Quasi un milione di investitori retail avrebbe perso 3,81 miliardi di dollari sul memecoin di Trump, mentre AWS mette in manutenzione il servizio che ha anticipato il lavoro umano per l’AI
Il 6 luglio 2026 si apre con due storie che mostrano lati molto diversi dell’economia digitale. Da una parte, un’analisi sul memecoin $TRUMP descrive una massiccia redistribuzione di ricchezza: circa un milione di piccoli acquirenti avrebbe perso complessivamente 3,81 miliardi di dollari, mentre circa 500.000 wallet, in gran parte entrati nelle prime fasi, avrebbero incassato circa 4 miliardi.
Dall’altra, AWS mette di fatto in pensione Mechanical Turk, il servizio di crowdsourcing che per anni ha permesso di affidare piccoli compiti a lavoratori online. La decisione ha un valore simbolico: una piattaforma nata per fornire lavoro umano a sistemi automatizzati entra in declino proprio nell’epoca in cui l’AI promette di sostituire molte delle micro-attività che l’hanno alimentata.
$TRUMP, quasi un milione di piccoli investitori in perdita
Secondo un’analisi del New York Times basata su dati Nansen, circa un milione di acquirenti retail del memecoin $TRUMP avrebbe perso complessivamente 3,81 miliardi di dollari entro la fine di giugno.
Il meccanismo descritto è quello classico dei memecoin: chi entra nelle prime fasi può realizzare profitti elevati, mentre la massa degli acquirenti successivi resta esposta al crollo del prezzo. Circa 500.000 wallet, molti dei quali collegati agli acquisti iniziali, avrebbero invece ottenuto guadagni per circa 4 miliardi di dollari.

La vicenda assume un peso politico perché il token è legato al nome del presidente Donald Trump. Le ricostruzioni indicano inoltre che Trump avrebbe incassato 636 milioni di dollari dal progetto nel 2025, anche attraverso commissioni collegate agli scambi.
Il caso $TRUMP evidenzia la fragilità dei piccoli investitori davanti a strumenti speculativi con forte carica politica, promozionale e identitaria.
I memecoin non hanno flussi di cassa, utili o un’attività industriale sottostante. Il valore dipende dall’attenzione, dalla liquidità e dalla capacità di attirare nuovi compratori. Quando la domanda si riduce, chi ha comprato in ritardo assorbe gran parte delle perdite.
La questione può pesare anche sul dibattito regolatorio americano. L’amministrazione Trump ha assunto posizioni favorevoli alle criptovalute e alle stablecoin, mentre le attività crypto della famiglia presidenziale hanno generato ricavi rilevanti.
AWS mette Mechanical Turk in manutenzione
Amazon Web Services non accetterà più nuovi clienti per Mechanical Turk dal 30 luglio 2026. Gli utenti già attivi potranno continuare a usare il servizio, ma la piattaforma è stata inserita tra i prodotti AWS in maintenance.
Mechanical Turk nacque nel 2005 come mercato per micro-lavori digitali. Aziende e ricercatori potevano pagare persone per classificare immagini, trascrivere testi, verificare dati, compilare dataset e svolgere attività difficili da automatizzare.
Negli anni è stato usato anche per costruire e correggere dataset destinati all’intelligenza artificiale. Oggi la crescita dei modelli generativi e di piattaforme specializzate nella raccolta dati riduce lo spazio di un servizio ormai percepito come datato.
La fine simbolica del “lavoro umano dietro la macchina”
Mechanical Turk ha rappresentato per anni una forma concreta di lavoro invisibile. Dietro servizi digitali apparentemente automatici c’erano persone pagate pochi centesimi per ogni attività completata.
Il suo declino non significa la scomparsa del lavoro umano nell’AI. Al contrario, etichettatura, valutazione, red teaming e controllo qualità restano centrali. Cambia però la struttura del mercato: dalle micro-attività aperte a tutti si passa a fornitori specializzati, contractor formati e piattaforme più integrate nei laboratori AI.
La storia chiude idealmente una fase del web: quella nella quale l’automazione si reggeva su una massa distribuita di lavoratori anonimi.
Hong Kong diventa il principale corridoio dei chip verso la Cina
Dati ufficiali indicano che Hong Kong ha gestito oltre la metà dei 239 miliardi di dollari di importazioni cinesi di chip nei primi cinque mesi del 2026.
Dieci anni fa la quota era vicina a un terzo. Ora la città ha assunto un ruolo ancora più centrale come porta di ingresso per semiconduttori, componenti e apparecchiature legate alla filiera dell’AI.
