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Recensione Motorola Razr 60 Ultra: che spettacolo!

L’ultimo Razr che abbiamo provato, era il Razr 40. Un pieghevole che ci ha lasciato un po’ scettici. Abbiamo provato ad innamorarcene, ma non aveva il fascino del primo Razr 5G. Riassumiamo velocemente: non abbiamo apprezzato lo schermo troppo piccolo e tutto poteva chiamarsi meno che Razr, per via delle linee che ricordano più un Flip. Motorola ora ci riprova con Razr 60 e Motorola Razr 60 Ultra, quest’ultimo oggetto di questa prova, e fresco vincitore degli EISA Awards. L’esperienza è decisamente migliore rispetto a quella dello scorso modello.

La confezione

Profumata come da tempo gli smartphone di alta fascia di Motorola, la confezione è completa. Oltre al telefono troviamo il cavo con doppia estremità USB Type C e la cover rossa (Rio Red, come il telefono in prova) con duplice funzione, per trasportare il device come una pochette e proteggerlo da polvere e sporcizia.

Il design

Eccezion fatta per il secondo display che ora occupa tutto lo spazio disponibile, non assistiamo a grandissimi stravolgimenti nel design. Piace il colore Rio Red del telefono in prova, ma a dispetto della nomenclatura e così come Razr 40, di Razr questo non ha proprio nulla. Forse per non confondere il mercato con gli altri Flip si è optato per il ripristino della storica linea della casa alata. Tuttavia, la maneggevolezza e lo spazio dedicato al secondo schermo, fanno storcere meno il naso ai nostalgici dei veri Razr di una vita fa.

Il device aperto ha dimensioni di 73,9 x 171,8 x 7,1 mm, mentre chiuso è di 73,9 x 88,1 x 15,6 mm. Grazie al display secondario più ampio, però, il funzionamento del device è completo. Non diventa quasi più necessario aprire lo smartphone e si può di fatto contare, il più delle volte, su di un device completo e compatto, nonché maneggevole. Un dettaglio non indifferente e che incide, ed in positivo, sulla batteria. Se si utilizza spesso un display più contenuto nelle dimensioni, questo consuma meno batteria dell’altro. Ma può essere un problema per la privacy, perché nelle chiamate interviene l’altoparlante. Non si avranno comunque problemi ad utilizzare qualsiasi app, da WhatsApp a Instagram, etc.

Lo smartphone prevede un sensore di impronte sul lato destro, rapido e comodo da raggiungere con indice sinistro o pollice destro. Subito sopra il bilanciere del volume diviso in due tasti di ridotte dimensioni. La capsula auricolare collabora con uno speaker presente sulla parte inferiore, prima dell’ingresso USB type C e del microfono, oltre allo slot per una sola SIM (l’altra deve essere necessariamente eSIM). Sul profilo sinistro, invece, troviamo il tasto utile a richiamare la Moto AI. Il dispositivo, infine, è certificato IP48.

Nel complesso il design è piacevole ed elegante in questa e nelle altre colorazioni. Un elemento che unisce stile e utilità e che riesce a distinguersi rispetto agli altri foldable, anche se in realtà, il retro in pelle vegana è in netto contrasto con il nome Razr. Piacevole la scocca, che però soffre le ditate. Motorola Razr 60 Ultra, non è leggerissimo: pesa 199 grammi, ma sono ben distribuiti, chiuso o aperto non si direbbe che il peso sia così importante. Tra gli altri materiali, troviamo la cornice in alluminio (serie 6000), mentre la cerniera è in acciaio inossidabile.

Schermi e audio

Lo schermo principale è slanciato, con un fattore di forma da 22:9. La diagonale è in totale da 7 pollici, LTPO AMOLED, con frequenza di aggiornamento fino a 165 Hz e supporto HDR10+. L’elevata luminosità da 4.500 nits, rende possibile la consultazione dei contenuti anche sotto la luce diretta del Sole. La risoluzione è da 2.992 x 1.224 pixel. Rispetto ai modelli precedenti la piega è sempre meno visibile, ma è sempre percepibile al tatto. Non che dia fastidio, anzi.

Lo schermo esterno è una vera manna dal cielo. Uno degli elementi che non ci ha fatto innamorare di Razr 40 era l’obbligatorietà ad aprire ogni volta il telefono per qualsiasi motivo. Leggere e rispondere ai messaggi, alle chiamate e quant’altro. Lo schermo più ampio da 4 pollici e le sue capacità, stravolgono l’uso del Razr, che ora può offrire tutto quello che offre lo schermo interno, senza la necessità di aprirlo, con benefici che ricadono sulla batteria e sulla praticità.

