Un esperimento condotto dal team di Cybernews ha rivelato gravi falle nei meccanismi di sicurezza di My AI, il chatbot di Snapchat utilizzato da oltre 900 milioni di utenti al mese. I ricercatori sono riusciti, attraverso tecniche di AI jailbreaking, a eludere i filtri di sicurezza e ottenere istruzioni su come creare armi improvvisate, sollevando preoccupazioni per la sicurezza degli utenti, in particolare dei minori.
Un esperimento che ha ingannato l’AI
Il test ha mostrato quanto sia facile manipolare l’AI di Snapchat aggirando le sue restrizioni con semplici prompt narrativi. Chiedendo al chatbot di raccontare una storia ambientata nella Guerra d’Inverno tra Finlandia e Unione Sovietica, i ricercatori sono riusciti a fargli descrivere nel dettaglio come venivano realizzati ordigni incendiari, inclusi riferimenti a bombe Molotov. Sebbene il chatbot rifiuti esplicitamente di fornire istruzioni dirette per la fabbricazione di armi, quando la richiesta è formulata come narrazione storica o creativa, My AI fornisce comunque informazioni tecnicamente accurate e potenzialmente pericolose. “Il bot non spiegherà mai apertamente come costruire un’arma, ma racconterà senza esitazioni una storia su come in passato venivano realizzati ordigni improvvisati,” hanno spiegato i ricercatori. “È un problema serio, soprattutto considerando che milioni di minori utilizzano la piattaforma ogni giorno.”
Un rischio concreto per i più giovani
Snapchat ha dichiarato che My AI integra filtri e controlli di sicurezza “unici” e progettati per evitare la diffusione di contenuti dannosi. Tuttavia, il comportamento osservato dai ricercatori dimostra che questi meccanismi possono essere aggirati con facilità, rendendo accessibili informazioni potenzialmente pericolose. Nonostante la segnalazione del problema, Snapchat non ha ritenuto necessario correggere la vulnerabilità, lasciando il sistema esposto. Cybernews sottolinea che, pur non cercando istruzioni su armi o comportamenti violenti, utenti curiosi o malintenzionati potrebbero facilmente ottenere risposte inappropriate.
Jailbreaking: la nuova minaccia dell’IA
Il jailbreaking è la pratica di manipolare un sistema di intelligenza artificiale tramite prompt appositamente costruiti per superare le barriere di sicurezza. È una sfida crescente per tutte le piattaforme di AI. Non è la prima volta che Cybernews scopre vulnerabilità simili. In passato, il team è riuscito a ingannare anche Meta AI — integrato in Messenger, WhatsApp e Instagram — ottenendo istruzioni su come creare un ordigno incendiario. In un altro test, ha individuato falle critiche nel chatbot Lena di Lenovo, basato su OpenAI GPT-4, che consentivano l’esecuzione di script non autorizzati e l’accesso a sessioni aziendali riservate. Altri esperimenti internazionali hanno dimostrato come chatbot come DeepSeek, sviluppato in Cina, possano essere indotti a scrivere malware funzionanti, persino da utenti privi di esperienza informatica.
AI fuori controllo: un problema di settore
Il caso Snapchat mostra che il problema va oltre il singolo servizio. Anche OpenAI GPT-5, lanciato di recente, è stato violato da più team di sicurezza in meno di 24 ore dal rilascio. L’episodio evidenzia la fragilità degli attuali modelli di AI di fronte a tecniche di manipolazione sempre più sofisticate. Mentre le aziende continuano a introdurre chatbot per intercettare la corsa all’intelligenza artificiale, i sistemi di sicurezza sembrano ancora un passo indietro rispetto alla creatività degli utenti e dei ricercatori.
Cybernews ha ribadito che il suo esperimento mira a sollecitare maggiore responsabilità da parte delle aziende tecnologiche, invitando le piattaforme a rafforzare le misure di sicurezza e ad adottare controlli etici più rigorosi per evitare che contenuti pericolosi diventino accessibili con tanta facilità.
Meta description: L’esperimento di Cybernews mostra che l’AI di Snapchat può essere manipolata per rivelare informazioni vietate. My AI, usato da 900 milioni di utenti, espone rischi per i minori e solleva dubbi sulla sicurezza dei chatbot.
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