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recensione redmi 10

Recensione REDMI 10: bello, ma ridondante

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Il nuovo Redmi 10 è stato presentato circa un mese fa. Uno smartphone venduto sul sito di Xiaomi ad un prezzo che parte dai 199,90 euro per la versione in prova con storage da 64 GB o 229,90 euro per quella da 128 GB. Si tratta di uno smartphone che si rivolge a chi cerca un dispositivo dal costo basso, ma senza rinunciare ad un design sobrio ed elegante, NFC e una fotocamera un po’ più performante rispetto a quanto si è abituati a trovare in questa fascia di prezzo.

Confezione

Una confezione essenziale, come d’altronde ci si può aspettare su un dispositivo di questa fascia, ma non per questo totalmente scarna o deludente. Oltre al cavo e all’alimentatore, anche una cover trasparente di notevole qualità. Rigida e difficile da inserire, così come da togliere dallo smartphone, conferisce una sensazione di sicurezza e resistenza. Forse un po’ troppo difficile da mettere e togliere, ma è piacevole che su un prodotto entry-level, vi sia un accessorio di qualità.

Costruzione e design

Rispetto alla precedente generazione, troviamo un design più sobrio ed elegante. La colorazione in prova, la Carbon Grey, soffre le ditate. La fotocamera sborda, le dimensioni sono importanti (161,9 x 75,5 x 8,9 mm per 181 grammi di peso) ed è complesso l’utilizzo con la mano. Inoltre è scivoloso e rende quasi obbligatorio l’utilizzo della cover, anche per livellare il gap tra fotocamera e superficie del device.

Sensore di impronte Redmi 10

Nel profilo destro lo smartphone ospita il tasto di accensione, il quale integra il sensore di impronte. La posizione è adeguata per essere raggiunto facilmente dal pollice per i destrorsi e con l’indice per i mancini. Lo sblocco avviene in tempi relativamente rapidi, considerando l’hardware di cui lo smartphone è dotato e di cui parleremo in seguito. Subito sopra il bilanciere del volume, contenuto in un unico tasto liscio. Il profilo inferiore è caratterizzato dalla presenza da un microfono, la USB Type-C e uno dei due speaker. Nel profilo sinistro lo slot che può ospitare due schede SIM e una microSD, contemporaneamente. Nel profilo superiore l’ingresso per il jack audio e il secondo speaker. L’audio che fuoriesce dagli speaker di Redmi 10 è di qualità alta, elevata per un device di questa fascia. Un pregio che lascia positivamente impressionati, rispetto allo standard su questo segmento.

Il display di Redmi 10

Anche il display è una caratteristica che si può valutare positivamente per lo smartphone in prova. Sempre considerando la sua fascia di prezzo, ci si trova davanti ad un pannello LCD con refresh rate da 90Hz (di default impostato a 60Hz). I colori e le tonalità possono sì essere calibrati, ma appaiono come freddi o desaturati, ma neanche poi così distanti dalla realtà. La risoluzione inoltre è Full HD+, da 2.400 x 1.080 pixel, mentre la diagonale è ampia, da 6,5 pollici. Il neo evidente è lo spazioso foro posto al centro, in cui è contenuta la fotocamera anteriore, utile anche al riconoscimento tramite volto. Sblocco che avviene in genere nel giro di un secondo e che non viene effettualo se il volto è coperto o parzialmente coperto. Lo schermo è sufficientemente luminoso, da poter essere consultato anche sotto la luce del sole. La protezione è invece Corning Gorilla Glass 3. Insomma un pannello che si difende, anche molto bene per la fascia di prezzo in cui si posiziona il dispositivo. Certo, non è il miglior pannello mai visto su uno Xiaomi, anzi, ma in questo segmento abbiamo visto decisamente di peggio.

Display Redmi 10

Hardware e performance

La parte in cui si è andati al risparmio per tenere basso il prezzo è decisamente il comparto hardware. Se display, design e audio sono pregevoli, la dotazione hardware non è delle più accattivanti, pur non sfigurando quasi mai. Abbiamo infatti come SoC il MediaTek Helio G88, supportato da soli 4 GB di RAM e in questo caso 64 GB di storage, espandibili via microSD. Redmi 10 non ha mai prodotto però eccessivo calore dalla parte posteriore, né si è mai fatto scoraggiare dalla quantità di app mantenute attive o dai processi più impegnativi. Si sente che lato hardware non è dei più performanti e lo si intuisce nelle fasi di sblocco, in quanto possono richiedere quel secondo in più rispetto ad un comparto più reattivo, ma in realtà su questa fascia i competitor non si sono quasi mai distinti.

