Il Senato statunitense non riesce a far avanzare il Clarity Act, uno dei principali tentativi di creare un quadro normativo nazionale per le criptovalute. Mark Zuckerberg entra nel confronto sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale e sostiene che i laboratori abbiano già forti incentivi economici ad allineare i propri modelli. Google presenta Gemini 3.8 Live, Meta lancia nuovi abbonamenti con maggiore accesso a Muse e MediaTek porta i 2 nanometri sugli smartphone con Dimensity 9600 Pro.
Le principali notizie tecnologiche di oggi, 16 settembre 2026, mostrano ancora una volta quanto politica, intelligenza artificiale e semiconduttori siano ormai legati. Negli Stati Uniti si interrompe almeno temporaneamente il percorso del Clarity Act, mentre il confronto aperto da Dario Amodei sulla velocità dello sviluppo dell’AI coinvolge ora anche Mark Zuckerberg e Jensen Huang. Sul mercato consumer arrivano novità importanti da Google, Meta, General Motors e MediaTek. Per l’Italia spicca anche Exein: la società romana di cybersecurity raccoglie 270 milioni di dollari e raggiunge una valutazione di 1,7 miliardi.
Il Clarity Act si ferma al Senato per un voto
Il Senato statunitense non è riuscito ad avviare formalmente l’esame del Digital Asset Market Clarity Act, una delle proposte legislative più importanti degli ultimi anni per la regolamentazione delle criptovalute.
La mozione necessaria per procedere ha ottenuto 49 voti favorevoli e 50 contrari, contro i 60 richiesti. Un senatore non ha partecipato alla votazione. Il risultato ufficiale è registrato dal Senato nel voto numero 234 del 15 settembre.
Il testo avrebbe definito una divisione più precisa delle competenze tra Securities and Exchange Commission e Commodity Futures Trading Commission per l’offerta e la vendita di asset digitali. Comprende inoltre disposizioni sulle valute digitali delle banche centrali e su altri servizi collegati agli asset digitali.
La bocciatura della mozione non equivale alla cancellazione definitiva del progetto, ma impedisce per ora di portare il testo verso il voto finale nella forma attuale.
Il risultato ha diviso anche i Repubblicani. Susan Collins, Josh Hawley e Jerry Moran hanno votato contro insieme ai Democratici, mentre Thom Tillis ha espresso un voto contrario per motivi procedurali.
Zuckerberg: la sicurezza dell’AI può diventare un vantaggio competitivo
Mark Zuckerberg è intervenuto nel confronto aperto negli ultimi giorni da Dario Amodei sulla possibilità di rallentare volontariamente lo sviluppo dei sistemi AI più potenti.
Il CEO di Meta sostiene che ogni laboratorio abbia sia la responsabilità sia l’incentivo economico a ridurre il ritmo quando serve per addestrare i modelli in modo sicuro. Secondo Zuckerberg, gli utenti non adotteranno agenti che ignorano le loro istruzioni o agiscono contro i loro interessi. L’allineamento può quindi trasformarsi anche in un elemento competitivo.
La posizione differisce in parte da quella proposta da Anthropic. Zuckerberg non chiede un rallentamento coordinato dell’intero settore e considera possibile che ogni azienda scelga autonomamente quanto tempo dedicare alle salvaguardie.
Meta avrebbe seguito proprio questa strategia con Muse. Zuckerberg afferma che la società ha posticipato di diversi mesi il rilascio del proprio agente per affrontare problemi relativi a sicurezza e affidabilità.
OpenAI, Anthropic e Google discutono già insieme di sicurezza
Il confronto pubblico nasconde una collaborazione tecnica già in corso tra alcuni dei principali concorrenti del settore.
OpenAI ha confermato che da diverse settimane discute con Anthropic e Google DeepMind di sicurezza dei sistemi frontier. La società ritiene che questo tipo di collaborazione non richieda un’esenzione preventiva dalle norme antitrust.
OpenAI sostiene anche la proposta di inserire valutatori esterni all’interno dei principali laboratori AI. Il sistema permetterebbe a organizzazioni indipendenti di accedere ai modelli e ad alcune infrastrutture di test prima della loro distribuzione pubblica.
La questione diventa più complessa con l’aumento della capacità dei modelli di riconoscere il contesto nel quale vengono valutati. Alcuni ricercatori temono che sistemi sufficientemente avanzati possano modificare il proprio comportamento durante i test e rendere più difficile distinguere un modello realmente allineato da uno che mostra soltanto il comportamento atteso durante la valutazione.