La funzione di hub deriva dalla natura di porto franco, dalla rete logistica, dai collegamenti aerei e dalla posizione tra Cina continentale, Taiwan, Corea del Sud, Giappone e Sud-est asiatico. Questo ruolo espone però Hong Kong alle tensioni tra Stati Uniti e Cina sui controlli all’esportazione.
L’India chiede a Telegram di contrastare la pirateria
Il governo indiano ha inviato a Telegram una comunicazione formale per chiedere misure più efficaci contro la diffusione di film, serie e altri contenuti protetti da copyright.
Il Ministero dell’Informazione e della Radiodiffusione ha chiesto alla piattaforma un rapporto sulle azioni adottate entro 15 giorni.
Telegram è spesso usato per distribuire contenuti pirata tramite canali, gruppi e bot. Le autorità contestano un approccio limitato alla rimozione di singoli canali e chiedono sistemi più ampi per prevenire la riapparizione dei contenuti.
Le criptovalute aiutano i Paesi sanzionati
Secondo Chainalysis, indirizzi collegati a entità sanzionate di Iran, Russia, Corea del Nord e altri Paesi hanno ricevuto oltre 100 miliardi di dollari in criptovalute nel 2025.
Il volume sarebbe quasi otto volte superiore rispetto al 2024. Le criptovalute vengono usate per aggirare restrizioni finanziarie, pagare intermediari, sostenere reti commerciali parallele e muovere fondi al di fuori del sistema bancario tradizionale.
La Corea del Nord resta collegata a furti informatici e riciclaggio di asset digitali, mentre Iran e Russia usano stablecoin, exchange locali e token collegati alla propria economia per ridurre l’impatto delle sanzioni.
Micron avvia l’espansione da 9,3 miliardi a Hiroshima
Micron ha avviato i lavori per l’espansione dello stabilimento di Hiroshima, in Giappone. Il progetto vale circa 9,3 miliardi di dollari e rientra nella corsa globale alla produzione di memorie per l’intelligenza artificiale.
La società punta a produrre memorie HBM, componente essenziale per acceleratori AI, GPU e sistemi destinati ai data center. Le prime spedizioni sono previste dall’estate del 2028.
Il governo giapponese sosterrà il progetto con sussidi fino a circa 500 miliardi di yen, pari a oltre 3 miliardi di dollari.
Stargate UK, il progetto Cobalt sotto accusa
Una ricostruzione del Guardian mette in dubbio la concretezza del progetto Stargate UK, promosso nel 2025 come iniziativa da circa 20 miliardi di sterline per un grande sito AI a Cobalt Park, nel North Tyneside.
Secondo l’inchiesta, OpenAI e Nscale non avrebbero effettuato sopralluoghi nel sito né presentato documenti di pianificazione. Il progetto sarebbe stato sospeso nell’aprile 2026 per costi energetici e criticità regolatorie.
La vicenda alimenta il sospetto che l’annuncio abbia avuto una forte componente politica e comunicativa, più che un reale stato avanzato di sviluppo industriale.
Bending Spoons, da startup italiana a gruppo internet indebitato
L’IPO al Nasdaq di Bending Spoons ha chiuso un ciclo di oltre dieci anni e più di cinquanta operazioni tra acquisizioni e integrazioni.
La società italiana è passata da sviluppatore di app a gruppo proprietario di marchi come Vimeo, Evernote, Eventbrite, Brightcove, WeTransfer e AOL. Il modello prevede acquisizioni aggressive, riorganizzazione dei team, aumento dell’efficienza e integrazione nelle piattaforme interne.
Il prezzo della crescita è una struttura finanziaria pesante. Secondo le ricostruzioni, Bending Spoons avrebbe accumulato circa 4,4 miliardi di dollari di debito, usato per sostenere la propria espansione.
Le scuole private AI per le famiglie ad alto reddito
Negli Stati Uniti cresce l’interesse di famiglie con redditi elevati verso scuole e tutor privati basati sull’AI.
Modelli come Alpha School promettono percorsi personalizzati, apprendimento accelerato e più tempo dedicato a competenze pratiche, creatività, autonomia e leadership.
Il rischio è un ampliamento del divario educativo. Le famiglie più ricche possono comprare tutor AI, classi ridotte e programmi su misura, mentre la scuola pubblica deve integrare strumenti simili con risorse, personale e controlli molto più limitati.
ByteDance porta Seedance verso Hollywood
ByteDance sta cercando spazio nel settore audiovisivo americano con Seedance, il proprio modello per la generazione video.
Il successo dipende da tre fattori: prezzi bassi, realismo visivo e funzioni come il prompting basato su timeline, che permette un controllo più preciso delle scene.
