Ex-dipendenti Twitter citano in giudizio X Corp: “Promesse di buonuscita non mantenute dopo l’acquisizione di Musk”

Tre ex-dipendenti di Twitter hanno intentato una causa federale in Colorado contro Twitter Inc. e la sua società successoria X Corp., accusando l’azienda di non aver corrisposto le buonuscite promesse dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk nell’ottobre 2022. Il caso, registrato con numero 1:25-cv-02317-DDD-NRN, si basa su due accuse principali: violazione contrattuale e promissory estoppel (affidamento in buona fede su promesse non mantenute).

Le promesse fatte (e disattese)

Secondo la denuncia depositata il 28 luglio 2025, i querelanti Eric Cunningham, Kevin Ringier e Mitali Sengupta, tutti ex-lavoratori Twitter in Colorado, affermano che l’azienda aveva garantito per iscritto – anche tramite FAQ e comunicazioni orali – che per un anno dopo la vendita a Musk, sarebbero rimaste in vigore le stesse condizioni di retribuzione e buonuscita. Questo impegno, rivolto a tutto il personale per prevenire fughe verso altre aziende tech, prevedeva una liquidazione ben superiore a quella effettivamente offerta dopo i licenziamenti.

I tre ex-dipendenti sostengono di aver fatto affidamento su queste rassicurazioni, scegliendo di restare in azienda invece di cercare lavoro altrove. Tuttavia, dopo l’acquisizione, Twitter ha licenziato circa l’80% della forza lavoro, ma ha offerto solo un mese di stipendio come indennizzo, rispetto al precedente schema che prevedeva almeno due mesi (sei per dirigenti), bonus al 100%, azioni maturande e copertura sanitaria.

Il messaggio che ha segnato il cambio di rotta

La denuncia richiama anche la famigerata comunicazione interna del 16 novembre 2022, in cui Musk ha chiesto ai dipendenti di aderire a una “Twitter 2.0 estremamente hardcore”, promettendo tre mesi di buonuscita a chi avesse scelto di non proseguire. Più di 1.100 persone non hanno accettato le nuove condizioni, subendo così un ulteriore round di licenziamenti.

Due accuse, stesso nodo centrale

La causa si articola su due fronti legali. Il primo è la violazione contrattuale: l’azienda avrebbe infranto un accordo interno implicito fondato su comunicazioni ufficiali e documenti aziendali. Il secondo è il promissory estoppel: Twitter avrebbe formulato promesse su cui i lavoratori hanno fatto affidamento in modo ragionevole, e ne avrebbero subito danni materiali.

Cosa chiedono gli ex-dipendenti

I ricorrenti chiedono un risarcimento danni commisurato alle indennità promesse, il riconoscimento ufficiale delle responsabilità di Twitter/X Corp., e ogni altro risarcimento ritenuto equo. Hanno inoltre chiesto un processo con giuria.

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