La Casa Bianca resta divisa sulle regole per l’intelligenza artificiale dopo le pressioni esercitate dai vertici delle principali aziende tecnologiche. Huawei anticipa i nuovi Ascend 960 e prepara sistemi capaci di collegare fino a un milione di processori. Anthropic rivela che Claude guida ormai il 26% delle attività interne di ricerca AI, mentre OpenAI porta GPT-6 Astra negli studi legali.
Le principali notizie tecnologiche di oggi, 18 settembre 2026, mostrano due traiettorie parallele. Da una parte aumentano capacità, autonomia e quantità di infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Dall’altra governi e aziende cercano ancora una struttura normativa capace di accompagnare questa crescita. Negli Stati Uniti il confronto coinvolge direttamente la Casa Bianca e i vertici di Meta, Nvidia, SpaceX, Google DeepMind e degli altri grandi laboratori AI. Sul fronte hardware, Huawei accelera invece la propria roadmap e cerca di compensare i limiti dei singoli chip cinesi attraverso sistemi con centinaia di migliaia di processori.
Zuckerberg, Huang e Musk contro il nuovo organismo di controllo sull’AI
Alla Casa Bianca è in corso un confronto sulla futura regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Mark Zuckerberg, Jensen Huang ed Elon Musk hanno parlato direttamente con il presidente Donald Trump e hanno espresso riserve nei confronti di un piano che avrebbe creato un organismo dedicato alla supervisione dei sistemi AI più avanzati.
La proposta era stata avanzata nei mesi scorsi da Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind. Il progetto prevedeva un ente finanziato in larga parte dall’industria, con competenze tecniche sufficienti per valutare i modelli frontier prima della distribuzione e la possibilità di coordinare misure più restrittive in presenza di rischi significativi. Il modello ricordava, per struttura, quello della FINRA nel settore finanziario.
Il Wall Street Journal riferisce che alcuni esponenti dell’amministrazione, tra i quali la chief of staff Susie Wiles e il segretario al Tesoro Scott Bessent, sostengono controlli più stringenti. Bessent avrebbe espresso particolare preoccupazione per la possibilità che sistemi AI avanzati possano contribuire ad attacchi informatici contro il sistema finanziario. David Sacks e una parte dell’industria sostengono invece un approccio meno prescrittivo. Trump aveva già ridimensionato a maggio un precedente ordine esecutivo più severo e successivamente ne aveva firmato una versione meno ampia.
La SEC apre agli scambi di azioni tokenizzate
La Securities and Exchange Commission statunitense ha presentato una Innovation Exemption della durata di cinque anni per le piattaforme che permettono lo scambio di azioni tokenizzate su blockchain. La misura esenta queste piattaforme da parte degli obblighi normalmente applicati a mercati come Nasdaq e New York Stock Exchange. Anche i soggetti che forniscono liquidità potranno beneficiare di un’esenzione temporanea da alcuni requisiti di registrazione previsti per i dealer.
La SEC stabilisce però alcuni limiti. Le azioni tokenizzate dovranno attribuire agli investitori gli stessi diritti economici delle azioni tradizionali, compresi dividendi e voto. Non rientrano nell’esenzione i token sintetici che replicano soltanto il prezzo di un titolo senza rappresentarne il possesso. Le piattaforme dovranno inoltre avvisare l’azienda interessata prima di creare una versione tokenizzata delle sue azioni e dovranno rinunciare al prodotto in caso di opposizione.
Coinbase, Robinhood e Kraken hanno già mostrato interesse per questo mercato. La misura potrebbe quindi aprire negli Stati Uniti un nuovo confronto tra operatori crypto, broker tradizionali e mercati azionari.
