La sfida IRIS: predire cicloni e uragani con DreamLab


Già in passato abbiamo parlato di DreamLab, l’assistente scientifico di Fondazione Vodafone. La prima volta l’abbiamo consigliata come app per un utilizzo alternativo dello smartphone. Quando il telefono è sotto carica, l’app permette di elaborare dei calcoli che serviranno ai vari enti ad approdare a scoperte o ricerche scientifiche importanti. Ad esempio vi era la possibilità di collaborare con AIRC o sfruttare la potenza di calcolo del dispositivo per la ricerca contro il COVID. Ora la nuova sfida è predire gli effetti del cambiamento climatico, con il progetto dell’Imperial College di Londra sulla modellazione dei cicloni.

Il progetto

Il nuovo progetto annunciato da Fondazione Vodafone “Modellazione dei cicloni tropicali”, aiuterà i ricercatori del Grantham Institute – Climate Change and Environment dell’Imperial College di Londra a realizzare migliaia di modelli di cicloni in tutto il mondo. Lo scopo è migliorarne le previsioni, per porre rimedio alla carenza di dati e casistiche. Questi sarebbero utili alla possibilità di prevedere fenomeni atmosferici estremi come cicloni, uragani e tifoni. Eventi catastrofici che colpiscono milioni di persone, con danni per miliardi di dollari ogni anno. I fenomeni metereologici di questo tipo sono sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, con un aumento delle conseguenze del loro potere distruttivo.

Per prevedere le aree geografiche in cui tali fenomeni potrebbero causare più danni, con l’aumento della frequenza, è necessario un nutrito database a disposizione dei ricercatori. In questo modo si potrà accedere a dati e osservazioni spazio-temporali, per ricavare informazioni utili alla comprensione del fenomeno. Oggi non sono numerosi i dati a disposizione. Globalmente la maggior parte dei Paesi ha informazioni affidabili solo per un range temporale di meno di 40 anni, ed è troppo basso perché possa essere utile alla ricerca.

Il ruolo di DreamLab

Ecco dunque che entra in gioco DreamLab, basata sul calcolo distribuito. Attraverso la sua funzione principale, può accelerare la ricerca scientifica. Chiunque con uno smartphone sotto carica, magari durante il sonno, può aiutare la scienza ad ottenere dati utili. Durante la notte la potenza di calcolo dei dispositivi rimane inutilizzata; quando il telefono è inutilizzato e sotto carica, l’app di Fondazione Vodafone scarica piccoli pacchetti di dati da restituire ai ricercatori una volta elaborati. L’app è stata scaricata 2 milioni di volte in 17 paesi ad oggi. La rete di smartphone di DreamLab equivale a un supercomputer in grado di elaborare miliardi di calcoli.

Il progetto IRIS (Imperial College Storm Model) sarà nelle prime fasi alimentato con i dati storici esistenti sui cicloni in diverse regioni del mondo. Verranno dunque simulati molti cicloni tropicali ricreati in laboratorio sulla base di nuovi algoritmi, che generano posizione, velocità del vento e la traccia. Dati che informeranno il “tempo di ritorno”, ovvero una ricorrenza media, connessa a una probabilità, delle categorie delle tempeste. Per esempio, una tempesta con periodo di ritorno di 100 anni si riferisce ad un evento atmosferico che potrebbe verificarsi a determinate condizioni in media ogni 100 anni. Nella seconda fase vi sarà invece un’indagine per scoprire come tali modelli cambino per via del cambiamento del clima. Sarà formulata dunque un’ipotesi in cui è più probabile che le tempeste siano più dannose e frequenti in futuro.

La community di DreamLab potrà sviluppare 100 milioni di nuovi modelli ciclonici, sempre più realistici e adatti alle proiezioni del cambiamento climatico, e saranno elaborati da nuovi algoritmi fisici creati dagli scienziati delll’Imperial College. I dati aiuteranno scienziati e pubblico a comprendere il rischio dei cicloni sui territori e sulle comunità e in che modo il cambiamento climatico stia peggiorando gli effetti di questi fenomeni in tutto il mondo.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.