposizionamento del prodotto: da piattaforma per creare siti a infrastruttura AI per costruire, gestire e ottimizzare presenze digitali.

SoftBank corre in Borsa grazie alle aspettative su OpenAI e SB Energy

Il titolo SoftBank è salito fino a un nuovo massimo, sostenuto dalle aspettative sui possibili ritorni dalle partecipazioni in OpenAI e SB Energy in caso di quotazione. Bloomberg ha indicato un rialzo del 4,6% nella seduta di lunedì, dentro una fase di forte interesse del mercato per gli asset legati all’intelligenza artificiale.

La fiducia degli investitori si basa su due traiettorie: da un lato l’esposizione diretta e indiretta all’AI, dall’altro l’infrastruttura energetica necessaria a sostenere data center e workload ad alta intensità computazionale. Reuters ha riportato che SB Energy, società sostenuta da SoftBank e collegata anche all’ecosistema OpenAI, intende procedere con una richiesta confidenziale per la quotazione negli Stati Uniti.

Il mercato vede in SoftBank una leva finanziaria sull’intera catena AI: modelli, chip, energia, data center e infrastrutture. Dopo anni complessi per il Vision Fund, il gruppo di Masayoshi Son tenta di rientrare nella narrazione dominante del mercato tecnologico.

Il rischio resta quello di una valutazione legata più alle attese che ai fondamentali. La storia recente di SoftBank mostra quanto rapidamente possano cambiare umore degli investitori, disponibilità di capitale e valutazioni delle società tecnologiche private.

Digital twin aziendali: gli executive delegano attività alla propria versione AI

Un numero crescente di manager usa digital twin AI per gestire presentazioni, comunicazioni interne e attività ripetitive. Il caso più citato è quello di Reid Hoffman, cofondatore di LinkedIn, che utilizza “Reid AI”: il suo gemello digitale avrebbe tenuto più di 75 interventi e presentazioni dal 2024.

Questi sistemi sono addestrati su discorsi, testi, interviste, email e materiali autorizzati, con l’obiettivo di replicare stile comunicativo e logiche decisionali. Le aziende li osservano come strumenti per risparmiare tempo e aumentare la presenza pubblica o interna dei dirigenti.

Il tema apre però un fronte delicato su consenso, trasparenza e proprietà dell’identità digitale. Se un manager lascia l’azienda, chi controlla il suo gemello AI? E quanto deve essere chiaro a dipendenti, clienti e pubblico che a parlare è una replica sintetica?

La questione non riguarda solo la produttività. Tocca fiducia, reputazione e responsabilità. Un digital twin può generare errori, semplificazioni o risposte non allineate alla persona che rappresenta, con conseguenze dirette sulla comunicazione aziendale.

Il modello britannico per la sicurezza AI diventa un riferimento internazionale

Il lavoro dell’AI Safety Institute britannico continua a essere osservato da altri governi come possibile modello per la valutazione dei rischi dei sistemi AI avanzati. L’istituto conduce test sui modelli di frontiera e produce analisi sulle capacità emergenti, con attenzione a sicurezza pubblica, rischi nazionali e uso improprio.

La rilevanza del caso britannico nasce dal tentativo di costruire competenze tecniche dentro lo Stato. Non basta legiferare sui modelli AI: servono laboratori, ricercatori, procedure di accesso ai sistemi e metodi ripetibili per misurare rischi reali.

L’approccio britannico interessa anche perché si colloca tra due spinte opposte. Da un lato, l’industria chiede regole che non blocchino sviluppo e investimenti. Dall’altro, governi e società civile vogliono strumenti per capire vulnerabilità, capacità pericolose, bias e possibilità di abuso.

La sicurezza AI, in questa fase, diventa una politica industriale oltre che regolatoria. Chi sa valutare i modelli può negoziare meglio con le aziende, proteggere infrastrutture sensibili e partecipare alla definizione degli standard internazionali.

Le citazioni false nei paper biomedici aumentano con l’uso dell’AI

Un’analisi citata da Fortune e ripresa da Retraction Watch segnala un aumento di oltre 12 volte delle citazioni fabbricate nella letteratura biomedica dal 2023. Nei primi mesi del 2026, circa un paper su 277 indicizzato su PubMed Central conterrebbe almeno un riferimento inesistente.

