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Lancio di un Falcon 9 con satelliti Starlink, la rete usata da Vivo Satélite in Brasile
Foto: U.S. Space Force / Gwendolyn Kurzen, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Vivo e Starlink: in Brasile lo smartphone si collega al satellite


In Brasile gli smartphone possono ora collegarsi direttamente ai satelliti. L’operatore Vivo, del gruppo Telefónica, ha lanciato lunedì 26 ottobre Vivo Satélite, il primo servizio satellite-smartphone attivo su scala nazionale nel Paese, basato sulla rete Starlink Mobile di SpaceX.

Il servizio entra in funzione automaticamente quando manca la copertura cellulare tradizionale: sul telefono la rete compare con il nome “Vivo Starlink”. Secondo l’operatore il potenziale bacino riguarda circa 50 milioni di clienti.

Lancio di un Falcon 9 con satelliti Starlink, la rete usata da Vivo Satélite in Brasile
Foto: U.S. Space Force / Gwendolyn Kurzen, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Come funziona la connessione satellite-smartphone di Vivo

Non servono antenne né telefoni speciali. Bastano uno smartphone 4G o 5G compatibile, con SIM fisica o eSIM, il sistema operativo aggiornato e il roaming dati attivo. Serve anche una visuale libera verso il cielo, perché il segnale arriva direttamente dai satelliti Starlink in orbita bassa.

Le funzioni sono quelle tipiche della prima generazione direct-to-cell: messaggi via WhatsApp, RCS, SMS, iMessage e Google Messages, oltre alla navigazione con Google Maps e Apple Maps e all’app di Vivo. Videochiamate e navigazione web libera, invece, non sono supportate.

Gratis per un anno, poi prezzo da definire

Per i clienti privati il servizio è gratuito per 12 mesi, mentre per le aziende la prova è di tre mesi. Sono inclusi i piani in abbonamento (Pós-pago), Controle, Lite e le ricaricabili con ricariche superiori a 30 reais. Il traffico satellitare non viene scalato dal pacchetto dati.

Vivo non ha ancora comunicato quanto costerà il servizio al termine del periodo gratuito, né le velocità medie.

Satelliti Starlink di SpaceX in orbita prima del rilascio
Foto: SpaceX (CC0), via Wikimedia Commons

Il quadro regolatorio e la sfida con AST SpaceMobile

Il lancio è stato reso possibile da un ambiente di sperimentazione regolatoria (sandbox) creato dall’Anatel, l’autorità brasiliana delle telecomunicazioni, nel giugno 2026. L’autorizzazione vale fino al 22 aprile 2029 e prevede l’uso delle frequenze su base secondaria.

La partita, però, è appena cominciata. Pochi giorni prima, il 23 ottobre, gli operatori regionali Brisanet, Unifique e Iez! Telecom avevano annunciato un accordo con la rivale AST SpaceMobile per portare in Brasile una soluzione simile.

E in Italia?

Anche in Europa il direct-to-cell è in fase di sperimentazione: in Italia Fastweb ha testato il Direct to Cell di Starlink sugli Appennini. Intanto SpaceX continua a espandere le sue costellazioni, anche in ambito governativo, come raccontato nelle tech news del 15 ottobre.

Fonti

Vivo – pagina Vivo Satélite, Exame, Exame (mercati), O Globo

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