Apple rinvia gli smart glasses al 2027, Microsoft e NVIDIA preparano i primi PC Windows con SoC NVIDIA
L’inizio di giugno si apre con una serie di indiscrezioni e annunci che potrebbero influenzare diversi segmenti dell’industria tecnologica nei prossimi anni. Da una parte emergono nuovi dettagli sulla strategia hardware di Apple, che avrebbe posticipato il debutto dei propri occhiali intelligenti consumer. Dall’altra, Microsoft e NVIDIA si preparano a presentare una nuova generazione di PC Windows basati su processori progettati direttamente dall’azienda guidata da Jensen Huang.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale continuano a crescere gli investimenti in infrastrutture, data center e capacità di calcolo, mentre il settore affronta nuove questioni legate ai costi operativi, alla regolamentazione e persino alla politica statunitense. Emergono inoltre nuove analisi sul valore economico generato dall’AI e sul suo impatto sulla produttività, temi che stanno assumendo un peso crescente nelle strategie di aziende e governi.
Apple punta agli smart glasses, ma servirà ancora tempo
Secondo fonti riportate da Bloomberg, Apple avrebbe rinviato il lancio dei propri occhiali intelligenti connessi all’iPhone fino alla fine del 2027. L’obiettivo sarebbe quello di entrare nel mercato degli smart glasses di fascia media, compreso tra 200 e 500 dollari, replicando il percorso che ha consentito all’azienda di trasformare il mercato degli smartwatch con l’Apple Watch.
Le indiscrezioni indicano che il progetto resta prioritario all’interno dell’azienda, anche se richiede ulteriori sviluppi sul fronte dell’autonomia, della miniaturizzazione e dell’integrazione con l’ecosistema software Apple.
Nel frattempo sarebbero pronti anche nuovi modelli di Apple TV e HomePod mini. Il lancio dipenderebbe però dall’arrivo della nuova versione di Siri alimentata dall’intelligenza artificiale.
Microsoft e NVIDIA preparano una nuova categoria di PC Windows
Il Computex 2026 potrebbe segnare una svolta importante per il mercato PC. Diverse fonti indicano che Microsoft e NVIDIA presenteranno i primi computer Windows equipaggiati con SoC NVIDIA progettati specificamente per il segmento AI.
I nuovi dispositivi dovrebbero arrivare sia sotto il marchio Surface sia attraverso partner come .
Secondo gli analisti, la piattaforma NVIDIA N1X potrebbe rappresentare una valida alternativa ai computer Apple Silicon per chi utilizza modelli linguistici in locale e necessita di grandi quantità di memoria unificata. Il successo commerciale dipenderà però dal supporto software di Windows e dal prezzo finale dei dispositivi.
GitHub Copilot cambia modello tariffario e cresce il malcontento
Dal 1° giugno entra in vigore il nuovo sistema di fatturazione di basato sul consumo di token.
La modifica ha generato numerose proteste tra sviluppatori e aziende che utilizzavano il servizio con formule a costo fisso. Molti utenti sostengono che il nuovo modello possa tradursi in aumenti significativi della spesa, soprattutto per chi utilizza intensamente le funzioni AI più avanzate.
La decisione riflette una tendenza sempre più diffusa nel settore dell’intelligenza artificiale: collegare direttamente i costi all’effettivo utilizzo delle risorse computazionali.
SoftBank investe fino a 75 miliardi di euro nei data center AI francesi
ha annunciato un piano che potrebbe arrivare fino a 75 miliardi di euro per lo sviluppo di infrastrutture AI in Francia.
La prima fase prevede un investimento di circa 45 miliardi di euro per realizzare cluster di calcolo con una capacità complessiva di 3,1 gigawatt entro il 2031 nella regione degli Hauts-de-France.
L’iniziativa rappresenta uno dei più grandi investimenti europei nel settore dei data center dedicati all’intelligenza artificiale e conferma la crescente competizione globale per l’accesso alla potenza di calcolo.
L’AI segue una “J-Curve”: i benefici arrivano dopo anni
Diversi analisti stanno osservando un fenomeno già visto durante altre rivoluzioni tecnologiche. Secondo uno studio citato da Exponential View, l’adozione dell’intelligenza artificiale seguirebbe una cosiddetta “J-Curve”.
Le aziende devono sostenere anni di investimenti in infrastrutture, formazione e ridefinizione dei processi prima di osservare miglioramenti significativi nella produttività.
