Design più grande, ma più snello, smartphone più leggero. Ma il resto è più o meno uguale al precedente modello. Samsung Galaxy S26 Ultra porta pochi update, ma di grande peso. Giusto un nuovo chipset e un design più corposo, ma anche poco ergonomico. Ormai la partita si concentra solo sulla AI. Il resto è di contorno, come per tutti gli altri produttori. Ma è davvero così? Non solo: Privacy Display è un vero game changer e che aumenta la privacy (con qualche compromesso). Ecco la nostra recensione.

La confezione
Confezione ridotta all’osso, come da tradizione. Troviamo solo il cavo con doppia estremità USB-C. Per un dispositivo dal costo base di 1.499 euro, non è proprio un plus, considerando i difetti di design che riporteremo nel paragrafo successivo e che avrebbero richiesto almeno una cover di protezione, che l’utente è costretto ad acquistare a parte.
Il design di Samsung Galaxy S26 Ultra
Chiariamo, il design non è tutto da buttare. In soli 214 grammi di peso, abbiamo a che fare con un dispositivo con dimensioni di 163,6 x 78,1 x 7,9 mm. Niente più titanio, abbiamo il frame in alluminio e come al solito il vetro nella parte posteriore. Non manca la certificazione IP68. L’aspetto è sobrio minimal, come negli ultimi anni. In inverno il dispositivo è freddo per via della sua composizione. Nel profilo inferiore troviamo la S pen, che questa volta ha un alloggio che non la trattiene bene. Nel corso della prova, spesso abbiamo rischiato di perderla perché si estraeva anche con un semplice contatto, ed è la parte più deludente dell’S26 Ultra. Abbiamo l’ingresso USB-C, lo speaker, il microfono e lo slot per le due SIM.
Nel lato destro abbiamo il tasto di accensione e il bilanciere del volume in un’unica soluzione; nel profilo superiore il secondo speaker e liscia la parte sinistra. A richiedere perlopiù la cover è l’elevata scivolosità dello smartphone e della sua sensibilità alle ditate. Inoltre, cercare di scrivere quando S26 Ultra è posato su di un piano, diventa esasperante, perché lo smartphone traballa e porta imprecisione. Anche la S Pen sembra più fragile e sottile.



Schermo e audio
La qualità di entrambi gli elementi è elevatissima. Il suono godibile. Lo schermo è ancora da 6,9 pollici, con risoluzione da 3.120 x 1.440 pixel (Quad HD+). Il refresh rate è fino a 120Hz, mentre il pannello è il solito Dynamic AMOLED 2x. Come dicevamo nell’introduzione, il vero game changer è il privacy display. Una soluzione che consente di nascondere il contenuto dello schermo ad occhi indiscreti. Che sia in metropolitana, al cinema o in qualsiasi contesto, la funzionalità permette di salvaguardare la propria privacy. Una caratteristica davvero intelligente, utilizzabile solo sulla versione Ultra della linea S26.

Hardware, software & AI
Anche qui, a parte il chipset, non troviamo sostanziali cambiamenti. Anche quest’anno la batteria è rimasta da 5.000 mAh benché il device sia stato snellito progressivamente. Cambia però la carica rapida, questa volta di 60W. Ancora distante da altri top di gamma, ma finalmente più veloce. C’è anche la ricarica inversa wireless da 4.5W e la carica wireless a 25W.
A bordo il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5, supportato da 12/16 GB di RAM e 256/512 GB o 1 TB di archiviazione. Lo smartphone è mosso da Android 16, con 7 aggiornamenti previsti del sistema operativo. L’interfaccia è la OneUI 8.5, mentre la GPU è l’Adreno 840. Le performance sono ovviamente elevatissime, neanche a dirlo. Tende a scaldare e anche di molto, nelle sessioni di fotografie o registrazione video prolungate; la batteria non arriva ai due giorni piedi, ma, a patto di un uso equilibrato, non ci abbandona nel primo giorno di uso.










Lato Intelligenza Artificiale, abbiamo una suite bella corposa, che va dall’intrattenimento fino all’utilità. Ora le modifiche sulle foto possono essere effettuate tramite prompt testuale o attraverso il disegno, ovviamente anche con S Pen, direttamente sull’immagine che si desidera modificare. Anche se non sempre il risultato è al 100% soddisfacente.
Le funzionalità di AI sono molte, la Galaxy AI offre una suite di soluzioni molto più corposa, almeno fino ad ora, rispetto a qualsiasi altro player del settore smartphone. C’è l’assistente alla chiamata, alla scrittura, un interprete, un assistente per le note, per la trascrizione, per il Web (tramite il browser proprietario), l’assistente per le foto e Creative Studio, per trasformare le proprie opere con l’AI. E questa è solo una parte, perché c’è anche la possibilità di ricevere un riepilogo ogni tot di tempo a seconda delle novità, un assistente alla salute, suggerimenti sulle possibilità di azione in base a quanto impresso sullo schermo… Insomma, scoprire le capacità di S26 Ultra, può richiedere giorni e giorni di prove.
Il reparto fotografico di S26 Ultra
La scheda tecnica potrebbe far sembrare che le fotocamere siano le stesse di quelle del Samsung Galaxy S25 Ultra, ma ci sono miglioramenti. Ad esempio da f/1.7 arriviamo a f/1.4 per la fotocamera principale da 200 Mpixel. Anche la tele è passata da f/3.4 fino agli attuali f/2.9. A parte questo le immagini sono di grande qualità in qualsiasi contesto, giorno o sera che sia, non c’è molto altro da dire. Molto bene lo sfocato nei ritratti. La fotocamera anteriore è invece sempre la stessa da 12 Mpixel.













































Conclusioni
Samsung Galaxy S26 Ultra è il top da battere, come da tradizione. Ma il prezzo rimane elevato. Sebbene le introduzioni come il Privacy Display siano dei veri game changer, un dispositivo che arriva con un pennino non può essere così traballante quando bisogna prendere appunti, tantomeno l’alloggio non può essere così poco efficace nel trattenere il pennino stesso, che diverse volte, nel corso della prova, si è estratto con facilità inavvertitamente. A parte questo, a livello di AI è forse il telefono più completo e divertente da usare, senza contare l’audio e le fotocamere, che lo rendono un top completo.
In breve





























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