Xiaomi ha archiviato il 2025 con ricavi pari a 457,3 miliardi di yuan, in aumento del 25% su base annua, e con un utile netto adjusted di 39,2 miliardi di yuan, in crescita del 43,8%. Per il gruppo cinese si tratta di un nuovo massimo storico, sostenuto soprattutto dall’espansione nel comparto auto elettriche, dall’ecosistema “Human × Car × Home” e dal contributo crescente dell’intelligenza artificiale.
Le auto elettriche diventano il motore della nuova fase
Il dato più rilevante riguarda il segmento che comprende smart EV, AI e nuove iniziative, salito a 106,1 miliardi di yuan nel 2025, con una crescita del 223,8% rispetto all’anno precedente. La divisione ha inoltre registrato per la prima volta un reddito operativo positivo su base annua, pari a 0,9 miliardi di yuan. Nel quarto trimestre da solo, questo perimetro ha generato 37,2 miliardi di yuan, fino a rappresentare quasi un terzo dei ricavi del gruppo.
Sul fronte commerciale, Xiaomi ha consegnato 411.082 veicoli elettrici nel corso del 2025, con 145.115 unità nel solo quarto trimestre. La rete dedicata è salita a 477 centri vendita in 138 città della Cina continentale. Reuters segnala inoltre che il gruppo punta ora a 550.000 consegne nel 2026, dopo avere superato il target fissato per il 2025.

Smartphone ancora centrali, ma il peso relativo cala
Il business degli smartphone resta il primo per dimensioni, con 186,4 miliardi di yuan di ricavi nel 2025. Le spedizioni globali si sono attestate a 165,2 milioni di unità. Secondo i dati riportati dalla società su base Omdia, Xiaomi ha mantenuto la top 3 mondiale per il quinto anno consecutivo, con una quota del 13,3%. In Cina, il gruppo ha raggiunto il secondo posto per unità vendute, con una quota del 16,6%.
Il peso della fascia premium continua a salire. Nel mercato cinese, gli smartphone con prezzo retail pari o superiore a 3.000 yuan hanno rappresentato il 27,1% delle unità vendute da Xiaomi, mentre nella fascia 4.000-6.000 yuan la quota del gruppo è arrivata al 17,3%. Il messaggio, sul piano industriale, è chiaro: Xiaomi prova a difendere i volumi, ma cerca soprattutto di migliorare il mix di prodotto e la redditività.
IoT e servizi internet ai massimi storici
Anche il comparto IoT e lifestyle products ha chiuso l’anno su livelli record, con 123,2 miliardi di yuan di ricavi, in aumento del 18,3%. La marginalità lorda del segmento è salita al 23,1%. La società attribuisce una parte rilevante della crescita ai grandi elettrodomestici smart, con spedizioni record per condizionatori, frigoriferi e lavatrici.
La base utenti dell’ecosistema continua intanto ad allargarsi. A fine dicembre 2025 i dispositivi collegati alla piattaforma AIoT di Xiaomi, esclusi smartphone, tablet e laptop, erano 1,079 miliardi, mentre gli utenti con almeno cinque dispositivi connessi hanno raggiunto quota 22,7 milioni. Nello stesso periodo gli utenti attivi mensili globali sono saliti a 754,1 milioni, con 190,4 milioni nella Cina continentale.
Ricerca e sviluppo: l’AI pesa sempre di più
Sul fronte degli investimenti, ricerca e sviluppo ha assorbito 33,1 miliardi di yuan nel 2025, in crescita del 37,8% anno su anno, con 25.457 addetti dedicati. La società prevede inoltre di investire almeno 60 miliardi di yuan nell’AI nei prossimi tre anni.
Il gruppo collega questa spinta ai nuovi modelli proprietari della famiglia MiMo, al test del mobile agent miclaw e alle applicazioni industriali della robotica. Nel materiale diffuso agli investitori, Xiaomi sostiene che i propri robot abbiano operato per tre ore consecutive in autonomia presso la fabbrica EV, con un tasso di successo del 90,2% in una fase della linea produttiva. È un’indicazione che rafforza la narrativa del gruppo: l’AI non come funzione separata, ma come elemento trasversale tra dispositivi personali, casa connessa, auto e manifattura.
I conti annuali solidi, ma il quarto trimestre mostra qualche pressione
Dentro un quadro annuale molto forte, emerge però un segnale di cautela. Reuters rileva che nel quarto trimestre 2025 l’utile adjusted di Xiaomi è sceso a 6,3 miliardi di yuan, prima flessione trimestrale da tre anni, nonostante ricavi superiori alle attese di mercato. Tra i fattori di pressione ci sono l’aumento dei costi delle memorie e una concorrenza più intensa sia negli smartphone sia nell’elettrico.
Per questo i risultati 2025 raccontano due storie insieme. Da una parte, Xiaomi ha ormai un secondo pilastro industriale accanto agli smartphone, con l’auto elettrica che ha superato la soglia dei 100 miliardi di yuan di ricavi. Dall’altra, il gruppo entra nel 2026 con margini da proteggere in un contesto più complesso, segnato da costi componenti più alti e da una domanda che, almeno in alcune aree del mercato consumer, resta meno prevedibile.





























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