Il modello richiama quanto avvenuto negli Stati Uniti durante la diffusione dell’elettrificazione industriale all’inizio del Novecento, quando i benefici economici arrivarono solo dopo profonde trasformazioni organizzative.
Il problema del “Dark Output” dell’intelligenza artificiale
Una nuova analisi pubblicata da SemiAnalysis introduce il concetto di “Dark Output”, ovvero il valore economico generato dall’intelligenza artificiale che non compare nelle statistiche ufficiali.
Quando un lavoratore utilizza ChatGPT o altri strumenti AI per completare attività più rapidamente, gran parte del beneficio prodotto potrebbe non essere rilevato dagli indicatori economici tradizionali.
Secondo gli analisti, misurare questo fenomeno potrebbe diventare una delle principali sfide statistiche dei prossimi anni.
OpenAI e Anthropic sempre più vicine alla politica statunitense
La competizione tra aziende AI si estende ormai anche al mondo politico.
Negli Stati Uniti è emerso uno scontro tra gruppi sostenuti rispettivamente da OpenAI e Anthropic, impegnati a influenzare il dibattito pubblico e alcune elezioni primarie democratiche.
Nel frattempo il presidente di OpenAI, , starebbe assumendo un ruolo sempre più rilevante nei rapporti tra l’industria dell’intelligenza artificiale e l’amministrazione Trump.
MiniMax prepara la quotazione in Borsa
La società cinese avrebbe avviato i preparativi per una futura IPO.
L’azienda afferma di aver raggiunto ricavi ricorrenti annuali pari a circa 300 milioni di dollari, un dato che conferma la crescita del mercato AI cinese e l’emergere di nuovi concorrenti rispetto alle aziende occidentali.
L’AI potrebbe favorire gli attacchi informatici iraniani
Secondo alcuni esperti citati dal Financial Times, modelli come ChatGPT e Gemini starebbero facilitando alcune attività legate alle operazioni cyber iraniane.
Gli strumenti AI consentirebbero di velocizzare la creazione di malware, campagne di phishing e contenuti destinati all’ingegneria sociale.
Il tema continua ad alimentare il dibattito internazionale sulla sicurezza e sulla necessità di controlli più rigorosi sull’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale.
Samsung, premi record per la divisione memorie
La forte domanda di chip per l’intelligenza artificiale sta producendo effetti anche sul mercato del lavoro.
In Corea del Sud si discute dei bonus particolarmente elevati riconosciuti ai dipendenti della divisione memorie di .
La questione ha aperto un confronto più ampio sul modo in cui aziende e governi dovrebbero distribuire i benefici economici derivanti dal boom dell’AI.
AMD e NVIDIA seguono strategie diverse in Cina
Un approfondimento di Reuters mette a confronto gli approcci adottati da e nel mercato cinese.
Mentre Huang mantiene una presenza pubblica molto visibile e frequente, la CEO di AMD preferisce un profilo più discreto. Per AMD la Cina rappresenta comunque circa il 20% del fatturato complessivo.
Crescono robotica e Physical AI
Secondo i dati di PitchBook, gli investimenti globali nella robotica e nella cosiddetta Physical AI hanno raggiunto 26 miliardi di dollari nel 2025, contro i 4,2 miliardi registrati nel 2019.
Nel 2026 il settore ha già superato quota 23 miliardi di dollari prima della fine di maggio, segnale di un interesse crescente verso robot autonomi, sistemi industriali intelligenti e automazione avanzata.
BlackBerry torna a correre in Borsa grazie ai robot
Le azioni di hanno registrato una crescita superiore al 160% negli ultimi tre mesi.
Gli investitori stanno guardando con interesse alla piattaforma QNX, già diffusa nell’automotive e considerata da alcuni osservatori come una possibile base software per futuri sistemi robotici autonomi.
Robotaxi sotto pressione negli Stati Uniti
L’espansione dei servizi di robotaxi continua, ma cresce anche l’opposizione.
Secondo il Wall Street Journal, aziende del settore devono affrontare critiche da parte di autisti professionisti, forze dell’ordine e amministrazioni locali, preoccupati per gli effetti sulla sicurezza stradale e sull’occupazione.
La fase di sperimentazione commerciale entra quindi in una fase più complessa, caratterizzata da un controllo normativo sempre più intenso.



























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