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ChatGPT Down: ecco cos’era successo il 21 novembre


A poco più di una settimana di distanza dal down di ChatGPT, OpenAI ha spiegato quanto accaduto. L’IA di ChatGPT ha subito un’interruzione dei servizi, come confermato dallo status ufficiale di OpenAI. Gli utenti, il 21 novembre, hanno riscontrato problemi nell’accedere al chatbot sia tramite web che attraverso l’applicazione mobile, con segnalazioni di account non riconosciuti e problemi relativi a ChatGPT Plus.

Dettagli tecnici dell’Interruzione

Secondo il rapporto tecnico pubblicato da OpenAI, l’interruzione si è verificata tra il 21 Novembre, dalle ore 1:48 fino alle 5:21 PT, con un picco di fallimento nel 75% delle richieste per ChatGPT. La causa principale è stata identificata in una manutenzione su un servizio PostgresDB, che ha portato al malfunzionamento simultaneo di due repliche di lettura. Questo ha causato un effetto a catena, incidendo sulla capacità di autenticazione degli utenti e sull’autenticazione dei servizi interni di OpenAI. In risposta a questi problemi, OpenAI ha implementato misure immediate, inclusa una moratoria su attività di manutenzione simili e l’aggiustamento delle configurazioni per ridurre il turnover delle connessioni. Inoltre, OpenAI prevede di introdurre modifiche strutturali per prevenire incidenti simili in futuro, focalizzandosi sulla resilienza e sulla ridondanza dell’infrastruttura.

Conclusione e ripristino dei servizi

Al momento, i servizi di OpenAI sono stati ripristinati e stanno funzionando come previsto, con un monitoraggio attento per garantire la piena funzionalità. L’azienda ha pianificato la pubblicazione di un resoconto dettagliato per spiegare le cause dell’interruzione e le strategie adottate per prevenire incidenti simili in futuro.

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Aggiornamento del 22 novembre:

OpenAI ha comunicato di aver risolto il problema tecnico nella nottata, alle ore 2.50 italiane.

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Articolo del 21 novembre:

Ore movimentate per OpenAI. Dopo il terremoto societario, che ha visto il licenziamento di Sam Altman come CEO, i presunti ripensamenti e l’ingaggio dello stesso da parte di Microsoft (con più di 600 dipendenti pronti a seguirlo) ora problemi anche per l’IA, con ChatGPT Down. A confermarlo, anche il sito ufficiale dello Status di OpenAI.

Cercando di accedere da Web o dall’applicazione per smartphone di OpenAI, non è possibile dialogare con il chatbot, che per altro non riconosce nemmeno l’account dell’utente, il quale non risulta iscritto a ChatGPT Plus. Secondo lo Status, sono stati riscontrati errori elevati sulle API e su ChatGPT, a partire dalle 23.00 ore italiane. In meno di sei minuti, il team ha aggiornato lo status, riferendo che è stato rilevato l’errore ed è in corso un’implementazione per correggerlo. Tuttavia, cinquanta minuti dopo, il problema ancora sussiste. Solo una manciata di ore prima del down, OpenAI, aveva reso l’accesso alla “voce” di ChatGPT anche agli account gratis.

Che possa c’entrare l’apertura della voce di ChatGPT al grande pubblico? Verso la 1.30 di notte, OpenAI ha inoltrato questo messaggio: “Stiamo continuando a lavorare su una soluzione. Il problema di fondo è dovuto a un problema con le nostre repliche del database. Gli endpoint API ChatGPT e di non completamento sono parzialmente interessati, mentre gli endpoint API di completamento, inclusi i completamenti della chat, sono interessati solo in minima parte. Pubblicheremo non appena avremo più aggiornamenti“.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.