La Commissione europea ottiene pieni poteri di controllo sui sistemi di intelligenza artificiale. Alibaba presenta Qwen3.8-Max, Apple contesta una nuova richiesta britannica sui dati cifrati e Samsung rimuove le app che trasformano le smart TV in nodi proxy.
Le principali notizie tecnologiche del 4 agosto 2026 riguardano l’avvio della fase operativa dell’AI Act, il confronto tra governi e aziende sul controllo dei modelli avanzati e la sicurezza dei dispositivi connessi. La Casa Bianca dichiara di aver completato un nuovo sistema volontario per la valutazione dei modelli AI, ma non ne pubblica i dettagli. Nel frattempo, Alibaba amplia la competizione tra i modelli cinesi con Qwen3.8-Max, mentre Apple apre un nuovo contenzioso contro il governo britannico per difendere la cifratura dei backup iCloud.
L’AI Act entra nella fase di controllo e sanzione
Dal 2 agosto 2026, la Commissione europea e le autorità nazionali possono applicare in modo diretto le principali disposizioni dell’AI Act. L’AI Office può chiedere informazioni alle aziende, imporre l’accesso ai modelli, effettuare valutazioni tecniche e ordinare misure correttive. Nei casi più gravi può anche chiedere una limitazione della disponibilità pubblica di un modello. I poteri riguardano soprattutto i fornitori di modelli di intelligenza artificiale per finalità generali, compresi quelli che possono presentare rischi sistemici. Le autorità nazionali mantengono invece la competenza sugli altri sistemi AI.
Le violazioni delle pratiche vietate possono comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo, a seconda di quale cifra risulti più elevata. Per le violazioni degli obblighi relativi ai modelli general purpose, le multe possono raggiungere 15 milioni di euro o il 3% del fatturato. Entrano in vigore anche gli obblighi di trasparenza. I chatbot devono comunicare agli utenti che l’interazione avviene con un sistema artificiale. Deepfake, immagini sintetiche, video modificati e determinati testi prodotti dall’AI devono includere etichette o indicatori leggibili dalle macchine. L’applicazione delle regole sui sistemi ad alto rischio seguirà un calendario diverso. Le norme per i sistemi indicati nell’Allegato III partiranno il 2 dicembre 2027, mentre quelle relative all’AI integrata nei prodotti regolamentati scatteranno il 2 agosto 2028.
La Casa Bianca completa un quadro volontario per i modelli AI
La Casa Bianca afferma di aver rispettato la scadenza del primo agosto per la creazione di un quadro volontario destinato alla valutazione dei modelli AI avanzati. Il progetto deriva dall’ordine esecutivo firmato il 2 giugno 2026, attraverso il quale l’amministrazione statunitense ha chiesto la definizione di benchmark per misurare le capacità informatiche offensive dei modelli più potenti. Una parte delle valutazioni resterà classificata. Il governo non ha ancora pubblicato il testo del quadro, i criteri di partecipazione o le modalità operative. Non è quindi chiaro quali aziende aderiranno né quali modelli saranno sottoposti agli esami. Il 4 agosto la Casa Bianca ospita un incontro con rappresentanti di OpenAI, Google, Anthropic e altre società. Il confronto dovrebbe chiarire il funzionamento delle verifiche e il trattamento dei modelli a pesi aperti. Il carattere volontario rappresenta il principale punto critico. Le società possono decidere di non sottoporre i propri sistemi al controllo federale, mentre i dettagli tecnici restano fuori dal dibattito pubblico.
