La Banca centrale europea (BCE) ha selezionato Telefónica e Minsait, società del gruppo spagnolo Indra, come uno dei due aggiudicatari della gara per l’infrastruttura di comunicazione e sicurezza su cui si baserà il futuro euro digitale. Il contratto ha una durata di dieci anni ed entrerà in vigore il 3 maggio 2027.
Una rete sicura tra BCE, banche e fintech
L’infrastruttura dovrà collegare in modo sicuro l’ecosistema di intermediari pubblici e privati coinvolti nella valuta digitale, che comprende banche, società fintech e prestatori di servizi di pagamento (PSP). Le due aziende hanno costituito un consorzio per progettare e realizzare per la BCE le reti e le soluzioni collegate, con l’obiettivo di integrare le comunicazioni con i servizi di sicurezza necessari a cittadini e imprese per scambiare informazioni e accedere ai diversi servizi.
La proposta del consorzio è pensata con una portata internazionale e un’infrastruttura distribuita, e mette insieme comunicazioni, data center, cybersicurezza, gestione operativa e integrazione tecnologica. L’aggiudicazione è riportata anche nell’avviso pubblicato su TED, il portale europeo degli appalti pubblici.

Chi fa cosa: reti a Telefónica, API e identità a Minsait
Telefónica fornirà l’infrastruttura di comunicazione e la sua gestione attraverso le divisioni Telefónica Global Solutions (TGS) e Telefónica Tech. Il progetto prevede una rete MPLS (Multiprotocol Label Switching), cioè una rete privata virtuale che collega in modo sicuro sedi diverse, oltre a funzionalità SD-WAN per la connettività multisede e a servizi di cybersicurezza.
Minsait si occuperà invece delle piattaforme che permetteranno di connettere e integrare applicazioni, sistemi e partecipanti tramite API. Fornirà anche soluzioni di identità digitale, certificati e servizi fiduciari attraverso IndraMind Cybersecurity, l’unità di sicurezza informatica di IndraMind. Il tutto sarà supportato da un SOC (Security Operations Center) incaricato di rilevare le minacce e rispondere agli attacchi, di garantire identificazione e controllo degli accessi e di cifrare le comunicazioni tra le applicazioni della piattaforma.
Pagamenti anche senza connessione a internet
L’euro digitale è descritto come un mezzo di pagamento digitale accettato in tutta l’area euro, complementare al contante. Secondo le due aziende, questa infrastruttura tecnologica sovrana consentirebbe ai cittadini di usarlo per transazioni commerciali anche senza connessione a internet. Per farlo servirà un insieme di asset fisici sui quali costruire una dorsale logica che colleghi i diversi partecipanti al sistema.
Le dichiarazioni dei vertici
Borja Ochoa, presidente di Telefónica España e direttore generale B2B, ha definito il progetto «un passo avanti importante» nella strategia del gruppo per un’Europa «più digitale, sicura e sovrana», perché l’euro digitale richiederà un’infrastruttura di comunicazione robusta, resiliente e sicura. L’operatore spagnolo è già presente su smartphonology.it per i suoi progetti sui dispositivi ricondizionati e riciclati e, con il marchio Vivo, per la connettività satellitare in Brasile.
Per Luis Fernández, CEO di Minsait, l’euro digitale è «uno dei progetti tecnologici e finanziari più trasformativi attualmente in corso in Europa». Secondo il manager, le competenze dell’azienda in sistemi di pagamento, identità digitale, cybersicurezza e integrazione tecnologica aiuteranno a collegare in sicurezza tutti i partecipanti e ad avvicinare la nuova moneta a milioni di cittadini e imprese europei.

























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