Google presenta Gemini 3.8 Live
Google ha presentato Gemini 3.8 Live e Gemini 3.8 Live Extended Thinking, i nuovi modelli dedicati alle conversazioni vocali in tempo reale.
La società li definisce i propri modelli più avanzati per il dialogo dal vivo. L’obiettivo è costruire agenti vocali capaci di mantenere conversazioni più lunghe, comprendere meglio le interruzioni dell’utente e utilizzare strumenti esterni durante la sessione.
Gemini 3.8 Live riduce la latenza delle risposte e migliora il rispetto delle istruzioni. Può inoltre adattare tono, velocità e stile della voce in base alla conversazione.
La variante Extended Thinking può dedicare più elaborazione a una richiesta prima di fornire la risposta. Google la propone per attività che richiedono ragionamenti più complessi e contemporaneamente un’interazione vocale naturale.
I modelli sono disponibili attraverso Gemini API e Google AI Studio per gli sviluppatori.
Meta One porta Muse dietro un abbonamento
Meta ha lanciato globalmente Meta One, una nuova famiglia di abbonamenti che unisce funzioni aggiuntive per Instagram, Facebook e WhatsApp a un maggiore utilizzo degli strumenti AI.
Il piano Core costa 7,99 dollari al mese, mentre Premium arriva a 19,99 dollari. Meta mantiene gratuito l’utilizzo standard delle proprie app e di Meta AI, ma riserva agli abbonati quantità superiori di generazione di immagini e video, strumenti creativi e accesso alle funzioni basate sui modelli Muse.
Esistono anche abbonamenti dedicati alle singole app. WhatsApp Plus parte da 2,99 dollari al mese, mentre Instagram Plus e Facebook Plus costano 3,99 dollari.
Per aziende e creator i prezzi aumentano sensibilmente. Essential parte da 14,99 dollari mensili, Advanced da 49,99, Expert da 149 e Max da 499 dollari al mese. Le versioni professionali comprendono strumenti per analytics, pubblicazione, protezione dall’impersonificazione e un maggiore utilizzo di Meta Business Agent.
Meta afferma di aver già raggiunto 15 milioni tra abbonamenti e prove attraverso i programmi che confluiscono ora in Meta One.
Meta prepara una nuova generazione di chip AI proprietari
Meta continua anche a ridurre la dipendenza dalle GPU tradizionali per alcuni carichi di intelligenza artificiale.
La società prepara MTIA 450, terza generazione dei propri acceleratori interni, con il debutto nei data center previsto nella prima metà del 2027. MTIA 500 dovrebbe seguire verso la fine dello stesso anno.
Meta aveva già spiegato a marzo che le generazioni MTIA 400, 450 e 500 possono supportare una gamma più ampia di carichi rispetto ai predecessori e che l’uso iniziale resterà concentrato soprattutto sull’inferenza dell’AI generativa.
La società adotta una strategia con cicli di sviluppo più rapidi rispetto a quelli tradizionali del settore e punta a un nuovo chip ogni sei mesi o meno. L’obiettivo non consiste nel sostituire completamente Nvidia, ma nel riservare i costosi acceleratori general purpose ai carichi nei quali risultano indispensabili.
MediaTek passa ai 2 nanometri con Dimensity 9600 Pro
MediaTek ha presentato Dimensity 9600 Pro, il suo primo SoC per smartphone basato sul processo produttivo a 2 nanometri.
Il chip utilizza il processo TSMC N2P e mantiene l’architettura All-Big-Core adottata dalle ultime generazioni Dimensity. MediaTek dichiara una riduzione fino al 61% del consumo della CPU in multi-core rispetto alla generazione precedente a parità di prestazioni.
La società punta in particolare sull’intelligenza artificiale eseguita direttamente sul dispositivo. La nuova NPU supporta carichi agentici e modelli generativi locali, mentre GPU e ISP ricevono aggiornamenti dedicati a gaming e fotografia computazionale.
MediaTek presenta anche Dimensity 9600M, variante costruita a 3 nanometri e destinata a una fascia inferiore rispetto al 9600 Pro.
Il debutto assume un peso particolare per il mercato smartphone dopo la conferma che OPPO utilizzerà Dimensity 9600 Pro nel prossimo Find X10 Pro Max.
GM riporta CarPlay e Android Auto sulle proprie auto
General Motors torna sui propri passi dopo la contestata decisione di eliminare Apple CarPlay e Android Auto dai nuovi veicoli elettrici.