Huawei anticipa Ascend 960 e prepara sistemi con un milione di chip
Huawei ha anticipato la propria roadmap per i processori dedicati all’intelligenza artificiale. Ascend 960DT arriverà nel primo trimestre del 2027, tre trimestri prima rispetto ai precedenti programmi, mentre Ascend 960PR è previsto per il terzo trimestre. La società prevede poi nuove generazioni annuali con Ascend 970 nel 2028 e 980 nel 2029. Il problema principale resta la capacità produttiva. Eric Xu, rotating chairman di Huawei, ha dichiarato che l’azienda non riesce attualmente a soddisfare tutta la domanda proveniente dal mercato cinese e per questo limita le forniture internazionali. Huawei ritiene che molti sviluppatori cinesi inizieranno a utilizzare sistemi basati su Ascend 950DT per l’addestramento dei modelli già nel 2027. La strategia hardware non dipende soltanto dalle prestazioni del singolo acceleratore. Huawei ha presentato Peerium, architettura progettata per permettere a un massimo di un milione di processori AI di funzionare come un unico sistema. UnifiedBus gestisce invece i collegamenti tra processori, memoria, storage e rete. Il nuovo Ascend 960 SuperNode potrà integrare fino a 4.096 processori. Più SuperNode potranno formare cluster con centinaia di migliaia di chip. Secondo Huawei, nei sistemi tradizionali la comunicazione tra macchine può assorbire oltre il 40% del tempo necessario all’addestramento dei modelli di grandi dimensioni.
Claude guida già il 26% della ricerca AI di Anthropic
Anthropic ha pubblicato per la prima volta una serie di indicatori che cercano di misurare quanta parte della ricerca sull’intelligenza artificiale venga ormai svolta direttamente dall’intelligenza artificiale. Ad agosto 2026 Claude risultava responsabile della maggior parte del lavoro end-to-end nel 26% delle attività di ricerca e sviluppo AI di Anthropic. A febbraio la quota era inferiore all’1%. In oltre il 90% delle attività Claude raggiunge almeno il livello che Anthropic definisce di collaborazione, nel quale il sistema esegue parti consistenti del lavoro sotto una supervisione umana ravvicinata. Anthropic precisa che Claude non opera ancora in completa autonomia in nessuna delle categorie misurate. Nel sistema interno più utilizzato dall’azienda risultavano però attivi simultaneamente circa 30.000 agenti dedicati a ricerca e ingegneria.
La società propone tre parametri per osservare l’evoluzione dei laboratori frontier: quota di ricerca eseguita dall’AI, qualità della supervisione sugli agenti e distribuzione della potenza di calcolo. Anthropic ritiene che dati di questo tipo possano servire anche a stabilire quando introdurre test più rigorosi prima che un nuovo modello contribuisca allo sviluppo della generazione successiva.
OpenAI presenta Astra for Law
OpenAI entra in modo più diretto nel mercato del software legale con Astra for Law, configurazione di GPT-6 Astra progettata per studi professionali e attività giuridiche.
Il sistema combina GPT-6 Astra con un Legal Search Index specifico che comprende giurisprudenza statunitense, leggi, regolamenti, regole processuali e decisioni amministrative. L’indice riceve nuovi contenuti ogni giorno.
Astra for Law può esaminare una questione sulla base dei fatti forniti dall’avvocato, ricercare precedenti, costruire argomentazioni, analizzare clausole contrattuali e cercare anche precedenti che indeboliscano la tesi proposta. OpenAI raccomanda comunque la verifica delle fonti citate prima dell’utilizzo professionale del risultato.
L’accesso iniziale riguarda soltanto alcuni studi legali statunitensi attraverso il programma Trusted Access. Il modello arriverà anche nell’API. OpenAI ha inoltre predisposto integrazioni con servizi del settore, tra i quali iManage e DeepJudge.
Snap porta un assistente AI dentro gli occhiali Specs
Snap ha presentato Specs Intelligence, assistente AI che accompagnerà i nuovi occhiali AR Specs e funzionerà anche su iPhone e Mac.
