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recensione realme 7

Recensione realme 7 4G, prezzo entry level, cuore flagship

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Non è uno dei dispositivi più recenti sul mercato, ma era interessante da testare. Anche perché al momento lo si può trovare ben al di sotto dei 200 euro di costo. Realme 7 è uno dei migliori smartphone per rapporto qualità/prezzo, su questa fascia. Una scelta che bisognerebbe prendere in considerazione, se si vuole spendere poco e poter contare comunque su un telefono performante. Oltre a ciò, si rivolge anche a chi non vuole (o non può) necessariamente passare ancora ad un telefono 5G.

Piccoli ritocchi estetici rispetto al 6

A primo impatto esteticamente non cambia molto rispetto a realme 6, ma sono diversi gli aspetti migliorati. Anche il precedente modello, con cui ho avuto a che fare poco prima del lockdown di marzo del 2020, spiccava per performance e basso prezzo. Una delle caratteristiche che non mi avevano convinto, era la fotocamera. Va tenuto comunque conto che, al netto delle caratteristiche, si tratta di dispositivi che offrono il meglio ad un prezzo ben inferiore ai 200 euro. Una variabile da tenere conto in fase di scelta. In realtà non sono smartphone presentati a distanza di molto tempo l’uno dall’altro, realme 7 è stato infatti presentato ad ottobre 2020. Sono però sempre buone scelte da tenere in considerazione. Quella in prova è la versione più economica di diverse varianti, tra cui la 5G, Realme 7i e 7 Pro.

Realme 7 accanto al precedente modello si può riconoscere per due piccole differenze. Il primo, più evidente, è il modulo delle fotocamere, un po’ più sobrio e spazioso e che ora contiene anche il flash, prima esterno. Il secondo elemento che differisce rispetto a realme 6, è la caratterizzazione dell’estetica. Il reparto posteriore è ora meno lucido, tendente all’opaco. Presenta una delineazione che parte dalla parte inferiore dell’isola delle fotocamere e arriva fino alla base del telefono. Le ditate sono meno visibili ora, ma sempre presenti. La colorazione chiara, la Mist White, ha sempre questi riflessi cangianti, molto gradevoli, a seconda della luce da cui viene colpita.

realme 6 sulla sinitra, realme 7 sulla destra

Il modulo fotografico sporge sensibilmente e questo rende il device instabile quando posato su di una superficie. Sarà necessario quindi utilizzare una cover per livellare il tutto. La costruzione è in plastica, ma in mano la particolare lavorazione gli conferisce un aspetto e una sensazione quasi premium al tatto. Liscio, ma non particolarmente scivoloso, nonostante le aumentate dimensioni e il peso maggiore, è possibile l’utilizzo con una mano senza troppi problemi. Le dimensioni sono di 162,3 x 75,4 x 9,4 mm per un peso di 196,5 grammi; non proprio un peso piuma, ma niente di insopportabile.

Nel lato destro troviamo il tasto di accensione che in realtà ha una triplice funzione; può (ovviamente) accendere/spegnere/riavviare il telefono, attivare (se impostata come opzione) l’assistente di Google ed essere utilizzato come sensore di impronte. Il riconoscimento è reattivo e immediato, semplice da raggiungere sia con il pollice per i destrorsi, sia con l’indice per i mancini. La parte inferiore ospita sulla sinistra l’ingresso per il jack audio, la USB Type C e uno speaker. L’audio non è particolarmente elevato e non colpisce certamente per la qualità; non si può avere particolari pretese su un telefono che si proietta su una fascia di prezzo abbordabile; non è quindi necessariamente un difetto, ma una scelta ponderata per contenere il costo finale. Il lato sinistro ospita il bilanciere del volume e il triplo slot per ospitare contemporaneamente due Sim e una scheda micro SD. Liscio il lato superiore.

Migliorato lo schermo, stessa diagonale, stesso refresh rate

Lo schermo è sempre da 6,5 pollici, IPS LCD con refresh rate da 90 Hz e risoluzione da 2.400 x 1.080 pixel. Lo schermo è interrotto in alto a sinistra da un foro in cui è contenuta la fotocamera anteriore da 16 Mpixel. Fotocamera utile anche per un rapido ed efficace sblocco con il volto. A primo impatto sembra lo stesso pannello di realme 6, troviamo però una miglior gestione dei colori; il 6 aveva il difetto di mostrare colori tendenti al giallo; lo schermo di realme 7 è invece neutro, personalizzabile come tutti nelle impostazioni, ma con colori finalmente naturali. Molto bene la digitazione, scrivere è scorrevole e piacevole il feedback tattile. Forse l’unico difetto è che tende a sporcarsi, anche visibilmente. La frequenza d’aggiornamento a 90 Hz su questa fascia è rara, ma se ne godrebbe di più se avesse un chipset un po’ più performante.

realme 7
Il pannello è migliore del predecessore: 90 Hz di refresh rate non sono comuni su questa fascia di prezzo.

