A meno di due mesi dalla piena applicazione dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, una larga parte del sistema produttivo italiano resta ancora lontana dall’adozione dell’IA. Nel 2025 solo il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, mentre l’83,6% non ne fa ancora uso. Il dato assume un peso particolare per le PMI, ferme al 15,7%, a fronte del 53,1% registrato tra le grandi imprese.
In questo contesto nasce l’Osservatorio IIA — Intelligenza Artificiale per l’Italia, iniziativa permanente dedicata all’IA applicata al tessuto produttivo italiano. Il progetto è stato presentato alla Sala Stampa della Camera dei Deputati durante la conferenza “Digital AI per il Made in Italy” ed è fondato e presieduto da Paolo Bomparola, esperto di web marketing strategico e intelligenza artificiale applicata al business digitale.
AI Act, perché il 2 agosto 2026 è una data chiave
Il 2 agosto 2026 rappresenta una scadenza rilevante per imprese, fornitori di soluzioni tecnologiche e soggetti che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. L’AI Act, entrato in vigore nel 2024, prevede una piena applicazione progressiva e introduce un modello basato sul rischio, con regole diverse per pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, obblighi di trasparenza e applicazioni a rischio limitato o minimo.
Per le imprese più strutturate, il tema riguarda l’adeguamento di processi, documentazione, governance e controllo dei sistemi già integrati nelle attività aziendali. Per le piccole e medie imprese, invece, il problema principale resta il doppio ritardo: da un lato l’adozione tecnologica ancora bassa, dall’altro la necessità di comprendere gli obblighi normativi prima che diventino un fattore di esposizione operativa e competitiva.
Il rischio indicato dall’Osservatorio IIA è che molte aziende arrivino alla scadenza normativa senza strumenti interni, competenze e criteri di valutazione adeguati. Il tema non riguarda solo l’uso di chatbot generativi o strumenti di automazione, ma anche marketing, gestione clienti, processi interni, visibilità online e analisi dei dati.
Il divario tra grandi imprese e PMI
I dati sull’adozione dell’intelligenza artificiale mostrano una crescita evidente, ma ancora disomogenea. Nel 2024 le imprese italiane che utilizzavano almeno una tecnologia IA erano l’8,2%; nel 2025 la quota è salita al 16,4%. La crescita risulta più marcata nelle grandi aziende, passate al 53,1%, mentre le PMI si fermano al 15,7%.
Il divario dimensionale ha raggiunto 37,4 punti percentuali e segnala una distanza che non dipende solo dall’accesso agli strumenti, ormai ampiamente disponibili, ma anche dalla capacità di inserirli in processi misurabili. Tra le barriere più citate dalle imprese figura la mancanza di competenze, indicata dal 58,6% delle PMI. A questo si aggiunge un altro limite operativo: il 56% delle PMI non misura ancora il ritorno del proprio investimento in marketing.
Per l’Osservatorio IIA, questa distanza può condizionare la competitività del Made in Italy nei prossimi anni. Le piattaforme di IA generativa, gli assistenti digitali e i motori di ricerca basati su intelligenza artificiale stanno già modificando le modalità con cui clienti e aziende trovano informazioni, prodotti e servizi. Per una PMI, restare fuori da questo cambiamento può significare perdere visibilità nei canali dove si formerà una parte crescente della domanda.
La missione dell’Osservatorio IIA
L’Osservatorio IIA nasce con l’obiettivo di accompagnare le PMI italiane verso un uso più consapevole e misurabile dell’intelligenza artificiale. L’approccio dichiarato è operativo: meno teoria astratta, più strumenti utili a imprenditori, professionisti e aziende che devono capire dove l’IA può produrre valore reale.
Il primo ambito di lavoro riguarda la ricerca applicata, con analisi e report sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI italiane, suddivisi per settore, territorio e dimensione d’impresa. L’obiettivo è produrre dati utilizzabili per decisioni concrete, non solo per il dibattito accademico.
Il secondo asse è la formazione, con guide pratiche, contenuti divulgativi e sessioni dedicate all’uso dell’IA nel marketing, nella comunicazione, nella gestione del cliente e nei processi aziendali. L’elemento centrale è il linguaggio: l’Osservatorio intende tradurre concetti tecnici in indicazioni accessibili per il tessuto produttivo italiano.
Il terzo ambito è l’indirizzo strategico, con un’attenzione particolare alle piattaforme di intelligenza artificiale generativa, ai nuovi modelli di ricerca online e all’evoluzione dell’Agentic AI, cioè sistemi capaci di eseguire attività in modo più autonomo rispetto agli strumenti generativi tradizionali.
“L’intelligenza artificiale deve parlare italiano”
Secondo Paolo Bomparola, la sfida dell’intelligenza artificiale per il Made in Italy passa dalla capacità di adattare strumenti e processi alle caratteristiche delle imprese italiane. “Il Made in Italy ha nella sua identità il vantaggio competitivo più potente che esista sui mercati globali. L’intelligenza artificiale non è una minaccia a quell’identità: è lo strumento più efficace per portarla dove i clienti di domani la cercheranno”, ha dichiarato il presidente e fondatore dell’Osservatorio IIA.
Bomparola collega la scadenza del 2 agosto 2026 non solo alle grandi aziende tecnologiche, ma anche alle realtà produttive più piccole. “Il 2 agosto non è solo una scadenza per i giganti della tecnologia: riguarda l’artigiano, il piccolo produttore, l’impresa familiare. Il rischio è che le regole arrivino prima delle competenze. L’Osservatorio IIA nasce per evitare che le PMI italiane si trovino a rincorrere, sul piano normativo come su quello competitivo”.
Il messaggio dell’iniziativa è quindi diretto: l’adozione dell’IA non può essere trattata come una moda tecnologica né come un adempimento formale. Per le PMI italiane diventa una questione di competenze, misurazione, competitività e capacità di presidiare i nuovi canali digitali senza perdere la propria identità produttiva.





























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