Unisciti al canale Telegram di Smartphonology
crisi dei chip

Joe Biden ha firmato il Chips and Science Act


La rincorsa ai semiconduttori in Occidente continua. Mentre insistenti voci vogliono Intel in trattative con l’Italia per la costruzione di una fabbrica di semiconduttori, Oltreoceano il presidente Joe Biden nella giornata di martedì 9 agosto ha firmato il Chips and Science Act. Il pacchetto da 280 miliardi di dollari che include 52 miliardi di dollari di finanziamenti (di cui abbiamo già parlato a gennaio) per aumentare la produzione di chip negli Stati Uniti è dunque legge.

L’accordo bipartisan servirà a rilanciare l’innovazione americana, in opposizione al monopolio tecnologico cinese e in piena crisi di chip, senza contare le tensioni geopolitiche di questi ultimi tempi che vedono la Cina in comportamenti tutt’altro che amichevoli con Taiwan. La carenza di semiconduttori ha incentivato aziende come Intel a investire in nuovi impianti, data la crescente domanda di device quali laptop e smartphone (nonostante quest’ultimi stiano soffrendo di una inflessione nelle spedizioni, anche in Europa). Tuttavia si teme che senza un intervento del governo, i produttori di chip potrebbero trasferire nuove fondere in Cina, danneggiando dunque gli USA nel profitto di cui sono stati pionieri tempo addietro. Come riporta il New York Times la paura dei funzionari era legittima, in quanto la stessa Intel si sarebbe rivolta al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per la proposta di rilevare una fabbrica abbandonata in Cina, nel corso di quest’anno. Il piano sembrerebbe (almeno per il momento) stato sospeso.

Quanto avvenuto in USA è una svolta importante sul piano tecnologico ed economico, sia statunitense, ma anche mondiale. Anche in Europa è in atto un piano simile e recentemente Bosch ha delineato un piano di investimenti da 3 miliardi di euro per la costruzione di fabbriche di chip in Germania. Per quanto riguarda l’Italia invece, secondo Reuters, il governo sarebbe vicino ad un accordo del valore di 5 miliardi di dollari sempre con Intel per la costruzione di un avanzato impianto di confezionamento e assemblaggio di semiconduttori nel Paese. Secondo le fonti, l’Italia sarebbe pronta a finanziare fino al 40% dell’investimento totale di Intel; l’accordo dovrebbe chiudersi entro la fine dell’estate, date le elezioni anticipate in programma per il 25 agosto.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.