L’obiettivo è creare un sistema capace di conservare informazioni sugli obiettivi dell’utente, sugli impegni e sui servizi collegati. Specs Intelligence può per esempio riunire informazioni relative a un viaggio, mostrare un promemoria prima di una riunione o far apparire direttamente nel campo visivo informazioni contestuali attraverso gli occhiali.
Gli Specs costano 2.195 dollari e utilizzano display waveguide, controllo tramite le mani, altoparlanti e funzioni AR senza necessità di uno smartphone per il funzionamento principale. La prima anteprima pubblica ha mostrato un prodotto tecnicamente più completo rispetto alle precedenti generazioni Snap, ma restano compromessi legati alle dimensioni, alla visibilità all’aperto e al campo visivo di circa 51 gradi.
Snap propone inoltre gli occhiali per usi aziendali e ha avviato collaborazioni con società come Salesforce, Amazon e Nvidia per applicazioni che sfruttano sovrapposizioni visive e realtà aumentata.
Google dovrà aprire AdX ai concorrenti
Sono diventati pubblici i dettagli della sentenza antitrust statunitense sulle tecnologie pubblicitarie di Google. Il tribunale non ha imposto la vendita dell’ad exchange AdX, ma ha previsto modifiche significative al funzionamento dei servizi pubblicitari dell’azienda.
Google dovrà garantire l’interoperabilità tra i propri strumenti e quelli concorrenti. Gli editori che utilizzano il server pubblicitario DFP potranno scegliere exchange diversi da AdX, mentre AdX dovrà collegarsi anche a server pubblicitari concorrenti alle stesse condizioni riservate ai prodotti Google.
La sentenza impone inoltre l’integrazione con Prebid, sistema open source per l’header bidding, e l’accesso degli editori ai dati in tempo reale sulle offerte vincenti e perdenti nelle aste. Google dovrà rendere pubblica ulteriore documentazione sul modo in cui DFP seleziona il vincitore e istituire un sistema interno di controllo antitrust.
Gli obblighi dureranno sei anni. La giudice Leonie Brinkema aveva precedentemente stabilito che Google aveva mantenuto illegalmente una posizione monopolistica in alcuni segmenti dell’ad tech, ma ha considerato non necessaria la separazione forzata delle attività.
L’Unione europea prepara il Kids Act
La Commissione europea ha dettagliato il progetto Kids Act, nuovo quadro normativo dedicato alla protezione dei minorenni sui social network e sulle piattaforme video.
La proposta vieterebbe l’apertura di account social ai minori di 13 anni. Tra i 13 e i 15 anni l’accesso sarebbe possibile soltanto con il consenso dei genitori e attraverso account con restrizioni specifiche. Tra le misure previste figurano limiti alle interazioni sociali, impostazioni orientate alla privacy e un tetto quotidiano al tempo trascorso sui servizi.
Le piattaforme dovrebbero adottare sistemi di verifica dell’età e disattivare per i minorenni alcune funzioni progettate per prolungare le sessioni, tra le quali l’infinite scroll. Il progetto interviene anche sugli AI companion e punta a ridurre il rischio che questi sistemi sviluppino rapporti emotivi manipolativi con utenti minorenni.
Il testo deve ancora ricevere l’approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri, quindi le disposizioni possono subire modifiche prima dell’entrata in vigore.
Google, Nvidia ed Emerald AI vogliono data center che seguano la rete elettrica
Google, Nvidia ed Emerald AI hanno creato la AI Energy Management Alliance, iniziativa che punta a modificare il rapporto tra grandi data center e rete elettrica.
L’idea prevede infrastrutture capaci di ridurre temporaneamente i consumi quando la rete si trova sotto pressione. I gestori potrebbero rimandare i carichi di calcolo non urgenti, utilizzare batterie locali oppure modificare la distribuzione dei workload in base alla disponibilità energetica.
