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AI Euphoria: lo sport si trasforma con l’AI, tra prestazioni, prevenzione e fan experience

Anche nello sport , l’intelligenza artificiale non è più solo un orizzonte da esplorare, ma una presenza concreta, sempre più integrata nei processi decisionali, nelle strategie di gioco e nella gestione delle società. È questo il cuore pulsante dell’“AI Euphoria”, un fenomeno che sta rivoluzionando la sport industry in modo capillare, come evidenziato da una serie di ricerche condotte da Espresso Communication per conto di Vero Volley e dai dati di Precedence Research.

Un mercato in piena ascesa: 60 miliardi entro il 2034

Il valore dell’intelligenza artificiale applicata allo sport è destinato a crescere in modo vertiginoso. Dopo aver sfiorato i 9 miliardi di euro nel 2024, il settore supererà i 10 miliardi già entro la fine del 2025. Ma la vera svolta è prevista entro il 2034, quando il comparto raggiungerà quota 60 miliardi, con una crescita del 500% e un tasso annuo composto (CAGR) del 21%. In testa alla classifica dei mercati più dinamici c’è il Nord America, grazie al ruolo pionieristico di NFL, NBA e MLB, seguito da Europa e Asia.

Le discipline più coinvolte: calcio, basket, volley e oltre

Tra gli sport più coinvolti spicca il calcio, con esempi come il Liverpool che, secondo la BBC, sfrutta piattaforme AI per ottimizzare le strategie sui calci piazzati. Anche l’NBA si muove nella stessa direzione, con sistemi per analizzare ogni match e prevenire infortuni ricorrenti, come quelli al tendine d’Achille.

In Italia, il Vero Volley ha stretto una collaborazione con K-Sport per monitorare i carichi di lavoro tramite sensori AI, riducendo così i rischi di sovraccarico. L’intelligenza artificiale diventa strumento concreto anche nella gestione logistica delle squadre, nella creazione di contenuti social automatizzati, nella personalizzazione dei video per le piattaforme digitali, nel tagging delle immagini e persino nella gestione del CRM e delle attività di vendita.

AI e sport: molto più che una questione tecnica

“L’AI è una vera e propria onda di eccitazione che attraversa tutte le industrie, sport compreso”, spiega Gianpaolo Martire, responsabile marketing di Vero Volley. “Ma non bisogna rincorrere l’innovazione in modo cieco: ogni tecnologia va adattata a un obiettivo reale, altrimenti il change management rischia di essere controproducente”. Il consorzio ha recentemente condotto un’analisi su 100 casi di applicazione dell’AI nello sport, presentati all’AI Festival: nel 29% dei casi l’AI è stata usata per personalizzare i programmi di allenamento. NFL, NHL e Major League Soccer risultano le realtà più coinvolte.

Francesco Elmi, AI expert, sottolinea le potenzialità della tecnologia in ambito medico e inclusivo: avatar intelligenti possono anticipare problematiche fisiche negli atleti, mentre applicazioni dedicate permettono a ragazzi sordi di avvicinarsi a nuove discipline. In Canada, alla Toronto Metropolitan University, uno studio mostra come l’AI possa aiutare gli scout sportivi a valutare i giocatori in base alle performance, non solo alle caratteristiche fisiche.

Fan engagement e nuove frontiere: Wimbledon e San Jose Sharks

Il coinvolgimento del pubblico è un altro ambito in cui l’intelligenza artificiale sta portando novità. Durante il prossimo torneo di Wimbledon, verrà lanciato un assistente AI interattivo in grado di fornire analisi e informazioni in tempo reale. Nella NHL, i San Jose Sharks utilizzeranno l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza delle tattiche di gioco attraverso l’analisi dei dati.

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