Performance, storage e autonomia di realme 7

Sotto al pannello troviamo infatti il Mediatek Helio G95; anche questa scelta è probabilmente propedeutica al fine di mantenere un costo il più basso possibile. Tuttavia l’utilizzo non è sempre fluido, nonostante il modello in prova ospiti 8 GB di RAM ad affiancare il SoC. Quest’ultimo un po’ in difficoltà anche quando non si utilizzano app particolarmente impegnative. Si può spesso avvertire un po’ di calore provenire nella parte superiore del dispositivo. Lo storage per la versione in prova è da 128 GB, ma sul sito ufficiale sono vendute le versioni da 4/6 GB di RAM con 64 GB di memoria. Come del resto anche su Amazon. Bene comunque la possibilità di espandere la memoria e ospitare contemporaneamente due Sim.
Lato performance, si possono utilizzare app impegnative anche come Real Racing, la giocabilità e buona. Certo non siamo al massimo della reattività e dietro scalda, tuttavia è possibile giocare senza troppi intoppi.

Uno degli aspetti principali di realme 7 è l’affidabilità. Al netto dei suoi (pochi) limiti, lo smartphone si basa su una batteria da 5.000 mAh. Non è però l’unico su questa fascia di prezzo. Con un utilizzo normale, ci si inoltra senza problemi a anche metà del secondo giorno di utilizzo; con uso intenso, si arriverà comodamente a sera con abbondante autonomia residua.

Reparto fotografico realme 7: miglioramenti, ma ancora qualche incertezza

Analizziamo ora il reparto fotografico. Rispetto al 6, un “downgrade” delle performance del sensore, siamo infatti a 48 Mpixel contro i 64 Mpixel della precedente edizione. Nonostante ciò troviamo un leggero miglioramento, ma non adeguato per ottenere delle immagini più che soddisfacenti. O meglio, lo sono per uno smartphone di questa fascia di prezzo. Va detto che è raro trovare questa qualità in questo particolare segmento, tuttavia, ancora qualcosa che non va, c’è.

Quando non vengono attivati i 48 Mpixel, la fotocamera principale può scattare foto fino a 10x (anche se il software consiglierà fino a 5x). Lo zoom è digitale, le immagini a 5x sono anche dignitose, senza una perdita di dettaglio sostenuta, almeno finché la luce è considerevole. Le immagini sono nitide, ma i colori sono ben lontani dalla realtà. Incide il bilanciamento del bianco e altri parametri che si potranno controllare nella modalità “Esperto”. Le tonalità sono in genere molto accese, ma tra la fotocamera grandangolare e quella principale, c’è un netto cambio di resa. La fotocamera grandangolare, da 8 Mpixel, oltre a distorcere, presenta delle colorazioni tendenti al giallo e al blu. Per altro, con la fotocamera grandangolare non è possibile utilizzare la modalità esperto, per cui sarà necessario intervenire con app di fotoritocco.

Quattro fotocamere: principale da 48 Mpixel, grandangolare da 8 Mpixel, macro da 2 Mpixel e bianco e nero (profondità) da 2 Mpixel.

Con la fotocamera principale, il bilanciamento del bianco sembra sbilanciato verso colori caldi. La resa sembra però più naturale rispetto alla grandangolare. Ci sono poi altre due fotocamere, una macro e una per la profondità di campo. Realme indica quest’ultima sempre per i ritratti in bianco e nero (ma ci sono i filtri!). Quella macro consente di ottenere immagini di discreta qualità con luce elevata, che sia anche artificiale. Il contrasto è però un po’ eccessivo, ma come del resto spesso capita su queste fotocamere di qualsiasi produttore.

La modalità ritratto di giorno produce scatti in linea di massima buoni; la sfocatura è ben fatta, si nota che è comunque artificiosa, ma è credibile. Il soggetto è molto ben staccato dallo sfondo. I colori restano accesi e non sempre la nitidezza è particolarmente soddisfacente. Gli scatti vanno però bene e i colori accesi a primo impatto sono gradevoli per essere condivisi sui social.

Le fotocamere di sera non producono buoni scatti, che migliorano lievemente con la modalità notturna, ma senza fare miracoli. Con la fotocamera principale il rumore digitale con la modalità notturna si riduce sensibilmente, ma siamo lontani da una resa buona. La grandangolare produce scatti non totalmente accettabili nemmeno con la modalità notturna. Non è un telefono da cui si può pretendere troppo, dal momento che viene venduto ad un costo contenuto. Magari sarebbe stato meglio equipaggiarlo con meno fotocamere, ma dalle performance migliori.

I video si possono registrare a 4K e 30 fps, o 1080p a 60 fps con la fotocamera principale, a 1080p e 30 fps con la grandangolare. Di giorno abbastanza bene, anche se si sente la mancanza di uno stabilizzatore ottico. Si può utilizzare quello elettronico nella modalità Ultra Steady e Ultra Steady Max, migliora la stabilizzazione, ma aumenta il rumore digitale.

Conclusioni

Chi punta su realme7 punta su uno smartphone affidabile, esteticamente gradevole, con tanta autonomia e buone performance. Anche se, va detto, in realtà quasi tutti i produttori si sono allineati sull’offrire tanta autonomia anche a basso prezzo. Non è un gaming phone, ma si può giocare senza troppi problemi. Le fotocamere vanno benino, ci sono ancora delle incertezze e sono perfettibili, ma è pur sempre un telefono da meno di 200 euro. Chi lo acquista tenendo conto di queste caratteristiche, non potrà che essere soddisfatto per questo segmento, in cui si laurea tra i migliori device.

VOTO7/10

PRO:
Buon Display
Autonomia
Bel design

CONTRO:
Software fotocamera da rivedere
Non sempre fluido
Il display tende a sporcarsi

Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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