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Causa negli Stati Uniti contro Anthropic, OpenAI ed Elon Musk

Il 2 febbraio 2026 è stata depositata presso la Corte distrettuale federale della California settentrionale una causa civile che coinvolge Anthropic, OpenAI, Elon Musk, Tesla e altri soggetti del settore tecnologico. Il procedimento è stato avviato da Thomas Joseph Goddard, che ha presentato l’atto senza assistenza legale, chiedendo un processo con giuria.

La documentazione depositata consta di 71 pagine e raccoglie una serie articolata di accuse che includono appropriazione indebita di tecnologia, accesso non autorizzato a sistemi informatici, violazioni dei diritti delle persone con disabilità e condotte discriminatorie sistemiche. Al momento si tratta esclusivamente delle affermazioni del ricorrente, che non sono state ancora esaminate nel merito dal tribunale.

Le accuse sull’intelligenza artificiale

Al centro della causa vi è un sistema di intelligenza artificiale proprietario, denominato dal ricorrente “Organic Intelligence System”. Secondo quanto riportato nell’atto, si tratterebbe di una piattaforma sviluppata in oltre vent’anni di lavoro, pensata come tecnologia assistiva per persone con disabilità cognitive e neurologiche. Il ricorrente sostiene che tale sistema sarebbe stato utilizzato senza autorizzazione, replicato e integrato in servizi di intelligenza artificiale commerciali, senza alcun accordo di licenza né riconoscimento economico o autoriale.

Presunto accesso non autorizzato e blocco dei sistemi

La complaint descrive anche un presunto accesso illecito ai sistemi backend collegati alla tecnologia contestata, seguito dal blocco dell’accesso amministrativo al legittimo sviluppatore. Secondo l’atto, questa esclusione avrebbe impedito al ricorrente di utilizzare, modificare o difendere il proprio lavoro. In questo contesto vengono richiamate possibili violazioni del Computer Fraud and Abuse Act (CFAA) e delle normative federali e statali sulla tutela dei segreti industriali.

Discriminazione e ritorsioni

Una parte significativa della causa riguarda presunte violazioni dell’Americans with Disabilities Act (ADA). Il ricorrente afferma di essere stato oggetto di discriminazione continuativa in quanto persona con disabilità, con episodi che includerebbero dinieghi di servizio, esclusioni tecnologiche e ritorsioni successive alla presentazione di reclami formali.

Nel documento si parla di un modello ricorrente di comportamenti discriminatori, supportato – secondo l’accusa – da dati statistici e da una cronologia di eventi che mostrerebbe un’intensificazione delle condotte contestate a partire dall’ottobre 2023.

Ipotesi di coordinamento tra più soggetti

La causa ipotizza inoltre l’esistenza di un coordinamento tra più aziende tecnologiche, finalizzato a isolare il ricorrente e a limitarne l’accesso a risorse economiche, finanziarie e sanitarie. Tra le conseguenze descritte figurano presunti episodi di esclusione da servizi bancari, abitativi e tecnologici. Anche in questo caso, si tratta di allegazioni contenute nell’atto introduttivo, che dovranno essere dimostrate nel corso del procedimento.

Altre contestazioni

Tra le ulteriori accuse figurano frode, concorrenza sleale, arricchimento senza causa e violazione delle normative californiane sulle pratiche commerciali scorrette. L’atto richiama anche procedimenti giudiziari precedenti, documentazione medica, dichiarazioni testimoniali e analisi statistiche che, secondo il ricorrente, sosterrebbero l’impianto accusatorio.

Stato attuale del caso

Il procedimento si trova in una fase iniziale. Non risultano, al momento, risposte ufficiali da parte dei soggetti chiamati in causa né decisioni del giudice sui fatti esposti. Come previsto dall’ordinamento statunitense, le affermazioni contenute nella complaint non costituiscono un accertamento di responsabilità.

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