Alibaba presenta Qwen3.8-Max con 2.400 miliardi di parametri
Alibaba ha presentato Qwen3.8-Max, il modello più grande e avanzato sviluppato finora dalla divisione Qwen. Il sistema adotta un’architettura Mixture-of-Experts con 2.400 miliardi di parametri complessivi e una finestra di contesto fino a un milione di token. Il modello supporta testo e immagini ed è stato progettato soprattutto per programmazione, attività agentiche e gestione di processi complessi. Alibaba dichiara risultati superiori a Kimi K3 in alcuni benchmark, ma le prove indipendenti disponibili non confermano un vantaggio netto in ogni ambito. I risultati pubblicati dalla società devono quindi essere letti come valutazioni del produttore. L’accesso tramite API costa 2 dollari per milione di token in input e 6 dollari per milione di token in output. I token recuperati dalla cache costano 0,25 dollari per milione. Alibaba ha annunciato la pubblicazione dei pesi di Qwen3.8-Max e Qwen3.8-27B nel corso della prossima settimana. Sarebbe la prima distribuzione con pesi aperti di un modello appartenente alla classe Qwen-Max.
DeepSeek V4-Flash punta tutto sui costi ridotti
DeepSeek ha rafforzato la propria strategia basata sui prezzi contenuti con V4-Flash, un modello rivolto alle applicazioni che richiedono grandi volumi di richieste. Il servizio costa 0,14 dollari per milione di token in input e 0,28 dollari per milione di token in output. Artificial Analysis stima una spesa media di circa 3 centesimi per completare un test, contro 86 centesimi per Kimi K3, 1,86 dollari per GPT-5.6 Sol e 3,15 dollari per Claude Fable 5. V4-Flash ha ottenuto 50 punti nell’Intelligence Index di Artificial Analysis, un risultato vicino a quello di altri modelli ottimizzati per velocità e costo. Il confronto economico non equivale però a una valutazione completa delle prestazioni. Il costo effettivo dipende dalla lunghezza delle risposte, dalla quantità di token utilizzati e dalla capacità del modello di completare correttamente un’attività senza ulteriori tentativi.
Apple contesta la nuova richiesta britannica sui backup cifrati
Apple ha presentato un nuovo ricorso contro il governo britannico presso l’Investigatory Powers Tribunal, l’organismo che esamina le controversie relative ai poteri di sorveglianza nel Regno Unito. Al centro del procedimento si trova un nuovo Technical Capability Notice, attraverso il quale il ministero dell’Interno avrebbe chiesto ad Apple di fornire accesso ai backup iCloud cifrati degli utenti britannici. La precedente richiesta coinvolgeva anche i dati degli utenti statunitensi ed era stata ritirata nel 2025 dopo il confronto diplomatico con Washington. Il nuovo ordine riguarderebbe soltanto il Regno Unito. Apple conferma il deposito del ricorso, ma non fornisce ulteriori dettagli. La società ribadisce di non aver mai creato una chiave universale o una porta di accesso riservata nei propri servizi. Il governo britannico sostiene che le autorità debbano poter accedere alle comunicazioni quando la misura risulta necessaria e proporzionata per contrastare terrorismo, abusi sui minori e reati gravi. Una backdoor non permetterebbe però di limitare l’accesso ai soli investigatori autorizzati. La stessa debolezza tecnica potrebbe essere scoperta e sfruttata da criminali informatici, governi stranieri o produttori di spyware.
Samsung vieta le app che trasformano le smart TV in proxy
Samsung ha modificato le regole del proprio negozio di applicazioni dopo la scoperta di SDK capaci di trasformare alcune smart TV in nodi di uscita per reti proxy residenziali. Questi sistemi permettono a soggetti esterni di instradare il proprio traffico Internet attraverso la connessione domestica del proprietario del televisore. L’attività online appare quindi associata all’indirizzo IP dell’utente, non a quello del cliente che acquista il servizio proxy. La società di sicurezza norvegese Mnemonic ha trovato il codice di Bright Data all’interno di diverse applicazioni per televisori Samsung. Tra queste compariva anche una versione di Pac-Man inserita nella sezione Editor’s Choice dello store. Il codice risultava inattivo per impostazione predefinita, ma un comando remoto poteva abilitarlo. Dopo il consenso dell’utente, il servizio continuava a funzionare anche dopo la chiusura dell’applicazione. La struttura di molte app complica i controlli. Il pacchetto installato sul televisore contiene spesso soltanto poche righe di codice, mentre il contenuto effettivo arriva da un server esterno. Lo sviluppatore può quindi cambiare il comportamento dell’app dopo la revisione da parte dello store. Samsung ha bloccato la registrazione di nuove applicazioni che incorporano queste funzioni. La società ha inoltre annunciato regole specifiche contro gli SDK proxy e la rimozione delle app già disponibili. Le reti proxy residenziali possono avere usi legittimi, ma vengono impiegate anche per mascherare attacchi informatici, tentativi di accesso abusivo, raccolta automatica di dati e attività di spionaggio.