Il fenomeno è collegato alla diffusione degli strumenti generativi, anche se la presenza di citazioni false non prova sempre l’uso diretto dell’AI. I modelli linguistici possono produrre riferimenti plausibili ma inesistenti, con titoli, autori e riviste dall’apparenza credibile.

Per la ricerca scientifica, il rischio è significativo. Le citazioni sono la struttura portante della verificabilità accademica: se i riferimenti diventano inaffidabili, revisori, editori e lettori devono dedicare più tempo al controllo manuale.

Il dato è particolarmente delicato in biomedicina, dove un errore nella letteratura può influenzare linee di ricerca, revisioni sistematiche e valutazioni cliniche. Le riviste dovranno probabilmente introdurre controlli automatici più severi sui riferimenti prima della pubblicazione.

Meta, DeepSeek e Xiaomi: la corsa all’AI passa da hardware, modelli e organizzazione

Il profilo di Andrew “Boz” Bosworth, CTO di Meta e figura chiave nella trasformazione AI dell’azienda, conferma il peso strategico dell’intelligenza artificiale dentro Menlo Park. Meta sta riallineando prodotti, infrastrutture e organizzazione interna attorno ai modelli AI e ai dispositivi del futuro.

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La sfida per Meta è duplice: integrare l’AI nei servizi esistenti e costruire nuove interfacce, dagli occhiali smart alla realtà aumentata. Bosworth si trova al centro di questa transizione, con una responsabilità che riguarda hardware, software e visione di lungo periodo.

In Cina, DeepSeek continua a essere osservata per l’ottimizzazione dei modelli e per la riduzione dell’uso di memoria HBM. L’obiettivo tecnico ha conseguenze industriali: modelli meno dipendenti da componenti avanzati possono favorire produttori domestici di memoria, ASIC e CPU, in un ecosistema cinese che cerca di ridurre la dipendenza da fornitori esteri.

Anche Xiaomi accelera sull’intelligenza artificiale. La società avrebbe destinato circa 8,8 miliardi di dollari agli investimenti AI nei prossimi tre anni, con l’obiettivo di proteggere e rendere più competitivi hardware, smartphone, dispositivi connessi e veicoli elettrici.

Nimbus Manticore usa malware assistito da AI e SEO poisoning

I ricercatori di Check Point Research hanno analizzato le attività di Nimbus Manticore, attore iraniano collegato all’IRGC, riemerso durante il conflitto tra Stati Uniti e Iran. La campagna ha colpito organizzazioni nei settori aviazione e software tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente.

Tra le tecniche osservate figurano sviluppo malware con supporto AI, lure mirate e SEO poisoning, usato come ulteriore canale di distribuzione. Il ricorso all’avvelenamento dei risultati di ricerca mostra una tattica sempre più comune: intercettare le vittime dentro percorsi apparentemente legittimi, invece di affidarsi solo a email malevole o allegati.

Il caso dimostra come l’AI entri anche negli strumenti operativi degli attori statali o para-statali. Non è necessario che l’intelligenza artificiale sostituisca l’operatore umano: basta che riduca tempi, costi e soglia tecnica per generare codice, adattare payload o produrre materiale credibile.

Per aziende e team di sicurezza, il segnale è chiaro. La difesa deve coprire posta, endpoint, identità, cloud, ricerca web e catene di approvvigionamento software. Gli attacchi moderni raramente passano da un solo vettore.

Megalodon colpisce oltre 5.500 repository GitHub

Una campagna denominata Megalodon ha infettato oltre 5.500 repository GitHub attraverso commit automatizzati e workflow GitHub Actions malevoli. SecurityWeek, sulla base della ricerca SafeDep, parla di più di 5.700 commit eseguiti in circa sei ore il 18 maggio.

Il payload era progettato per rubare credenziali, chiavi, token e segreti CI/CD. L’attacco non colpiva direttamente il codice applicativo, ma la pipeline di automazione: una scelta efficace, perché molte organizzazioni proteggono meglio il repository rispetto ai workflow e ai runner.

Megalodon conferma la fragilità della supply chain software. Ogni workflow può diventare un punto di accesso verso ambienti cloud, registri privati, servizi di deployment e segreti usati in produzione.

La lezione operativa è concreta: serve controllo sui commit sospetti, revisione delle modifiche ai workflow, limitazione dei permessi dei token, rotazione dei segreti e monitoraggio degli accessi in CI/CD. La sicurezza del codice non basta più senza sicurezza della pipeline.

