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Dall’Italia agli USA e le complesse policy Apple


Il trasferimento in un nuovo paese è un’avventura emozionante, ma può anche rivelare sfide inaspettate. Questa è l’esperienza di Andrea, recentemente trasferitosi negli Stati Uniti, che si è scontrato con le rigide politiche di geolocalizzazione dei servizi digitali, in particolare Apple. La sua disavventura è stata condivisa dallo stesso interessato su Threads. Dopo il suo arrivo negli USA, ha scoperto che molte delle app essenziali per la vita quotidiana e professionale non erano disponibili nell’Apple Store italiano. La soluzione temporanea? Usare un account Apple USA di backup. Ma questo comportava un laborioso processo di login e logout ogni volta che doveva accedere all’App Store.

La soluzione apparentemente ovvia era cambiare la regione del suo account principale. Tuttavia, si è scontrato con una politica di Apple: per modificare la regione associata all’account, è necessario attendere la scadenza di tutte le sottoscrizioni agli abbonamenti, inclusi quelli dei servizi Apple e di terze parti. La situazione si è complicata ulteriormente quando, dopo aver finalmente cambiato la regione del suo account, ha scoperto che i membri della sua famiglia in Italia, parte del suo abbonamento iCloud Family, non riuscivano più a scaricare gli aggiornamenti delle app dall’App Store, a patto che anche i loro non impostassero i dispositivi come se si trovassero negli Stati Uniti. La situazione è stata ulteriormente complicata dal fatto che, una volta impostata la regione USA, i genitori di Andrea hanno iniziato a ricevere servizi come Apple News in inglese, costringendoli a cercare alternative come Google News per una gestione più sensata della geolocalizzazione.

Questo caso evidenzia un problema più ampio. Le politiche di geolocalizzazione delle grandi aziende tecnologiche, sebbene progettate per proteggere i diritti digitali e prevenire abusi, possono avere effetti collaterali significativi, soprattutto per le famiglie internazionali. Questo episodio solleva una domanda importante: come possono le aziende tecnologiche bilanciare la necessità di proteggere i diritti digitali con la realtà delle famiglie moderne che vivono in un contesto internazionale?

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.