Riassunto aggiornato
Il vicepresidente di Samsung, Lee Jae-yong, è stato condannato a due anni e mezzo di carcere dalla Corte Suprema della Corea del Sud con l'accusa di aver pagato tangenti all'ex presidente Park Geun-hye per favorire la fusione tra Samsung C&T e Cheil Industries. Lee, considerato il leader effettivo del gruppo dopo la scomparsa del padre, era già stato condannato nel 2017 ma era tornato in libertà nel 2018 grazie a una sospensione della pena. L'attuale sentenza, che include anche il reato di appropriazione indebita ai danni del colosso tecnologico, ha portato al suo immediato arresto lasciando l'azienda priva della sua principale guida strategica. Tuttavia, in uno sviluppo successivo alla detenzione, l'erede del gruppo ha ricevuto la grazia per i reati finanziari commessi (Il Sole 24 ORE). Questo provvedimento segna un punto di svolta nel percorso giudiziario di Lee, che era stato inizialmente allontanato dai vertici operativi a causa delle pesanti accuse di corruzione. La decisione di concedere la grazia riflette la rilevanza strategica di Samsung per l'economia nazionale, nonostante la gravità delle condotte precedentemente accertate dai giudici.
Samsung nel giro di poco più di una settimana, rischia di tornare sulla bocca di tutti e non per la presentazione dei Galaxy S21, ma per l’arresto del vicepresidente Lee Jae-yong, nonché figlio dell’ex-presidente Lee Kun-hee, scomparso lo scorso ottobre. Lee Jae-yong, non è nuovo ad avere problemi con la Giustizia. Già nell’agosto del 2017, il vicepresidente Lee era stato condannato a cinque anni per corruzione e altri reati; in seguito ad un ricorso in appello, la pena era stata sospesa e venne scarcerato nel febbraio del 2018.
Ora Lee Jae-yong è stato nuovamente condannato a due anni e mezzo di carcere dalla Corte Suprema della Corea del Sud, sempre per corruzione e arrestato subito dopo la sentenza. L’incriminazione avvenne insieme ad altri dirigenti per aver offerto tangenti alla ex-presidente sudcoreana Park Geun-hye (poi sottoposta ad impeachment) e all’amica Choi Soon-sil, per far sì che Samsung C&T e la Cheil Industries potessero fondersi.
Con l’arresto per corruzione e appropriazione indebita di Lee Jae-yong, ora Samsung Electronics si trova privo di un vero leader; benché la sua carica di vicepresidente, in realtà Lee era a capo della conglomerata.



























Lascia un commento