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Elon Musk sfida il Brasile, avviata un’indagine

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Elon Musk trova sempre un modo per far parlare di sé. Volente o nolente. In Brasile, la deputata Gleisi Hoffmann, presidente del Partito dei Lavoratori, di cui è esponente il capo dello stato Luis Inacio da Silva, ha accusato il magnate sudafricano di minacciare la democrazia in Brasile.

Tutto è iniziato quando il numero 1 di X ha accusato il giudice della Corte Suprema e del Tribunale elettorale brasiliano, Alexandre de Mores, di imporre una vera e propria censura. Il Brasile ha infatti disposto il blocco di numerosi profili su X per diffusione di false notizie. Richiesta che Musk non sembra intenzionato ad accogliere sicché ha commentato che disobbedirà alle decisioni in nome della libertà di espressione. Questo nonostante il rischio di chiusura del social media in Brasile. Secondo Elon Musk inoltre, il giudice avrebbe tradito il popolo brasiliano, nonché la rispettiva Costituzione.

Parole non particolarmente apprezzate dai politici brasiliani. Hoffmann ha inoltre riferito che le esternazioni del magnate a capo di Starlink, sarebbero offensive e attentano alla sovranità brasiliana e meritano un deciso rigetto. Oltre al commento della deputata, il giudice della Corte Suprema ha ordinato poi l’apertura di una indagine a carico del patron di Tesla. L’accusa del magistrato è una strumentalizzazione criminale della piattaforma un tempo conosciuta con il nome di Twitter. Il giudice Morales ha poi diffidato X dal disobbedire agli ordini giudiziari, compresa la riattivazione degli account il cui blocco è stato ordinato dalla Corte Suprema. Diversamente, sarà prevista una sanzione di 18 mila euro circa per ogni account in oggetto.

Non è la prima volta che Elon Musk sfida le istituzioni. Non molto tempo fa, Musk ha avuto da ridire contro l’Unione Europa, ma allora intervenne Linda Yaccarino a metterci una pezza. Ciò non servì a non avviare un’indagine su X ed Elon Musk per via dei contenuti ritenuti “illegali“.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.