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WhatsApp, Garante della Privacy trova informativa poco chiara

È il tormentone di questo inizio 2021. Da quando WhatsApp ha imposto l’accettazione della nuova informativa della privacy a tutti i suoi utenti entro l’8 febbraio, ha scatenato un vero e proprio esodo verso piattaforme alternative. A godere dell’autogol di WhatsApp soprattutto Telegram che in meno di 72 ore ha ottenuto ben 25 milioni di iscritti e Signal, app di messaggistica a cui ha contribuito alla crescita anche uno dei fondatori di WhatsApp, che ha da poco superato i 50 milioni di download.

Ultimo attore di questo dramma tecnologico, nientemeno che il Garante della Privacy. Secondo quanto riportato nel sito ufficiale dell’Istituzione, viene illustrato come il Garante della Privacy trova l’informativa poco chiara. Al punto da sottoporre la questione alla EDPB, ovvero European Data Protection Board, organo che riunisce le Autorità per la privacy europee.

Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy.

Garante della Privacy

Sempre secondo quanto si apprende dal sito del Garante della Privacy, i termini di servizio e la nuova informativa non renderebbero comprensibile agli utenti capire quali siano le modifiche introdotte, tantomeno capire quali trattamenti di dati saranno effettuati da WhatsApp in seguito alla data dell’8 febbraio. Per questo motivo il Garante della Privacy, che non trova idonea l’informativa tale da consentire agli utenti di esprimere “una volontà libera e consapevole”, si riserva il diritto di intervenire in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani.

Intanto l’azienda di Mark Zuckerberg ha cercato di mettere una pezza, comunicando attraverso le pagine del proprio sito Web che l’aggiornamento dell’informativa non riguarda in alcun modo la privacy dei messaggi che scambi con amici e familiari.

Oltre all’infografica, nella pagina apposita l’app di messaggistica tiene a precisare inoltre che:

  • Né WhatsApp né Facebook possono leggere i tuoi messaggi privati o ascoltare le tue chiamate
  • Né WhatsApp né Facebook possono vedere la posizione da te condivisa:
  • WhatsApp non condivide i tuoi contatti con Facebook
  • I gruppi rimangono privati
  • Si possono attivare i messaggi effimeri
  • Si possono scaricare i propri dati

Insomma, WhatsApp date le circostanze cerca in tutto e per tutto di essere il più trasparente possibile, ma nonostante gli sforzi, non sembrano essere abbastanza a convincere il garante della privacy a desistere, almeno per il momento. Siamo sicuri che nei prossimi giorni, e fino l’8 febbraio, sul caso WhatsApp gireranno molte altre news, bufale e dicerie. Possiamo solo aspettare la prossima puntata e scoprire qualcosa di più nei prossimi giorni.

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Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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