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AssoCall propone un sistema di identità verificata contro le frodi telefoniche


AssoCall-Confcommercio ha depositato presso Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni una proposta per introdurre un sistema di identità verificata nelle comunicazioni telefoniche, con l’obiettivo di distinguere in modo chiaro le chiamate legittime dalle frodi. Il documento rientra nella consultazione pubblica avviata dall’Autorità sul piano nazionale di numerazione e sull’identificativo del chiamante. Secondo l’associazione dei contact center in outsourcing, la trasparenza verso l’utente deve basarsi su un meccanismo tecnico di attestazione dell’identità e non soltanto su elementi formali legati al numero visualizzato.

Identità certificata prima della risposta

La proposta prevede l’introduzione, per i soli soggetti ad alto traffico uscente, di un servizio di trasparenza controllato dalla rete. In concreto, prima che la chiamata venga collegata, l’infrastruttura dell’operatore riprodurrebbe un breve annuncio con l’identità verificata dell’azienda chiamante, indicando ragione sociale o brand. Tali informazioni risulterebbero associate a dati societari già controllati e collegati all’account di originazione della chiamata. La misura sarebbe limitata ai grandi generatori di traffico, come attività di teleselling e customer care outbound. AssoCall precisa che l’intervento rappresenta un complemento e non un’alternativa a un sistema nazionale di certificazione dell’identificativo del chiamante.

Il nodo delle numerazioni riconoscibili

Nel documento depositato all’Agcom, l’associazione esprime riserve rispetto all’ipotesi di estendere l’identificativo del chiamante ad altre tipologie di numerazioni, comprese quelle a tre cifre. Secondo AssoCall, l’introduzione di numerazioni più facilmente riconoscibili potrebbe facilitare fenomeni di ingegneria sociale, rendendo più credibili le frodi telefoniche. L’obiettivo di trasparenza indicato dall’Autorità, nella posizione dell’associazione, può essere raggiunto soltanto attraverso un sistema nazionale di attestazione e verifica dell’identità tra operatori. Come esempio viene richiamato il modello STIR/SHAKEN, già adottato in Francia, che consente di certificare l’autenticità del numero chiamante lungo la filiera di rete.

Attestazione tecnica e fiducia degli utenti

Leonardo Papagni, presidente di AssoCall-Confcommercio, sottolinea che la distinzione tra traffico legittimo e traffico fraudolento deve fondarsi su un’identità certificata e controllata dalla rete, in particolare nei segmenti caratterizzati da traffico massivo, dove il rischio di abuso risulta più elevato. Secondo l’associazione, soltanto un quadro regolatorio fondato su attestazione tecnica del numero, contattabilità effettiva e uniformità applicativa lungo l’intera filiera può contribuire a ricostruire la fiducia degli utenti e a garantire condizioni di concorrenza corrette nel settore del contact center outsourcing.

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