La U.S. International Trade Commission (ITC) ha aperto un’indagine nei confronti di Apple, Samsung Electronics, Samsung Electronics America e Google per una possibile violazione di brevetti relativi a tecnologie audio utilizzate in dispositivi elettronici venduti negli Stati Uniti. Il procedimento, identificato con il numero 337-TA-1521, nasce da una denuncia presentata dalla società californiana BoomCloud 360. La denuncia è stata depositata il 14 agosto 2026 e integrata il 31 agosto. Secondo BoomCloud 360, alcuni dispositivi importati e commercializzati negli Stati Uniti violerebbero tre brevetti della società. L’ITC ha disposto formalmente l’apertura dell’indagine il 15 settembre, con pubblicazione dell’avviso il giorno successivo.
I tre brevetti al centro dell’indagine
I brevetti indicati nel documento ufficiale dell’ITC sono US 10,524,078, US 11,533,560 e US 11,051,121. L’indagine prende in esame rispettivamente le rivendicazioni 1-23, 1-43 e 1-30 dei tre titoli di proprietà intellettuale. Le tecnologie descritte comprendono sistemi per migliorare la resa spaziale degli altoparlanti stereo tramite la regolazione delle componenti spaziali e non spaziali del segnale, sistemi capaci di compensare le differenze tra il diffusore destro e quello sinistro e tecniche di elaborazione dinamica dell’audio basate sulle caratteristiche del sistema di riproduzione e sui metadati dell’applicazione utilizzata. Un altro elemento riguarda la riduzione del crosstalk, cioè l’interferenza tra i canali audio destinati ai due lati, insieme alla compensazione delle alterazioni spettrali introdotte da questo tipo di elaborazione. L’ITC definisce il perimetro del procedimento in termini piuttosto ampi e cita smartphone, tablet e altri dispositivi dotati di specifiche funzioni audio. Ciò non significa, allo stato attuale, che l’ente abbia accertato una violazione da parte di iPhone, Galaxy, Pixel o degli altri prodotti dei tre gruppi. L’apertura dell’indagine rappresenta infatti l’avvio della procedura e non una decisione sul merito. (Commissione Commercio USA)
BoomCloud chiede possibili limitazioni alle importazioni
BoomCloud 360 ha chiesto alla Commissione un limited exclusion order e alcuni cease and desist orders. Se l’ITC dovesse successivamente accertare la violazione dei brevetti e accogliere le richieste, i provvedimenti potrebbero limitare l’importazione negli Stati Uniti dei dispositivi interessati e incidere sulla commercializzazione dei prodotti già presenti nel Paese. Apple, Samsung e Google hanno 20 giorni dalla notifica della denuncia e dell’avviso di apertura del procedimento per depositare le rispettive risposte. L’ITC dovrà inoltre fissare entro 45 giorni dall’avvio dell’indagine una data-obiettivo per la chiusura del procedimento. Il caso sarà assegnato a un giudice amministrativo, che terrà l’udienza istruttoria e adotterà una decisione iniziale, soggetta alla successiva revisione della Commissione.
Apple, Google e Samsung hanno già portato BoomCloud in tribunale
La controversia si estende anche ai tribunali federali statunitensi. Apple ha presentato il 5 agosto 2026 un’azione contro BoomCloud 360 presso la US District Court for the Southern District of California, con la quale chiede una dichiarazione di non violazione dei brevetti rivendicati dalla società audio. Google ha depositato un’azione analoga il 18 agosto nel Northern District of California, mentre Samsung Electronics e Samsung Electronics America hanno fatto lo stesso il 3 settembre nel Southern District of California.
C’è però una distinzione importante rispetto a quanto riportato in alcune ricostruzioni della vicenda. Le tre azioni dichiarative di Apple, Google e Samsung riguardano i brevetti US 10,313,820, US 10,721,564 e US 10,757,527, mentre l’indagine ITC riguarda US 10,524,078, US 11,533,560 e US 11,051,121. Si tratta quindi di due diversi gruppi di brevetti, pur all’interno della più ampia controversia tra BoomCloud e i produttori di dispositivi elettronici. Nel procedimento ITC non esiste per ora alcuna decisione che stabilisca la violazione dei brevetti da parte delle aziende coinvolte. La stessa Commissione precisa che l’apertura dell’indagine non costituisce una valutazione sul merito delle accuse.

























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