FTC: multa a Cox, MindSift e 1010 Digital Works per le promesse sui microfoni

La Federal Trade Commission ha raggiunto un accordo con Cox Media Group, MindSift e 1010 Digital Works per un totale di 930.000 dollari. Le società avevano dichiarato di poter usare l’AI per indirizzare pubblicità sulla base di conversazioni catturate da smartphone, smart TV e altri dispositivi, ma per l’FTC quelle affermazioni erano ingannevoli.

La parte più interessante del caso è che, per l’autorità statunitense, il servizio non avrebbe davvero usato audio captato dai dispositivi. Le aziende avrebbero venduto soprattutto liste email e dati di broker, presentando però il prodotto come tecnologia capace di sfruttare conversazioni private.

Il caso tocca un nervo scoperto della pubblicità digitale. L’idea che gli smartphone “ascoltino” le conversazioni degli utenti è da anni uno dei sospetti più diffusi, spesso senza prove concrete. Qui l’FTC interviene su chi avrebbe sfruttato proprio quel timore come leva commerciale.

La sanzione serve anche come avviso al mercato dell’AI marketing. Dichiarare capacità tecniche non reali può diventare una pratica ingannevole, soprattutto se coinvolge privacy, consenso e dati personali.

Quartermaster raccoglie 43 milioni di dollari per i sensori marittimi SmartMast

Quartermaster ha raccolto 43 milioni di dollari in un round Series A per sviluppare una piattaforma di analisi marittima basata su SmartMast, un sistema di sensori installato sugli alberi delle navi. Il progetto punta a raccogliere dati in tempo reale su traffico navale, ambiente, segnali radio, geolocalizzazione e video.

La società vuole superare alcuni limiti dell’AIS, il sistema di identificazione automatica delle navi, che può essere disattivato o falsificato. Per attività come contrabbando, evasione delle sanzioni o operazioni opache in mare, questa vulnerabilità rappresenta un vantaggio per gli attori illeciti.

SmartMast propone una rete distribuita di sensori a bordo delle navi, collegata a una piattaforma capace di interpretare i dati raccolti. Il valore sta nella combinazione tra edge sensing e analisi centralizzata.

Il progetto rientra in un trend più ampio: usare reti private di sensori per coprire spazi dove l’infrastruttura pubblica è insufficiente. Il mare, con la sua estensione e la difficoltà di controllo continuo, è uno degli ambienti più complessi per questo tipo di monitoraggio.

La Caisse rileva ISC attraverso Plenary Americas

Plenary Americas, braccio infrastrutturale di La Caisse, ha raggiunto un accordo per acquisire e portare fuori dalla Borsa la società canadese ISC. L’operazione valuta ISC circa 872 milioni di dollari e dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre, a condizioni completate.

ISC gestisce servizi legati a registri, dati e infrastrutture informative. L’interesse di un investitore infrastrutturale mostra come database, registri e piattaforme di gestione informativa siano sempre più percepiti come asset essenziali.

L’operazione non riguarda il software consumer, ma un livello più profondo dell’economia digitale: quello dei sistemi che certificano, organizzano e rendono accessibili dati affidabili per governi, imprese e mercati.

In un contesto di digitalizzazione amministrativa e crescente valore dei dati regolati, società come ISC possono diventare infrastrutture strategiche, anche se restano lontane dal dibattito più visibile su AI e social network.

Il Massachusetts riconosce il sindacato degli autisti delle app

Il Massachusetts ha riconosciuto formalmente l’App Drivers Union, che dichiara di rappresentare circa 70.000 lavoratori delle piattaforme di ride-hailing. Il sindacato viene indicato come il primo organismo statale certificato per autisti di app negli Stati Uniti.

La decisione apre una nuova fase per i rapporti tra piattaforme, lavoratori e autorità locali. Uber, Lyft e servizi analoghi hanno costruito il proprio modello su una forza lavoro formalmente autonoma, ma il riconoscimento sindacale sposta il confronto su salario, sicurezza, trasparenza algoritmica e condizioni operative.

Il caso del Massachusetts può diventare un precedente. Se altri Stati adottassero soluzioni simili, le piattaforme dovrebbero affrontare una frammentazione regolatoria più ampia e trattative collettive su mercati locali.