Ragionando a lungo termine, il problema potrebbe essere il quantitativo di RAM, considerando i prossimi aggiornamenti. Attualmente lo smartphone a bordo equipaggia Android 11 con MIUI 12.5.1 (aggiornata nel corso della prova alla 12.5.2). Al momento gira anche abbastanza bene, anche se abbiamo notato alcuni piccoli bug trascurabili, specialmente con le icone. Ad esempio alcune app mostravano icone sbagliate, confuse con quelle di giochi preinstallati e di cui non si sente la necessità. Inoltre l’icona dell’app di Facebook nella nostra prova, tendeva spesso a sparire. La versione in prova offre poco storage, se poi viene occupata da applicazioni superflue, non è un bene. Al netto di queste considerazioni comunque, il device fa bene il suo lavoro. Ci siamo spinti anche in situazioni impegnative come giochi quali F1 Mobile Racing. Si può giocare, la grafica è gradevole grazie al display, ma alle volte va a scatti. Niente di ingiocabile, si produce anche un moderato surriscaldamento, ma si intuiscono da qui i limiti del dispositivo.

Redmi 10

Il punto forte è decisamente l’autonomia. La batteria di Redmi 10 è da 5.000 mAh. Arriva tranquillamente a sera anche con un utilizzo intenso. In genere si riesce ad arrivare anche alla metà del secondo giorno, o poco meno. Supporta anche la ricarica inversa a 9W. Il problema è la lentezza nella ricarica, da 18W. La batteria è generosa e ci mette più tempo a caricarsi, specie con la velocità di ricarica supportata. Il consiglio è dunque quello di caricarlo di notte, perché sebbene un 40% di autonomia potrebbe essere sufficiente a coprire la giornata lavorativa, il processo di ricarica è davvero lento e durante il giorno potrebbe essere un problema.

Il reparto fotografico di Redmi 10

Redmi 10 si avvale nella parte posteriore di quattro fotocamere. La principale da 50 Mpixel con apertura f/1.8, la secondaria da 8 Mpixel grandangolare, infine le solite due da 2 Mpixel una per il calcolo della profondità di campo e una per le foto macro. La fotocamera principale si difende, di certo è lievemente superiore a quanto si può trovare in genere sul segmento, ma fa quel che può. Il bilanciamento del bianco non sempre corretto e con tonalità che virano verso i colori freddi. L’esposizione non è sempre calcolata a dovere, producendo una sovraesposizione che sarebbe in realtà facilmente correggibile. I veri problemi arrivano in interni e in esterni con poca luce. In questo caso la velocità di messa a fuoco cala drasticamente e e nemmeno la modalità Notte porta un concreto miglioramento.

Conclusioni

Redmi 10 ha un solo vero problema, oltre a quanto già detto prima. Si sovrappone alla linea Redmi Note 10 e all’omonimo device (stesso prezzo, ma quest’ultimo con performance sulla carta migliori) e con soli 20 euro in più si può portare a casa Redmi Note 10 Pro (che abbiamo recensito qui), senza contare che addirittura a meno si può acquistare Redmi Note 10S o meglio ancora Redmi Note 10 5G. Insomma, Redmi 10 è un telefono che in fin dei conti può anche convincere, se non si hanno troppe pretese, ma la verità è che è un po’ fuori prezzo considerando il portfolio della stessa Xiaomi. Non aggiunge niente di più all’offerta già presente nel catalogo della casa cinese e, come spesso accade, crea solo concorrenza interna, andando a riempire un mercato già saturo di dispositivi ridondanti. Sarebbe più appetibile se subisse una sensibile diminuzione del prezzo, dacché non vince il confronto con i Redmi Note 10 dello stesso brand, con prezzo simile e performance decisamente migliori.

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Roberto Cosentino
Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.