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Apple rimuove Telegram dall’App Store per contenuti CSAM


L’app è tornata disponibile dopo poche ore. Telegram afferma che il caso riguardava un solo utente e contesta la proporzionalità della decisione di Apple. Apple ha rimosso temporaneamente Telegram dall’App Store dopo aver individuato sulla piattaforma materiale relativo ad abusi sessuali su minori, indicato con l’acronimo CSAM. Il blocco è durato poche ore: l’app è tornata disponibile nella stessa giornata dopo la cancellazione dei contenuti e il ban dell’account responsabile. La società di Cupertino ha spiegato che una propria verifica aveva rilevato materiale contrario alle rigide regole dell’App Store sulla tutela dei minori. Apple ha ripristinato Telegram dopo che il servizio di messaggistica «ha rimosso prontamente il contenuto e bannato l’utente che lo aveva pubblicato». La dichiarazione è stata diffusa dal giornalista di Bloomberg Mark Gurman e confermata da Apple a Reuters.

Telegram: il contenuto proveniva da un solo account

Telegram sostiene che la violazione fosse riconducibile a un singolo utente, sul quale la società sarebbe intervenuta immediatamente. Remi Vaughn, portavoce della piattaforma, ha criticato la scelta di rendere l’app indisponibile per oltre un miliardo di persone a causa delle azioni di un solo account. Telegram conta infatti più di un miliardo di utenti attivi ogni mese.

Il profilo ufficiale del servizio ha risposto in modo polemico alla dichiarazione di Apple:

«Sono sicuro che questa posizione sarà applicata allo stesso modo a tutte le altre app dello store, in futuro, vero Apple?».

Il messaggio richiama il problema della responsabilità delle grandi piattaforme rispetto ai contenuti caricati dagli utenti. La domanda implicita di Telegram riguarda soprattutto l’uniformità dei controlli: se la pubblicazione di materiale illegale da parte di una singola persona basta per sospendere un’app, lo stesso criterio potrebbe interessare qualsiasi social network o servizio di comunicazione. Anche Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games e da tempo in contrasto con Apple sulle politiche dell’App Store, ha contestato la proporzionalità della misura. Sweeney ha chiesto come possano operare servizi di comunicazione su larga scala, compreso iMessage, qualora la condotta isolata di un utente possa causare la rimozione dell’intera applicazione.

Quasi 338.000 gruppi e canali rimossi nel 2026

Telegram dichiara di applicare una politica di tolleranza zero verso il materiale pedopornografico. Nei primi mesi del 2026 avrebbe già eliminato quasi 338.000 gruppi e canali collegati alla diffusione di contenuti CSAM. Il dato preciso fornito dalla società supera quota 337.900. Nella propria pagina dedicata alla sicurezza, Telegram afferma inoltre di bloccare ogni giorno decine di migliaia di gruppi e canali e di cancellare milioni di contenuti contrari alle proprie regole. La società utilizza sistemi automatici, segnalazioni degli utenti e attività dei moderatori per individuare le violazioni.

Non è la prima sospensione decisa da Apple

Un episodio simile risale al 2018, quando Apple ritirò Telegram dall’App Store per la presenza di contenuti inappropriati. L’app tornò disponibile dopo l’introduzione di ulteriori misure di sicurezza da parte della piattaforma. Telegram resta sotto pressione anche da parte delle autorità. Nell’aprile 2026 il regolatore britannico Ofcom ha aperto un’indagine su presunti contenuti di abuso sessuale su minori condivisi tramite il servizio. La società ha respinto le accuse e sostiene che i sistemi introdotti dal 2018 abbiano quasi eliminato la diffusione pubblica di questo materiale. A febbraio, l’autorità australiana per la sicurezza online aveva inoltre multato Telegram per i ritardi nelle risposte sulle misure adottate contro contenuti pedopornografici ed estremisti.

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