La Corte Suprema della Corea del Sud ha assolto Lee Jae-yong, leader de facto di Samsung, da tutte le accuse di frode legate alla fusione del 2015 tra due società del gruppo. Si chiude così una lunga battaglia legale che ha attirato l’attenzione del Paese, già scosso da scandali di corruzione che hanno coinvolto i potenti conglomerati familiari, noti come chaebol.
Lee, nipote del fondatore di Samsung e al vertice del gruppo dal 2014, era stato accusato di manipolare il valore di Samsung Biologics attraverso una contabilità fraudolenta, per rafforzare il suo controllo sul colosso elettronico. L’accusa sosteneva che il valore gonfiato avesse favorito l’acquisizione di una quota maggiore di una sussidiaria chiave durante la fusione con Samsung C&T, operazione da circa 8 miliardi di dollari. In una dichiarazione ufficiale, i legali di Samsung hanno accolto con favore la sentenza, affermando che «la Corte Suprema ha confermato che la fusione tra Samsung C&T e la gestione contabile di Samsung Biologics erano legittime, al termine di un processo durato cinque anni».
Un percorso giudiziario complesso
La vicenda giudiziaria di Lee è iniziata nel 2017, quando fu arrestato con l’accusa di aver corrotto un consigliere dell’allora presidente Park Geun-hye per facilitare la propria successione alla guida del gruppo. Nei successivi anni, Lee ha affrontato diversi processi e condanne, ma le pene detentive sono state ridotte o annullate, anche grazie a un perdono presidenziale concesso durante la pandemia di Covid-19 per sostenere la ripresa economica nazionale.
Nel 2024 un tribunale distrettuale aveva già assolto Lee dalle accuse relative alla fusione, sentenza confermata poi dalla Corte d’Appello. L’ultimo verdetto della Corte Suprema chiude definitivamente il caso, liberando Samsung da una delle ombre più ingombranti della sua governance.
Le sfide di Samsung
Nonostante l’esito favorevole del processo, Samsung deve affrontare un contesto economico difficile. Le vendite di smartphone e semiconduttori, due dei segmenti chiave dell’azienda, sono in calo da alcuni anni. Durante un’udienza nel 2024, Lee stesso aveva ammesso che «la realtà che Samsung deve affrontare è più dura che mai, ma riusciremo a superarla e ad andare avanti».
La decisione della Corte è stata accolta positivamente dalla comunità economica sudcoreana. La Federation of Korean Industries ha sottolineato che l’assoluzione di Lee potrà favorire decisioni rapide ai vertici di Samsung, in un momento in cui le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e i dazi introdotti dall’amministrazione Trump continuano a rappresentare un rischio per le esportazioni del gruppo.


























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