Negli Stati Uniti è già realtà, inclusa nell’abbonamento ad Amazon Prime, ma in Italia si fa ancora attendere. Alexa Plus, la nuova versione dell’assistente vocale di Amazon basata sull’intelligenza artificiale generativa, promette di trasformare l’interazione con i dispositivi domestici in un’esperienza più naturale, personalizzata e consapevole del contesto. Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico: Alexa Plus è stata progettata per comprendere il linguaggio umano, adattarsi alla cultura del Paese in cui opera e rispondere alla velocità di una conversazione reale.
Un’intelligenza più naturale e contestuale
Durante un incontro con la stampa, Michele Bulti, vicepresidente di Alexa International, e Tom Butler, principal scientist del team, hanno spiegato che l’obiettivo è rendere l’assistente “più utile che mai”. L’evoluzione di Alexa passa dalla capacità di interpretare richieste complesse, come pianificare una cena di famiglia, ordinare la spesa o gestire più dispositivi contemporaneamente, combinando voce, testo e immagini in modo coordinato. È un sistema multimodale capace di “agire nel mondo reale” attraverso centinaia di API, cioè interfacce che collegano Alexa ai servizi esterni, dai siti di e-commerce alle piattaforme di domotica.
Secondo i dati forniti da Amazon, esistono già oltre un miliardo di dispositivi smart home compatibili con Alexa, molti dei quali prodotti da aziende locali. Ed è proprio questa la sfida principale: adattare l’assistente a culture e lingue diverse. “Non basta tradurre – ha spiegato Bulti – bisogna localizzare. Ciò che funziona negli Stati Uniti può non avere alcun senso per un utente italiano.” Per questo il colosso di Seattle parla di “personalizzazione culturale”: la nuova Alexa deve riconoscere abitudini, gusti e usanze, fino a distinguere il momento giusto per una prenotazione o l’ingrediente da evitare in base alle preferenze alimentari dell’utente.
70 modelli specializzati per un’intelligenza globale
La parte linguistica è la più complessa. La maggior parte dei modelli linguistici di grandi dimensioni è addestrata in inglese, e questo riduce le prestazioni nelle altre lingue. Amazon affronta il problema con oltre settanta modelli specializzati, ognuno ottimizzato per un compito specifico e addestrato in diverse lingue. Migliorando l’assistente in spagnolo, ad esempio, sono migliorate anche le versioni in italiano e portoghese, grazie alla somiglianza strutturale tra le lingue romanze.
Secondo Butler, l’assistente vocale di Amazon è oggi uno dei sistemi di intelligenza artificiale «più complessi in produzione», perché può agire nel mondo reale. È un’AI multimodale: riceve input vocali, testuali e visivi, e produce risposte in voce, testo o immagini. Un esempio concreto: organizzare una cena di famiglia. Alexa deve ricordare le preferenze alimentari, verificare le disponibilità di consegna, gestire il pagamento e proporre ricette adeguate, tutto in tempo reale. Un’operazione possibile grazie all’integrazione con centinaia di API, utilizzate con “precisione umana”.
L’assistente che impara e si adatta
L’utilizzo di Alexa cambia a seconda dei Paesi: in Germania è usata soprattutto per la gestione della domotica, in Italia per ascoltare musica, in Giappone e India per controllare ventilatori o condizionatori. Amazon parla di “personalizzazione culturale” perché l’obiettivo è rendere Alexa capace di comprendere richieste semplici ma contestualizzate, come prenotare una cena tenendo conto dei gusti familiari o degli orari tipici di un Paese.

Alexa impara progressivamente: memorizza le preferenze musicali, i gusti culinari, i libri preferiti e persino ciò che l’utente non gradisce. Grazie al contesto e all’uso di tecniche come la speculative execution e la cache intelligente, può anticipare le intenzioni dell’utente e rispondere alla velocità di una conversazione reale.
L’Italia come laboratorio linguistico
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giacomo Costantini, country manager di Alexa in Italia, che ha ricordato come Alexa sia tra i dieci brand più amati nel Paese. Secondo una ricerca Ipsos, l’Italia è anche il Paese europeo più entusiasta verso l’intelligenza artificiale: il 72% degli intervistati è favorevole all’interazione con l’AI.
A curare la “versione italiana” di Alexa Plus è il centro di ricerca e sviluppo di Torino, che ha sviluppato strumenti linguistici e metriche di valutazione oggi adottati a livello globale. «La nostra lingua ha una morfologia complessa e un’enorme varietà espressiva» ha spiegato Costantini, sottolineando l’importanza del fine-tuning per evitare confusioni con portoghese o spagnolo. La versione beta italiana di Alexa Plus è in fase di test e, secondo Amazon, «sarà condivisa presto».
Cloud, sicurezza e rispetto dei dati
Sul piano tecnico, Alexa Plus impara nel tempo ma mantiene alta la tutela della privacy. Le funzioni più semplici, come accendere una luce o gestire un timer, potranno essere elaborate in locale, mentre le operazioni più complesse passeranno dal cloud. I modelli più datati manterranno la versione classica di Alexa, ma la nuova tecnologia sarà compatibile con la maggior parte dei dispositivi in commercio.
Amazon garantisce che l’utente resterà sempre al centro: nelle attività sensibili, come prenotazioni o ordini, sarà lui a confermare ogni decisione. Per ridurre il rischio di allucinazioni, ovvero risposte errate o inventate, ogni tipo di richiesta viene gestito da modelli dedicati. Le informazioni di carattere medico o sanitario non sono generate dall’intelligenza artificiale, ma prelevate esclusivamente da fonti certificate, come enti nazionali o servizi sanitari partner.
In arrivo anche in Italia
In questo momento, Alexa Plus non richiede abbonamenti aggiuntivi: negli Stati Uniti è già inclusa in Amazon Prime. Non ci sono ancora date ufficiali per l’Europa, ma i test in Canada e Messico indicano che il debutto in Italia potrebbe essere vicino. Nel frattempo, i nuovi dispositivi Echo in vendita sono già pronti ad accoglierla. Quando arriverà, Alexa Plus non sarà solo più rapida e precisa: sarà capace di comprendere chi parla, dove si trova e cosa intende davvero dire, adattandosi alla cultura di chi la usa.




























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