Per i lavoratori digitali, la certificazione rappresenta un passaggio politico oltre che contrattuale. La gig economy entra sempre più dentro il perimetro delle relazioni industriali tradizionali.

Tether prepara GELT, stablecoin legata al lari georgiano

Tether ha annunciato l’intenzione di lanciare GELT, una stablecoin legata al lari georgiano, con il supporto del governo della Georgia. Reuters descrive l’iniziativa come una collaborazione insolita tra un emittente privato di stablecoin e uno Stato nazionale.

La società ha parlato di stablecoin “ufficiale”, ma restano da chiarire struttura, responsabilità, garanzie e rapporto con la banca centrale. Il governo georgiano ha espresso sostegno politico all’iniziativa, dentro una strategia che punta a rafforzare fintech, pagamenti digitali e commercio transfrontaliero.

Il caso GELT è rilevante perché sfuma il confine tra moneta privata tokenizzata e infrastruttura pubblica di pagamento. Le stablecoin sono nate soprattutto come strumenti del mercato crypto, ma ora cercano spazi in pagamenti, rimesse e rapporti tra Stati e imprese tecnologiche.

Restano le preoccupazioni già espresse da autorità finanziarie internazionali: stabilità, riserve, controllo monetario e rischio sistemico. La domanda politica è semplice solo in apparenza: chi deve emettere la rappresentazione digitale di una valuta nazionale?

Star Citizen supera 1 miliardo di dollari di finanziamenti

Star Citizen, videogioco in sviluppo dal 2012, ha superato 1 miliardo di dollari di finanziamenti complessivi. Il progetto resta però in alpha e non ha ancora una data di uscita definitiva.

Il caso resta uno dei più discussi nella storia del gaming. Da un lato, rappresenta una comunità di sostenitori disposta a finanziare per anni un progetto ambizioso. Dall’altro, alimenta critiche su tempi, scope creep e sostenibilità di uno sviluppo senza una release finale chiara.

Il miliardo di dollari è una soglia simbolica. Pochi prodotti videoludici possono contare su un flusso di finanziamento così lungo e diretto, basato su pacchetti, navi virtuali e accesso anticipato.

Per l’industria, Star Citizen resta un esperimento estremo di produzione partecipata. Mostra il potenziale economico delle community, ma anche i rischi di un progetto che cresce più rapidamente della capacità di consegnare una versione compiuta.

Il Regno Unito guarda al neuromorphic computing per la sovranità tecnologica

Il Regno Unito, distanziato da Stati Uniti e Cina nella corsa all’intelligenza artificiale, guarda a tecnologie sperimentali come il neuromorphic computing per rafforzare la propria sovranità computazionale. Il tema riguarda chip e architetture ispirate al funzionamento del cervello, con l’obiettivo di ottenere calcolo più efficiente per alcuni carichi AI.

La scelta riflette una consapevolezza crescente: la sovranità AI non dipende solo dai modelli, ma anche da energia, chip, data center, supply chain e capacità di ricerca. Senza infrastruttura computazionale, anche le migliori politiche industriali rischiano di restare sulla carta.

Il neuromorphic computing è ancora lontano da una diffusione industriale ampia, ma può offrire nicchie rilevanti in efficienza energetica, robotica, sensori e applicazioni edge. Per un Paese che non può competere frontalmente con le dimensioni di Stati Uniti e Cina, puntare su tecnologie meno mature può essere una via per differenziarsi.

La strategia resta ad alto rischio. Le tecnologie sperimentali richiedono anni, finanziamenti costanti e trasferimento efficace dalla ricerca al mercato. Ma nel contesto della competizione AI, anche le opzioni laterali diventano parte della politica industriale.

Da seguire nelle prossime ore: Xiaomi e Boston Tech Week

Nell’agenda tech entrano anche i risultati finanziari di Xiaomi e la Boston Tech Week, due appuntamenti utili per leggere direzioni diverse del mercato. Xiaomi sarà osservata non solo per smartphone e hardware, ma anche per AI, veicoli elettrici e integrazione dell’ecosistema.

La Boston Tech Week offrirà invece una fotografia del dibattito statunitense su startup, intelligenza artificiale, capitale di rischio e infrastrutture digitali. Dopo una giornata segnata da regolazione, chip e sicurezza, gli appuntamenti successivi potranno chiarire come industria e investitori stanno assorbendo la nuova fase del mercato tech.

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