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Sam Altman, CEO di OpenAI, che ha parlato della RAM nei PC durante il podcast Cheeky Pint
Foto: TechCrunch, Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0

Sam Altman e la RAM nei PC: «Meglio nei data center»


Per Sam Altman la RAM dei PC di casa è uno spreco. Il CEO di OpenAI lo ha detto nell’episodio del 29 ottobre di Cheeky Pint, il podcast condotto da John Collison, cofondatore di Stripe: in piena carenza di memorie, secondo Altman, è meglio che la DRAM lavori nei data center piuttosto che restare quasi sempre inattiva sulle scrivanie. La frase è diventata in poche ore un caso sui social, tra meme di gamer pronti a difendere i loro 64 GB e critiche più serie sul futuro del computer personale.

Cosa ha detto Sam Altman sulla RAM nei PC

La domanda di Collison riguardava la crisi della capacità di calcolo e il prezzo delle memorie, ormai altissimo. Altman ha risposto con un ragionamento sull’uso efficiente delle risorse. «Molte persone vogliono l’inferenza in locale e danno per scontato che il problema sia risolto, perché avremo modelli open source da far girare sui nostri computer e non servirà tutta quella roba nel data center», ha spiegato. «Ma dal punto di vista dell’allocazione globale è piuttosto terribile che ognuno abbia una parte della limitata offerta mondiale di DRAM nel proprio computer, usata il 5% del tempo».

La conclusione del CEO è netta: in un contesto con forti vincoli di offerta conviene la massima utilizzazione nel cloud, mentre «l’intuizione di molte persone va nella direzione opposta». Altman non ha detto che i PC dovrebbero fare a meno della memoria. Il suo punto riguarda il tasso di utilizzo: lo stesso chip in un server serve molti utenti, quello nel computer di casa resta in attesa per gran parte della giornata.

Sam Altman, CEO di OpenAI, che ha parlato della RAM nei PC durante il podcast Cheeky Pint
Foto: TechCrunch, Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0

Il contesto: la carenza di memorie e il ruolo di OpenAI

Le parole di Altman arrivano in un momento in cui la DRAM è diventata una risorsa contesa. La domanda dei data center per l’intelligenza artificiale ha fatto salire i prezzi anche per l’hardware di consumo, con effetti su PC, console e smartphone: un tema che avevamo già visto con i dati di Counterpoint sul mercato smartphone ai minimi dal 2012 a causa del caro memorie.

OpenAI è uno dei grandi acquirenti di questo mercato. Per il progetto Stargate la società ha firmato accordi con Samsung e SK Hynix, e pochi giorni fa Altman era in Corea del Sud per l’incontro con i vertici del gruppo Samsung. Proprio i chip di memoria stanno trainando le esportazioni coreane, con i semiconduttori in crescita del 259% a ottobre. Per questo diversi critici hanno fatto notare che il ragionamento arriva da chi vende inferenza in cloud e, allo stesso tempo, assorbe una quota rilevante della produzione mondiale.

Le reazioni: privacy, uso offline e costi

Sui social la risposta è stata in gran parte ironica, con finte proteste in difesa della RAM domestica e foto di configurazioni da gioco. Le obiezioni più concrete riguardano però i vantaggi dell’AI in locale, che Altman non ha affrontato: i dati restano sul dispositivo, il modello funziona senza connessione e non ci sono abbonamenti o limiti di utilizzo imposti da terzi.

C’è anche una questione tecnica. Buona parte della capacità produttiva delle fabbriche di memorie oggi è assorbita dalle HBM, le memorie ad alta larghezza di banda usate negli acceleratori per l’AI, che richiedono molto più silicio per gigabyte rispetto alla DDR5 dei PC. La scarsità percepita dai consumatori, secondo questa lettura, dipende più dalla corsa dei data center che dai banchi di RAM nei computer di casa.

Perché il dibattito riguarda anche gli smartphone

La discussione non tocca solo i PC. Apple, Google e Samsung puntano da tempo sull’AI eseguita direttamente sul telefono, proprio per ragioni di privacy e velocità, e questo richiede più memoria a bordo. Se la DRAM resta cara e contesa, i produttori dovranno scegliere tra aumentare i prezzi, limitare la RAM dei modelli più economici o spostare più funzioni sul cloud. La visione di Altman spinge verso la terza strada, ma non è detto che utenti e produttori di dispositivi siano disposti a seguirla.

Fonti

Cheeky Pint, trascrizione dell’episodio; The Verge; Polygon

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