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Nothing: facciamo il punto della situazione

L’annuncio che ha introdotto Nothing come nuovo player nell’hi-tech, risale al 27 gennaio. La creatura di Carl Pei, ex OnePlus, nonostante fino ad oggi non abbia annunciato ancora “niente”, riesce a far parlare di sé, attraverso una strategia di comunicazione efficace… basata sul niente. Ma è proprio questo suo approccio criptico a rendere la nuova realtà accattivante, paragonabile ad una WandaVision della tecnologia.

Particolarmente fascinoso ed eloquente il video condiviso dalla neonata azienda, che solo pochi giorni fa ha chiamato a raccolta la fanbase (ne ha già una?!) per coinvolgerla nella campagna di finanziamento attraverso il crowdfunding. Un potere importante lasciato alla community, in cui uno dei membri verrà nominato nel consiglio di amministrazione.

Il video condiviso su Twitter di cui anticipato poche righe fa, prende le distanze dalle presentazioni futuristiche a cui le aziende tech hanno abituato, spiegando in immagini e parole l’essenziale descrizione contenuta nella bio su Twitter: “Technology should fade into the background and feel like nothing.” Una visione utopistica della tecnologia, a cui attualmente siamo abituati con sempre più dispositivi, come detto nel video, tra cui schermi sempre più generosi, indossabili sempre più evidenti, e così via.

Nelle immagini che scorrono si vede una ragazza camminare su un prato colmo di margherite. Un’immagine poetica e leggiadra, al quale al momento viene difficile associare un prodotto tecnologico, tra cui indossabili (si vocifera l’annuncio in estate di un dispositivo audio) e probabilmente smartphone, dal momento che pochi giorni fa Nothing ha assimilato Essential, brand fondato da Andy Rubin in seguito alla divisione da Google. L’Essential Phone era stato presentato nel 2017, primo e unico smartphone della compagnia, che ha chiuso i battenti per le vendite sotto le aspettative. Che l’acquisizione di Essential possa essere stato ben più di un indizio, considerando il video condiviso?

Una cosa è certa, Nothing riesce a far parlare di sé. Considerando che al momento di concreto e tangibile non si ha nulla, il brand sta puntando su una comunicazione che si allontana dagli schemi imposti dal mondo della tecnologia. A poco a poco si collegano i vari puntini riconducibili alle sue mosse. Il puzzle sarà sicuramente più completo nelle prossime settimane, anche se sul sito ufficiale la roadmap non è stata ancora tracciata dopo febbraio. Sarà interessante comunque cercare di comprendere qualcosa di più sulla strategia della creatura di Carl Pei e magari incominciare a capire quale sarà la vera differenza e il suo valore aggiunto in un mercato saturo di prodotti uguali gli uni agli altri. Intanto sul Web si speculano le previsioni su quelli che saranno i prodotti di Nothing. C’è chi parla di essenzialità, di prodotti all’insegna del detox digitale… Staremo a vedere.

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Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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