Oltre 50 agenti accusati di aver abusato delle telecamere Flock
Un’analisi del Washington Post ha individuato almeno 50 agenti delle forze dell’ordine accusati o incriminati per l’uso improprio dei lettori automatici di targhe. In 46 casi risultava coinvolto il sistema di Flock Safety. In 26 episodi, gli investigatori hanno contestato agli agenti di aver usato le telecamere per controllare mogli, fidanzate, ex partner o altre donne senza una giustificazione professionale. Flock gestisce una rete composta da oltre 120.000 telecamere presenti in più di 6.000 comunità statunitensi. Secondo la società, il sistema registra circa 20 miliardi di passaggi automobilistici ogni mese. Le telecamere fotografano targhe e veicoli, classificano marca, modello e colore e inseriscono le informazioni in una banca dati consultabile. Un agente può ricostruire gli spostamenti di un’automobile attraverso le immagini raccolte da diversi dipartimenti. Uno dei casi riguarda Michael Steffman, ex capo della polizia di una cittadina nell’area di Atlanta. L’uomo avrebbe cercato circa 600 volte le targhe dell’ex compagna e della figlia adolescente. Le autorità lo avevano arrestato con accuse relative a stalking, molestie e abuso dei lettori di targhe. La vicenda mostra il rischio legato alla concentrazione di dati sugli spostamenti in sistemi accessibili da migliaia di operatori. Le procedure di controllo e le sanzioni variano tra Stati e dipartimenti, mentre soltanto una parte delle amministrazioni effettua verifiche sistematiche sulle ricerche degli agenti.

Palantir cresce del 93% e alza le previsioni annuali
Palantir ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi pari a 1,94 miliardi di dollari, in crescita del 93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato commerciale negli Stati Uniti è aumentato del 149%, mentre i ricavi legati ai contratti governativi statunitensi hanno registrato una crescita del 90%. La società ha alzato le previsioni per l’intero esercizio e ora stima ricavi compresi tra 8,150 e 8,158 miliardi di dollari. La precedente previsione si fermava a circa 7,65 miliardi. La crescita deriva dalla domanda per gli strumenti di analisi dei dati e dalla piattaforma AIP, utilizzata da aziende e amministrazioni per integrare modelli AI nei processi interni. Palantir resta però al centro delle critiche per il proprio coinvolgimento nei settori della difesa, dell’intelligence e del controllo dell’immigrazione. Il peso dei contratti pubblici rende inoltre i risultati sensibili alle decisioni politiche e alla spesa militare statunitense.
Snap supera le stime ma perde utenti in Europa e Nord America
Snap ha registrato ricavi trimestrali pari a 1,6 miliardi di dollari, con un aumento del 19% su base annua e un risultato superiore alle previsioni degli analisti. Gli utenti attivi giornalieri hanno raggiunto quota 493 milioni, il 5% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. La crescita arriva soprattutto dai mercati esterni a Stati Uniti ed Europa. Gli utenti giornalieri sono diminuiti di circa il 7% in Nord America e del 2% in Europa. Il dato conferma le difficoltà di Snapchat nei mercati più maturi, dove la concorrenza di Instagram e TikTok resta elevata. Per il terzo trimestre Snap prevede ricavi compresi tra 1,70 e 1,74 miliardi di dollari. La società continua a investire nei servizi pubblicitari basati sull’AI e negli occhiali Specs, ma deve trasformare la crescita internazionale degli utenti in maggiori entrate.

























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