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L'ingresso della sede di Europol con l'insegna dell'agenzia
Immagine: Europol.

Europol contro il gioco di ruolo terroristico online: 9.000 link segnalati da 16 Paesi


«Non è un gioco»: con queste parole Europol ha intitolato il comunicato diffuso il 3 novembre 2026 sull’azione contro il gioco di ruolo terroristico nei videogiochi online. L’Unità dell’UE per le segnalazioni su Internet (EU IRU) dell’agenzia ha coordinato, insieme alla Spagna, una Referral Action Day rivolta al LARPing (live action role-playing) violento estremista e terroristico negli ambienti di gioco online. Alla giornata hanno partecipato unità specializzate di 16 Paesi.

Oltre 9.000 link su 47 piattaforme

Gli investigatori hanno segnalato oltre 9.000 link a contenuti che promuovono l’estremismo violento e il terrorismo di matrice jihadista, di estrema destra, di estrema sinistra e anarchica. Il materiale era diffuso su 47 piattaforme tra social media e giochi online.

L’azione ha preso di mira i contenuti prodotti e condivisi da individui, gruppi, reti e organizzazioni che usano il gioco di ruolo online per veicolare narrazioni violente estremiste e terroristiche. Il compito dell’EU IRU consiste nell’individuare questi contenuti e nel segnalarli alle piattaforme che li ospitano. Per la giornata l’EU IRU ha riunito le unità specializzate dei Paesi partecipanti.

Una persona con le cuffie davanti a uno schermo in un ambiente da gioco
Immagine: Europol.

Dal gioco di ruolo alla propaganda

Negli ambienti dei videogiochi, spiega Europol, queste comunità ricreano le strutture, le narrazioni e i simboli delle organizzazioni terroristiche, oltre agli attacchi veri e propri. Le attività possono includere l’interpretazione di membri di gruppi terroristici e la ricostruzione di eventi che li riguardano.

Secondo l’agenzia, queste pratiche possono evolvere in iniziative coordinate per produrre e diffondere propaganda e per reclutare nuovi membri e sostenitori, tra cui giovani e minori. Inserire ideologie terroristiche o estremiste in esperienze di gioco interattive contribuisce, osserva Europol, alla radicalizzazione. Individuare e segnalare questi contenuti è quindi essenziale per fermarne la diffusione e per impedire che vengano usati per il reclutamento e per la messa in atto di azioni violente.

Un’azione con un precedente

L’operazione segue una precedente giornata di segnalazioni sullo stesso fenomeno, svolta nel 2025: ne avevamo scritto su Smartphonology all’epoca. Fa parte inoltre del programma continuativo di azioni coordinate con cui l’EU IRU affronta le diverse forme di propaganda terroristica ed estremista online.

Il quadro europeo

Secondo Europol, l’iniziativa riflette gli sforzi più ampi dell’Unione europea contro lo sfruttamento degli ambienti di gioco online a fini terroristici e di estremismo violento. L’agenzia ricorda che questa minaccia emergente è evidenziata nell’EU TE-SAT 2026, il suo rapporto sul terrorismo. La Commissione europea, dal canto suo, indica nell’agenda ProtectEU per prevenire e contrastare il terrorismo (2026) la necessità di rafforzare la cooperazione con l’industria dei videogiochi.

Su queste priorità l’EU IRU, anche tramite la sua Online Gaming Network, ha trasformato l’approccio in un intervento operativo concreto: la giornata di segnalazioni appena conclusa.

Il tema della sicurezza dei più giovani sulle piattaforme di gioco emerge anche in altri ambiti, che questa operazione non riguarda. Su Smartphonology abbiamo raccontato la petizione con cui Altroconsumo chiede a Roblox più tutele per i minori e l’appello di Meter su minori online e rischi digitali.

Fonti: Europol, «Not a game: Europol and partners target terrorist role-playing online», 3 novembre 2026.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.