Anthropic aderisce all’iniziativa insieme a società energetiche e utility come AES, Constellation, National Grid e NRG Energy. Secondo l’alleanza, un utilizzo più flessibile dell’energia potrebbe creare spazio sulla rete per circa 100 GW di ulteriore capacità destinata ai data center. Si tratta di una stima dell’organizzazione, non di capacità già disponibile.
AWS conferma la perdita definitiva di alcuni dati in Medio Oriente
Amazon Web Services ha riconosciuto di non poter più recuperare una parte dei dati ospitati nelle infrastrutture danneggiate dagli attacchi iraniani della scorsa primavera.
In Bahrain AWS non riesce a ripristinare dati e risorse che erano conservati esclusivamente nella regione interessata. I danni hanno colpito più Availability Zone e hanno superato il livello di guasto per il quale erano stati progettati i sistemi di ridondanza regionali.
Negli Emirati Arabi Uniti il problema riguarda invece la zona mec1-az2. AWS continua i lavori sulle altre due Availability Zone e sull’infrastruttura regionale condivisa.
La società aveva consigliato ai clienti di spostare i workload verso altre regioni e di utilizzare backup esterni. I clienti che possedevano copie soltanto nelle strutture colpite non possono invece recuperare le informazioni distrutte.
Amazon firma con Generac un accordo miliardario per i generatori
La crescita dei data center modifica anche il mercato dei sistemi di alimentazione di emergenza. Amazon ha firmato un accordo pluriennale con Generac per la fornitura di generatori destinati alle proprie infrastrutture.
La prima parte del contratto vale circa 2,4 miliardi di dollari e riguarda consegne previste nel 2027 e nel 2028. Gli acquisti complessivi potrebbero però raggiungere 8 miliardi.
Generac ha inoltre assegnato ad Amazon un warrant che permette di acquistare fino a 1,69 milioni di azioni della società entro il 2033. La quota rappresenta quasi il 3% delle azioni attualmente in circolazione e maturerà in parte sulla base del volume degli acquisti effettuati da Amazon.
Lucid e Bolt preparano almeno 25.000 robotaxi per l’Europa
Lucid e Bolt hanno siglato un accordo preliminare per una flotta di almeno 25.000 robotaxi destinati alle città europee.
I veicoli utilizzeranno la futura piattaforma elettrica di fascia più accessibile di Lucid e una soluzione per la guida autonoma basata sulla piattaforma Nvidia Hyperion. Le prime attività commerciali potrebbero partire nel 2028.
L’accordo non prevede, almeno per ora, un investimento azionario di Bolt in Lucid. È una struttura diversa rispetto al rapporto con Uber, che ha investito complessivamente 500 milioni di dollari nel costruttore e ha sottoscritto accordi per decine di migliaia di veicoli autonomi.
Bolt ha indicato come obiettivo di lungo periodo una rete con 100.000 veicoli autonomi entro il 2035. Il progetto europeo resta però in una fase iniziale e l’intesa annunciata non equivale ancora a un ordine definitivo per tutti i 25.000 veicoli.
Nexperia affida a Tata parte della produzione dei chip
Il produttore olandese Nexperia ha raggiunto un accordo con Tata Electronics per produrre e confezionare semiconduttori in India.
La partnership rafforza la separazione operativa tra Nexperia e la cinese Wingtech e offre al produttore un’ulteriore base industriale fuori dalla Cina. Tata fornirà servizi di produzione e packaging attraverso gli impianti indiani che il gruppo sta costruendo nell’ambito del programma nazionale dedicato ai semiconduttori.
L’accordo arriva durante Semicon India, dove il governo di Narendra Modi ha cercato nuovi investimenti internazionali per sviluppare una filiera nazionale dei chip. L’India punta soprattutto su produzione, assemblaggio e packaging, settori nei quali il Paese dispone finora di una presenza inferiore rispetto a Taiwan, Corea del Sud e Cina.



























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