Recensione Google Pixel 9a Iris

Recensione Google Pixel 9a: ok, ma basta con così poco spazio!

Annunciato lo scorso marzo al costo di 549 euro per il mercato italiano, Google Pixel 9a è uno smartphone che si posiziona sulla fascia media del mercato. Non sono molte le differenze con la versione Pixel 9, che abbiamo recensito qui, anzi. Il Pixel 9a dispone di fotocamere sulla carta meno performanti, ma ha una batteria più generosa. Ecco di seguito la nostra recensione.

La confezione di Google Pixel 9a

La confezione del Pixel 9a è risicata ai minimi termini. Prevede esclusivamente il cavo di ricarica con doppia estremità USB-C, le istruzioni e il pin per estrarre la SIM. Abbiamo ricevuto anche una cover dello stesso colore dello smartphone, che costa 34,99 euro. Prezzo elevato, ma oggetto molto piacevole, anche se attira polvere e sporcizia.

Il design del Google Pixel 9a

Da tempo il design dei Pixel sembra aver trovato un suo stile, nessun particolare restyling, una scelta che ricorda lo stile iPhone. Le dimensioni non sono molto diverse dal Pixel 9, anzi, è solo leggermente più corposo. Il dispositivo è certificato IP68, prevede una scocca in alluminio (riciclata al 100%) e la parte posteriore in plastica (riciclata all’81%).

Recensione Google Pixel 9a

Nel profilo inferiore troviamo sulla sinistra lo slot per una sola SIM; la seconda deve essere necessariamente una eSIM. Al centro l’ingresso per la USB Type C e uno speaker che collabora con la capsula auricolare. Nel profilo destro il tasto di accensione e il bilanciere del volume, liscio il profilo sinistro. Google Pixel 9a è caratterizzato da dimensioni di 154.7 x 73.3 x 8.9 mm e pesa 186 grammi. Nel complesso si tiene bene in mano ed è ben manovrabile. Il peso è ben distribuito ed è piacevole al tatto, anche la cover. Le fotocamere non sporgono e quindi è ben bilanciato quando posato su di una superficie piana. Il colore che abbiamo ricevuto è l’Iris (Viola Ametista), una specie di lilla. Molto gradevole e diverso da quanto propone il mercato in genere.

Display e audio

Molto simile il display, che rispetto al Pixel 9 perde il supporto ad HDR10+, ed è di tipo P-OLED. Ha una diagonale da 6,3 pollici, con risoluzione da 2.424 x 1.080 pixel, refresh rate da 120Hz e luminosità massima di 2.700 nits. Cambia anche la protezione, di tipo Corning Gorilla Glass 3. Ottima qualità, bene le personalizzazioni. Poco altro da dire sul reparto multimediale. L’audio è di qualità, ma non è certo niente di nuovo per quanto riguarda i Pixel. Bene lo sblocco, sia tramite impronta sia tramite riconoscimento del volto.

Hardware, Software e AI di Google Pixel 9a

Anche in questo caso il comparto hardware non differisce più di tanto dal modello più costoso. Troviamo il chipset Google Tensor G4, mentre la memoria RAM, anche se non è indicata da nessuna parte se non sul sito ufficiale, si ferma a 8 GB. Anche lo storage è da 128 GB. Mentre la GPU è la Mali-G715 MP7.

A proposito di archiviazione e RAM, se da una parte 8 GB di RAM sono più che sufficienti per far girare bene questo dispositivo per via delle ottimizzazioni e dell’hardware più che valido, non si può dire lo stesso dello storage. Già sul Pixel 9 abbiamo avuto modo di mettere le mani su un dispositivo da 12/128 GB di RAM. Un taglio inconsueto, ma che diventa troppo risicato per un telefono simile e lo stesso vale per Google Pixel 9a. Ci sono telefoni, sì della passata stagione, che costano la metà (se non meno) e che dispongono di 512 GB di strage. Perché questa zappa sui piedi? Molto bene l’autonomia, con la batteria da 5.100 mAh che può accompagnare anche su due giorni. Bene la ricarica, che può essere da 23W via cavo o da 7,5W wireless. Prestazioni fluide e al top.

Per quanto riguarda l’AI, Google la implementa, ma va un po’ cercata. Passa tutto (o la maggior parte) per Gemini, ma c’è anche la trascrizione istantanea, le varie proposte di AI contenuti in Google Foto per la modifica di immagini e così via. Abbiamo anche la possibilità di utilizzare un filtro per le telefonate indesiderate, e una funzionalità di AI per migliorare le chiamate e renderle più nitide.

Tra le altre caratteristiche, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.3. Esce con a bordo Android 15 (ma chi vuole, può già aggiornarlo al 16) e prevede 7 anni di aggiornamenti del sistema operativo, della sicurezza e di Pixel Drop.

Il reparto fotografico

Google Pixel 9a dispone di una fotocamera frontale da 13 Mpixel e due posteriori da 48 e 13 Mpixel. La standard ha lo stabilizzatore ottico, mentre la grandangolare una lente da 120°. I video con la posteriore arrivano a 4K 60fps, diversamente l’anteriore si ferma a 30fps. Le immagini in qualsiasi contesto sono di buona qualità, specialmente di sera. La cosa interessante è che si può scegliere quanti secondi far durare lo scatto in notturna (se 3 o 6 secondi) e scegliere in fase di scatto variabili come bilanciamento del bianco e così via. Non è un camera phone, ma la qualità c’è.

Conclusioni

La versione “economica” della famiglia Pixel 9 in termini di performance, non ha nulla da invidiare rispetto i più performanti. Si rivolge principalmente a chi vuole godere dell’esperienza Pixel senza impegnare una cifra importante. Nel complesso è un telefono gradevole sotto più punti di vista, affidabile e concreto. Ciò che non riusciamo a digerire è il limitato spazio di archiviazione. Comprensibile che Google spinga per acquistare lo spazio di archiviazione digitale aggiuntivo, ma deve essere una scelta, non una costrizione. 128 GB, tra scatti, app, file e documenti, sono davvero risicati. Sul sito del produttore ha ancora un prezzo abbastanza elevato, meglio acquistarlo su strada, il cui costo è di circa 100-150 euro in meno.

In breve

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.