Hollywood guarda alla tecnologia con interesse e sospetto. I modelli video possono ridurre i costi di pre-visualizzazione, marketing e produzione di contenuti brevi, ma restano forti le preoccupazioni su lavoro creativo, diritti, somiglianza degli attori e proprietà intellettuale.
Cina, limiti agli agenti AI troppo umani
Doubao di ByteDance e Qwen di Alibaba disattiveranno entro il 15 luglio agenti con caratteristiche troppo umane o creati direttamente dagli utenti.
La decisione anticipa l’entrata in vigore delle nuove regole cinesi sulle interazioni antropomorfe con l’intelligenza artificiale.
Il governo vuole limitare sistemi capaci di simulare legami emotivi, dipendenza relazionale o identità personali difficili da distinguere da quelle umane. La misura colpisce assistenti, personaggi virtuali e chatbot personalizzati.
Midjourney chiede ai grandi studios di rivelare il loro uso dell’AI
Midjourney ha chiesto a Disney, Universal e Warner Bros. Discovery di rivelare in tribunale come usano l’intelligenza artificiale nelle proprie attività.
Gli studios avevano citato Midjourney nel 2025 per violazione del copyright, sostenendo che il servizio generasse immagini riconoscibili di personaggi protetti.
La richiesta di Midjourney mira a mostrare che anche le grandi società dell’intrattenimento usano strumenti AI nei processi creativi e industriali. La causa può diventare uno dei contenziosi più rilevanti per definire il confine tra addestramento, imitazione, fair use e sfruttamento commerciale delle opere.
Il filosofo di DeepMind che anticipa i problemi etici dell’AI
Il Guardian dedica un profilo a Iason Gabriel, filosofo di Google DeepMind che da anni studia i dilemmi etici dei sistemi di intelligenza artificiale.
Il suo lavoro riguarda allineamento, valori, rappresentanza democratica, diritti degli utenti e impatto sociale dei modelli linguistici.
La figura di Gabriel mostra come l’etica dell’AI sia passata da tema laterale a funzione interna dei grandi laboratori. Il problema resta capire quanto queste analisi influenzino davvero i prodotti e le decisioni commerciali.
Apple silicon e Mac mini come macchine per agenti AI
Doug Brooks, senior product manager di Apple silicon, ha spiegato perché i Mac mini sono sempre più usati come macchine compatte per agenti AI, automazione e sviluppo locale.
Il valore sta nel rapporto tra consumi, silenziosità, prestazioni e capacità di eseguire modelli direttamente sul dispositivo.
Apple continua a puntare su on-device AI, privacy e integrazione tra hardware e software. La sfida sarà competere con PC dotati di GPU più potenti e con workstation dedicate agli sviluppatori AI.
Il caso Kaley Glenn-Mills contro Meta
Kaley Glenn-Mills è la querelante del caso K.G.M. v. Meta et al., nel quale una giuria di Los Angeles ha riconosciuto 6 milioni di dollari di danni in una causa sulla dipendenza da social media.
La decisione è considerata un precedente importante perché collega il design delle piattaforme a danni concreti sugli utenti minorenni.
Meta e gli altri gruppi coinvolti contestano l’impostazione delle cause, ma il verdetto può incoraggiare nuove azioni legali contro funzioni come notifiche, raccomandazioni algoritmiche, scroll infinito e metriche sociali.
Indonesia, restrizioni social per under 16 applicate a fatica
L’Indonesia ha introdotto limiti all’accesso ai social media per i minori di 16 anni, ma l’applicazione risulta disomogenea.
Le piattaforme non sempre verificano in modo efficace l’età degli utenti e molti ragazzi continuano ad accedere ai servizi tramite account già esistenti, dichiarazioni false o dispositivi dei familiari.
Il caso mostra la difficoltà di trasformare i divieti anagrafici in controlli reali senza introdurre sistemi invasivi di identificazione.
dConstruct Robotics raccoglie 125 milioni
La società di Singapore dConstruct Robotics ha raccolto 125 milioni di dollari in Serie A.
L’azienda sviluppa tecnologie spaziali e sistemi che permettono a robot autonomi di muoversi in ambienti complessi e privi di segnale GPS.
Le applicazioni riguardano magazzini, siti industriali, infrastrutture, edilizia e ambienti sotterranei, dove mappatura e localizzazione restano problemi difficili.
Stathera ottiene 55 milioni per componenti MEMS
La società canadese Stathera ha raccolto 55 milioni di dollari in Serie B, con Maverick Silicon come investitore principale.
L’azienda sviluppa componenti di temporizzazione in silicio basati su tecnologia MEMS, usati nei chip per sincronizzare segnali e migliorare stabilità e prestazioni.
