IBM ha annunciato una serie di nuove funzionalità pensate per rendere più sicuro e controllabile l’uso degli agenti AI nelle aziende. Le novità, presentate ad Atlanta in occasione di TechXchange 2026, ruotano attorno a tre esigenze: assegnare a ogni agente un’identità verificabile, limitarne gli accessi ai sistemi e poterlo individuare, valutare e, se serve, fermare da un unico punto di controllo, anche quando è stato sviluppato su piattaforme di terze parti.
Il contesto è quello di un’adozione che corre più veloce della governance. IBM cita una stima di Gartner secondo cui entro il 2028 un’impresa media della classifica Fortune 500 utilizzerà oltre 150.000 agenti AI, mentre solo il 13% delle organizzazioni ritiene di disporre oggi di un’adeguata governance di questi strumenti. Il tema era emerso anche in un recente studio IBM sulla governance dell’AI in Italia.

Un’identità per ogni agente con HashiCorp Vault
La prima novità è Vault Agent Identity, nuova funzionalità di HashiCorp Vault, la piattaforma che gestisce segreti e credenziali usati da applicazioni e servizi per accedere ai sistemi aziendali. Per ciascun agente definisce chi ne è responsabile, in quale fase del ciclo di vita si trova e quale autorità gli è stata concessa. Queste informazioni vengono condivise con i controlli sulle credenziali di Vault, con watsonx Orchestrate e con altri sistemi, così che gli agenti possano essere governati in modo coerente in tutta l’azienda.
Vault estende inoltre agli agenti AI la gestione delle credenziali già usata per le cosiddette identità non umane: credenziali di breve durata, generate dinamicamente, che scadono o possono essere revocate e che limitano ogni agente alle sole risorse di cui ha bisogno. Secondo IBM, un agente con credenziali di lunga durata e privilegi eccessivi può mettere a rischio sistemi e dati se viene compromesso o se esce dal compito previsto. Tra le altre novità ci sono Vault 2.2, che assegna agli agenti account dedicati, ne rinnova automaticamente le credenziali e prepara la crittografia alle minacce dell’era quantistica, e Secure Hub, che offre una visione centralizzata degli ambienti Vault.
watsonx Orchestrate: individuare, isolare e fermare gli agenti
Il secondo filone riguarda IBM watsonx Orchestrate, che diventa un punto unico da cui gestire gli agenti indipendentemente da dove sono stati sviluppati. La piattaforma si collega ora ad Amazon Bedrock, Microsoft Foundry e Google Gemini per individuare automaticamente gli agenti creati in ambienti di terze parti, insieme a modelli e server MCP, senza doverli registrare a mano.
Gli agenti vengono eseguiti in sandbox isolate, così che uno con comportamenti anomali non possa interferire con gli altri, e i team dispongono di un “kill switch” per disattivare all’istante qualsiasi agente. Nuovi strumenti di valutazione permettono di testare qualità, accuratezza e conformità di agenti, modelli e server MCP prima del rilascio e di monitorarli in produzione, con un controllo integrato dei costi che mostra il consumo di modelli e token di ciascun agente. È lo stesso terreno su cui si stanno muovendo anche altri grandi fornitori di software aziendale, come Oracle con Fusion Companion.
L’integrazione con NVIDIA OpenShell
Sul fronte delle partnership, HashiCorp Vault, incluso Vault Agent Identity, si integra con NVIDIA OpenShell, il runtime per agenti governato da policy che fa parte della NVIDIA Open Agent Safety Platform. L’obiettivo è combinare un ambiente protetto in cui eseguire gli agenti con un’identità verificata e credenziali di breve durata, in modo che ogni azione possa essere tracciata, limitata e verificata. IBM e NVIDIA sono inoltre tra i membri fondatori della Open Secure AI Alliance, governata dalla Linux Foundation.
IBM ha presentato anche Integration Intelligence Hub, che tramite il suo Unified Context Engine fornisce agli agenti il contesto sui sistemi aziendali esistenti, e aggiornamenti per IBM Concert, HashiCorp Terraform e IBM Z Atlas, quest’ultimo dedicato a mappare e validare le modifiche sullo stack z/OS dei mainframe. «Perché gli agenti possano svolgere attività concrete nei sistemi utilizzati da un’azienda, serve un modello operativo per l’AI», ha dichiarato Dinesh Nirmal, Senior Vice President di IBM Software.
Disponibilità
HashiCorp Vault Agent Identity, Vault 2.2, le funzionalità di valutazione di watsonx Orchestrate e IBM Concert sono già disponibili. Secure Hub e IBM Z Atlas sono in public preview, mentre IBM Integration Intelligence Hub e le funzioni di individuazione e protezione degli agenti di watsonx Orchestrate sono disponibili in tech preview. IBM non ha comunicato prezzi. Per chi segue l’evoluzione degli strumenti per sviluppatori pensati per l’AI agentica, va segnalata anche la Git forge per agenti AI lanciata da Entire.





























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