I sistemi di mirroring dello smartphone torneranno con Chevrolet Silverado e GMC Sierra model year 2027. La soluzione sarà però differente rispetto al passato: CarPlay e Android Auto occuperanno soltanto una porzione dello schermo, mentre altre informazioni del sistema GM resteranno sempre visibili.
GM aveva annunciato nel 2023 l’intenzione di abbandonare gradualmente le due piattaforme e puntare su un proprio sistema basato su Android Automotive.
La società non ha per ora annunciato il ritorno di CarPlay e Android Auto su tutti i propri modelli né un aggiornamento retroattivo per le vetture che ne sono prive.
Microsoft corregge i problemi creati dal Patch Tuesday
Microsoft ha pubblicato aggiornamenti di emergenza dopo i problemi introdotti dal Patch Tuesday di settembre.
L’aggiornamento ordinario aveva corretto 964 vulnerabilità Microsoft, alle quali si aggiungono vulnerabilità relative a componenti di terze parti, Chromium e servizi cloud. Tra i problemi corretti figuravano anche due zero-day e vulnerabilità considerate potenzialmente sfruttabili attraverso attacchi worm.
Alcune delle patch hanno però causato problemi su diversi sistemi Windows, con malfunzionamenti che hanno richiesto nuovi aggiornamenti fuori programma.
La dimensione del Patch Tuesday di settembre è collegata anche al maggiore utilizzo di sistemi automatici e AI da parte di Microsoft per individuare vulnerabilità nel proprio codice.
Apple rafforza i controlli per i minori su iOS 27
Apple ha attivato nuove funzioni dedicate alla sicurezza dei bambini con iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27.
La funzione Comunicazione sicura riconosce ora anche immagini e video con contenuti cruenti o violenti, oltre alla nudità. La protezione funziona anche durante le chiamate FaceTime in diretta.
Arriva inoltre Chiedi di navigare, che permette a un genitore di richiedere l’approvazione prima che un bambino possa aprire un nuovo sito attraverso Safari.
Tempo di utilizzo riceve una nuova interfaccia e indicazioni calibrate in base all’età per gestire categorie come social network, videogiochi e intrattenimento. Per utilizzare tutte le nuove funzioni, Apple richiede che i dispositivi appartenenti allo stesso gruppo In famiglia dispongano delle nuove versioni dei sistemi operativi.
Siri AI non è disponibile per gli utenti sotto i 13 anni.
Exein raccoglie 270 milioni e raggiunge 1,7 miliardi di valutazione
La romana Exein ha raccolto 270 milioni di dollari in un nuovo round guidato da Headline, che porta la valutazione della società a 1,7 miliardi di dollari.
La cifra supera di oltre due volte i 770 milioni della precedente valutazione, risalente a circa nove mesi fa. Exein entra così nel gruppo ristretto delle startup italiane con una valutazione superiore al miliardo.
Fondata nel 2018 da Gianni Cuozzo insieme a Giovanni Alberto Falcione e Gerardo Gagliardo, Exein sviluppa tecnologie di cybersecurity integrate direttamente nel firmware e nei sistemi embedded di dispositivi come robot, droni, macchinari industriali e prodotti IoT.
La società lavora anche a un foundation model dedicato alla sicurezza della physical AI, con un rilascio previsto nel 2027. L’obiettivo consiste nel consentire ai dispositivi di individuare e bloccare direttamente gli attacchi senza dipendere esclusivamente dalla protezione della rete alla quale sono collegati.
Exein ha inoltre sviluppato Photon, una soluzione runtime che opera a livello kernel e tenta di bloccare comportamenti malevoli direttamente sul dispositivo.
Agility presenta Digit 5, l’umanoide che lavora senza barriere
Agility Robotics ha presentato Digit 5, nuova generazione del proprio robot umanoide progettata per lavorare accanto alle persone senza la necessità di separare fisicamente robot e operatori.
Digit 5 utilizza nuovi sensori e algoritmi per evitare collisioni e riduce la velocità quando rileva una persona nelle vicinanze. La società punta soprattutto su logistica, movimentazione dei materiali e attività ripetitive nei magazzini.
Il robot può spostarsi su due gambe, utilizzare entrambe le braccia e lavorare in ambienti costruiti per esseri umani senza richiedere una riprogettazione completa degli spazi.
La sicurezza del lavoro condiviso resta uno dei principali ostacoli alla diffusione commerciale degli umanoidi. La nuova generazione di Digit punta proprio a superare il modello nel quale i robot industriali operano all’interno di aree delimitate e inaccessibili alle persone.



























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