Il finanziamento porta il totale raccolto a 75 milioni di dollari e punta a sostenere produzione e adozione industriale.
LinqAlpha raccoglie 22 milioni
La startup newyorkese LinqAlpha ha raccolto 22 milioni di dollari in Serie A.
La piattaforma fornisce strumenti di ricerca di mercato basati su AI per hedge fund e investitori professionali. Il servizio analizza documenti, notizie, dati aziendali e segnali di mercato.
Il round è co-guidato da AVP, Atinum Investment e GFT Ventures.
EquiLibre raggiunge una valutazione da 500 milioni
La startup praghese EquiLibre, fondata da tre ex ricercatori di Google DeepMind, ha raccolto una Serie A con valutazione pari a 500 milioni di dollari.
La società offre strumenti AI per fondi quantitativi, con modelli destinati ad analisi finanziaria, ottimizzazione dei portafogli e strategie sistematiche.
Il mercato degli hedge fund è tra i più ricettivi verso l’AI, ma anche tra i più competitivi, perché molti vantaggi tendono a ridursi quando diventano diffusi.
Uber congela parte dell’espansione europea del food delivery
Uber ha sospeso i piani per lanciare il servizio di consegna cibo in cinque dei sette Paesi europei previsti.
La società continuerà a concentrarsi su Finlandia e Danimarca, dove i lanci recenti hanno dato risultati ritenuti positivi. Restano invece in pausa Austria, Norvegia, Grecia, Repubblica Ceca e Romania.
La scelta arriva mentre Uber continua a puntare su Delivery Hero, gruppo nel quale ha aumentato la partecipazione e per il quale avrebbe presentato un’offerta da 33 euro per azione.
Kuo riduce le aspettative sul primo iPhone pieghevole
Secondo Ming-Chi Kuo, i fornitori Apple prevedono spedizioni inferiori a un milione di unità per il primo iPhone pieghevole nel terzo trimestre del 2026.
La produzione complessiva nella seconda metà dell’anno dovrebbe restare tra 7 e 8 milioni di unità, ma la complessità manifatturiera potrebbe spostare preordini e vendite al quarto trimestre.
Kuo paragona la situazione al debutto di iPhone X, con forte domanda iniziale, disponibilità limitata e tempi di consegna lunghi nelle prime settimane.
Tesla porta Robotaxi a Miami senza safety monitor
Tesla ha avviato il servizio Robotaxi a Miami, quinta città coperta dal progetto.
La società propone corse senza safety monitor a bordo e punta a espandere il servizio in una dozzina di Stati americani entro la fine del 2026.
L’area operativa resta limitata e controllata tramite geofence. Tesla entra in un mercato già presidiato da Waymo, Zoox e altri operatori, con un modello basato sul proprio software di guida autonoma.
Il sistema biometrico EES crea code negli aeroporti europei
Il sistema europeo Entry/Exit System continua a causare disagi negli aeroporti durante la stagione estiva.
Il sistema registra dati biometrici dei viaggiatori non UE, con impronte digitali e immagine del volto. L’obiettivo è sostituire i timbri sui passaporti e controllare meglio la durata dei soggiorni.
Compagnie aeree e operatori aeroportuali avvertono però di possibili ritardi gravi, soprattutto negli scali più esposti al turismo. Alcuni aeroporti hanno segnalato code di ore, voli partiti con posti vuoti e procedure sospese in modo temporaneo.
I data center come domanda industriale, non solo sussidi
Un’analisi del Financial Times sostiene che i data center possano offrire agli Stati Uniti un vantaggio industriale più solido rispetto a sussidi e dazi.
La tesi è che la domanda interna di calcolo, energia, chip, raffreddamento, cavi e costruzioni possa favorire la nascita di filiere domestiche robuste.
Il rischio è affidarsi a una corsa infrastrutturale troppo rapida, con costi energetici elevati, pressione sulle reti locali e possibili eccessi di capacità se la domanda AI rallenta.
Amazon, colloquio con Panos Panay sui dispositivi AI
Panos Panay, responsabile dei dispositivi Amazon, ha raccontato il lavoro su chip personalizzati per Echo e Fire TV.
Amazon vuole portare più intelligenza artificiale direttamente nei prodotti domestici, con funzioni che dipendono meno dal cloud e rispondono con minore latenza.
Il gruppo sperimenta anche nuove categorie di gadget AI, ma deve evitare gli errori già visti nel mercato degli assistenti vocali: troppe promesse, pochi usi ricorrenti e margini limitati sull’hardware.

























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