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Digital Services Act e la pubblicità mirata

Digital Services Act, tempi duri per la pubblicità mirata

In questi giorni, per l’esattezza giovedì 20 gennaio, al Parlamento Europeo è stata approvata la bozza iniziale del Digital Services Act (DSA, legge sui servizi digitali). Un disegno di legge proposta dalla Commissione, volto a porre un freno ad una selezione di pubblicità mirata del club delle big tecnologiche.

Digital Services Act, come cambierà la pubblicità mirata

La prima volta che venne introdotto il Digital Services Act è stata a dicembre del 2020. La sua istituzione serve a porre fine all’utilizzo di informazioni sensibili da parte di Google, Amazon, Meta e compagnia. Tra i dati che non si potranno usare per la pubblicità mirata, l’orientamento sessuale, le origini o la religione professata. Il disegno di legge prevede inoltre la creazione di servizi che gli utenti potranno richiedere per rinunciare al tracciamento. Sarà inoltre possibile fare pressioni sulle piattaforme per rimuovere contenuti e prodotti illegali o che incitano all’odio o merci contraffatte. Un altro obiettivo che si prefigge il DSA è infatti rendere illegale online ciò che è illegale nel mondo fisico.

Il Digital Services Act imporrà inoltre il divieto di pubblicità mirata per i minori. O ancora inibirà le piattaforme dallo sfruttare il design (o meglio, i dark patterns) per indurre l’utente a cliccare su tasti dei banner che portino a scelte favorevoli per le piattaforme stesse, le quali potranno sfruttare poi i dati sensibili. Chi violerà la norma, incorrerà a multe fino al 6% delle entrate globali. Il prossimo step del disegno di legge è il negoziato con il Consiglio Europeo che avrà luogo a partire dal 31 gennaio. Come ricorda TheVerge, settimana scorsa negli Stati Uniti i Democratici hanno presentato un provvedimento simile, che ha come obiettivo il divieto degli annunci mirati anche se approvati.

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione con 530 voti favorevoli, 78 contrari e 80 astenuti. In questo modo si avrà modo di negoziare la stesura finale del disegno di legge con la presidenza del Consiglio

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Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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