Xiaomi Mi 11 5G

Xiaomi vs Lituania, cosa sta succedendo

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Un anno intenso per Xiaomi. Nonostante l’azienda sia forte di una vera e propria cavalcata che la sta facendo volare nelle classifiche dei report inerenti alle vendite e alle spedizioni (qui tutte le news relative al brand cinese), già dall’inizio dell’anno si è trovata a rispondere ad accuse pesanti provenienti prima dal governo statunitense (da cui ne è uscita vittoriosa) e ora da quello lituano.

Proprio quest’ultimo avrebbe consigliato ai propri cittadini di non acquistare gli smartphone delle aziende cinesi in generale. Non solo, viene inoltre consigliato di dismettere quelli già acquistati o che si stanno utilizzando.

Il motivo sarebbe riconducibile a dei problemi relativi alla privacy e a strumenti di censura. Secondo il ministero della Difesa lituano infatti, i telefoni coinvolti sarebbero OnePlus 8T, Huawei P40 5G e Xiaomi Mi 10T 5G. Poche e sommarie le informazioni riguardanti OnePlus e Huawei, a dispetto di quanto riferito su Xiaomi.

Un documento redatto dai responsabili della sicurezza del governo lituano (disponibile qui) riferisce infatti che sul Mi 10T 5G di Xiaomi adotterebbe un software per inibire l’utilizzo di circa 450 parole, indipendentemente che siano in cinese o in lingue occidentali. I termini sarebbero legati a temi sensibili a livello politico e in particolare riguardanti il Tibet. Le parole censurate sarebbero “movimento democratico“, “Tibet libero“, “Vogliamo l’indipendenza di Taiwan“. Non è la prima volta che un’azienda cinese viene accusata di utilizzare sistemi di censura o che siano contro una comunità. Basti pensare alle accuse rivolte a Huawei poco meno di un anno fa, colpevole secondo il Washington Post, di adottare sistemi informatici contro gli Uiguri.

Xiaomi Mi 10T 5G
Lo smartphone accusato dal governo lituano

Il reparto della sicurezza informatica lituano ha riferito che il sistema di censura sarebbe presente nello smartphone, ma che non sarebbe attivo nell’Unione Europea. Tuttavia il governo lituano ritiene che l’azienda potrebbe attivare la funzionalità a piacimento, con buona pace degli utenti ignari. Ci sarebbe inoltre un sistema in grado di inviare un messaggio criptato a Xiaomi quando viene utilizzato il cloud della stessa.

Tutte le accuse sono state rispedite al mittente nei giorni scorsi, quando un portavoce di Xiaomi ha dichiarato alla BBC che l’azienda “non ha mai limitato e non limiterà o bloccherà mai alcun comportamento personale dei nostri utenti di smartphone, come la ricerca, le chiamate, la navigazione web o l’uso di software di comunicazione di terze parti” e che Xiaomi è conforme al GDPR.

Nella giornata di oggi inoltre, Xiaomi ha diffuso una nota in cui informa di essere a conoscenza del rapporto “Cybersecurity assessment of 5G-enabled mobile devices” pubblicato dalla Cybersecurity and Information Authority of Lithuania (NCSC). Ovviamente l’azienda dissente su “alcuni risultati” e riferisce di volersi avvalere di un ente indipendente per “esaminare i punti sollevati nel rapporto”.

L’azienda cinese ha inoltre riferito che il rapporto evidenzia l’uso di un software della gestione della pubblicità, in grado di gestire quelle a pagamento e quelle push presenti sui device con app di Xiaomi, come Mi Video e Mi Browser. Il software, dice Xiaomi, può essere utilizzato per proteggere gli utenti da contenuti offensivi come pornografia, violenza e discorsi che incitano all’odio o che potrebbero risultare oltraggiosi per gli utenti. Nella nota Xiaomi ha ribadito di non trasgredire il GDPR e che il rapporto della Lituania erra quando sostiene che vi sia una gestione inappropriata.

Il report di XDA

XDA Developers si è impegnata in un report parallelo (qui tutti i dettagli). Non scendiamo troppo nel tecnico, è tutto spiegato bene nell’articolo di XDA, ma effettivamente sarebbero state riscontrate parole che non smentirebbero il governo lituano, ma c’è un ma. Nel database sarebbero inclusi anche termini relative a tematiche a sfondo sessuale (come effettivamente detto dall’azienda stamane), ma anche aziende competitor (quali Samsung, Infinix, OnePlus, etc…). Ma anche prodotti della stessa Xiaomi. Difficile pensare che siano quindi termini utilizzati per una sorta di censura o una censura vera e propria. Perlopiù sono termini utilizzati per evitare che siano mostrati banner pubblicitari inerenti. Come ricorda la stessa XDA, in passato Xiaomi avrebbe avuto problemi proprio in tal senso, tramite la visualizzazione di banner con contenuti espliciti. Ciò non esclude a priori che questo elenco non possa essere utilizzato anche per la censura, ma non ci sono prove a sostegno tali per cui si possa pensare che attualmente lo sia. Ma è anche vero che il report lituano è stato effettuato su un dispositivo dello scorso anno.

Le complicate relazioni tra Cina e Lituania

In realtà i rapporti diplomatici tra Lituania e Cina, non sono del tutto idilliaci, basti pensare a quanto accaduto ad agosto. Il governo lituano aveva infatti annunciato l’apertura di un ufficio di rappresentanza a Taiwan. Mossa che la Cina non ha gradito, tanto da richiamare l’ambasciatore, cosa avvenuta per altro anche in Lituania.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.