Un grande limite superato, forse il più grande ostacolo alla popolarità dei flip. Anche il display interno è di tipo AMOLED, con supporto HDR10+ e luminosità massima fino a 3.000 nits, anche in questo caso nessun problema nella fruizione dei contenuti sotto la luce del Sole. In questo caso, la risoluzione è da 1.272 x 1.080 pixel. Anche in questo caso il refresh rate è fino a 165 Hz e  la protezione è la Corning Gorilla Glass Ceramic. Il vetro è resistente, lo abbiamo messo a dura prova con casi d’uso limite, ma non abbiamo mai riscontrato mezzo graffietto. Molto bene. L’audio è di qualità e supporta bene ambo gli schermi.

Il vero difetto degli schermi è la sensibilità alle ditate. In entrambi i casi si notano evidenti ditate, per cui è necessario pulirli con pazienza di volta in volta (per chi lo ritiene necessario). Un altro elemento da sottolineare, è che potrebbe essere necessario, quando si usa il display esterno, mantenere attiva la rotazione automatica. Questo perché, ad esempio su WhatsApp, il bottone per l’invio dei messaggi o per la registrazione di messaggi vocali, è completamente oscurato dalle due fotocamere. Girando lo smartphone si potrà però ruotare la schermata e inviare il messaggio.

Hardware, Software e AI

Motorola Razr 60 Ultra sfoggia il meglio hardware oggi disponibile.  Chipset Qualcomm Snapdragon 8 Elite, 16 GB di RAM, 512 GB di storage. GPU Adreno 830, WiFi 7, Bluetooth 5.4, NFC, batteria da 4.700 mAh con carica da 68W, 30W wireless e 5W di ricarica inversa cablata. Il tutto si traduce in prestazioni di rilievo. L’autonomia è ragguardevole, con un utilizzo parco si arriva ai due giorni, altrimenti la giornata è comunque garantita. Si sblocca velocemente, si usa comodamente, anche con le app più assetate di risorse.

A bordo troviamo Android 15, con una selezione di app e strumenti di Motorola, tra cui Family Space (uno spazio per la condivisione di informazioni con i membri della famiglia), Moto Secure (per la sicurezza del dispositivo e dei contenuti), Moto Unplugged (app per il benessere), Smart Connect e Moto Migrate, un’app utile a trasferire i dati da iPhone e iCloud al nuovo Motorola. Per la produttività c’è l’app Note, che permette di inserire tabelle, trascrivere automaticamente le note audio, riassumere appunti, inserire immagini e personalizzare il testo nel carattere e nei colori. C’è un’opzione anche per riconoscere il testo dalle immagini.

Moto AI è un promettente assistente, che permette di personalizzare il dispositivo, consentire una maggiore produttività e archiviare informazioni e note con ordine e facilità di fruizione. Anche l’intrattenimento è possibile gestirlo passando per l’AI, che siano le playlist su Amazon Music, gli sfondi del dispositivo o i giochi da scaricare.

A proposito di giochi, sempre dallo schermo esterno si può giocare anche a Marble Mayhem quando il telefono è chiuso. Un caso di utilizzo che sottolinea le performance dell’Ultra di Motorola.

Reparto fotografico

Il reparto fotografico di Motorola Razr 60 Ultra prevede una fotocamera interna da 50 Mpixel e due esterne posizionate in basso a destra rispetto allo schermo esterno entrambe da 50 Mpixel, una standard da f/1.8 di apertura con stabilizzatore ottico e una grandangolare con lente da 122°. Bene la possibilità di scattare selfie con le due fotocamere e la possibilità di utilizzare il telefono per registrare video impugnandolo come una videocamera di qualche era fa. Molto bene la possibilità di registrare video a 4K a 60fps con le fotocamere interna e principale esterna.

Le immagini sono di ottima qualità, non abbiamo a che fare con un camera phone, ma le foto restituite sono invidiabili e i progressi di Motorola in campo fotografico non saranno rapidissimi, ma sono evidenti e i chiaro scuri del passato sono solo un lontano ricordo. Un po’ di fatica invece la fa la fotocamera grandangolare nelle scene con poca luce.

Conclusioni

Al lancio lo smartphone non sfondava la soglia dei 1.000 euro e questo non solo per un top di gamma, ma per un foldable è già una notizia. Ora si trova a qualche centinaia di euro in meno, ma complice la sua esclusività e le performance da flagship, il prezzo è ancora abbastanza elevato. Forse è uno dei pochi smartphone per cui il prezzo alto è ampiamente giustificato, un po’ per le necessità ingegneristiche, un po’ per il comparto hardware e software. Il dispositivo è insomma completo e maturo e pronto a far ricredere anche gli scettici più tenaci verso i foldable.

In breve



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