USA: sequestrati oltre 590mila dollari in criptovaluta USDT usati per comprare cocaina da un narcos internazionale

Un’indagine sotto copertura condotta dalle autorità statunitensi ha portato al sequestro di 592.267 dollari in USDT, una delle criptovalute più usate al mondo. I fondi, secondo il Dipartimento di Giustizia, dovevano servire per acquistare 65 chili di cocaina da parte di un membro di un’organizzazione criminale internazionale.

Il finto affare: coca in cambio di USDT

Tutto è cominciato tra febbraio e marzo 2024, quando una fonte confidenziale della DEA si è finta intermediario tra un narcotrafficante e un presunto fornitore di droga a Città del Messico. L’acquirente, considerato un “obiettivo prioritario”, ha accettato di pagare in USDT, criptovaluta agganciata al dollaro emessa da Tether. Le transazioni – sei in tutto – sono state inviate a un portafoglio digitale segreto controllato dalla polizia.

Nel frattempo, il finto fornitore ha organizzato la consegna di 65 chili di cocaina (in realtà sostanza inerte) in Arizona. Il carico è stato preso in consegna da un uomo, identificato solo come “Alex”, arrivato a bordo di un camion con targa canadese. Il giorno dopo, le autorità hanno fermato il mezzo e identificato il conducente, un cittadino canadese che ha ammesso di non sapere cosa stesse trasportando.

Dopo il finto scambio, il sequestro

Poche settimane dopo, l’intero importo in criptovaluta è stato spostato dagli agenti in un wallet gestito dallo U.S. Marshals Service, l’agenzia che si occupa di custodire i beni sequestrati. Ora gli Stati Uniti chiedono formalmente che quei soldi vengano confiscati in via definitiva.

Una truffa ai narcos che svela come si usa la crypto nel narcotraffico

Questo caso mette in luce un aspetto sempre più centrale del traffico internazionale di droga: l’uso delle criptovalute per aggirare banche, controlli e confini. I narcotrafficanti puntano su strumenti rapidi, pseudo-anonimi e globali. Ma come dimostra l’operazione, anche i wallet digitali possono essere monitorati, se si conosce il percorso giusto.

Il caso è stato depositato in Virginia, dove si trova la chiave privata per accedere al wallet contenente gli oltre 590mila dollari in USDT. Le autorità vogliono chiudere il cerchio con la confisca definitiva del denaro, dimostrando che anche le criptovalute, se usate per scopi criminali, possono essere tracciate e sequestrate.

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