Negli ultimi anni le piattaforme di streaming hanno conquistato una quota crescente del consumo televisivo negli Stati Uniti. Secondo Nielsen, attraverso il report mensile The Gauge, l’aumento dello streaming si è tradotto in una contrazione significativa della TV tradizionale, sia broadcast sia via cavo.
Lo streaming raggiunge il massimo storico, arretra la TV tradizionale
Nel dicembre 2021, la TV broadcast rappresentava il 26% del tempo trascorso davanti allo schermo e la TV via cavo il 37%, mentre lo streaming si attestava al 28%. A dicembre 2025 lo scenario risulta profondamente mutato: lo streaming raggiunge il 48% del tempo totale di visione, il livello più alto mai registrato, mentre broadcast e cavo scendono rispettivamente al 21% e al 20%. I dati suggeriscono che in particolare la TV via cavo subisce una progressiva sostituzione, anche per effetto del cosiddetto “cord cutting”, con molte famiglie che optano per soluzioni percepite come più flessibili e meno onerose.


YouTube in testa, Netflix e Disney+ inseguono
Sempre secondo Nielsen, lo streaming ha toccato un nuovo record il giorno di Natale 2025, con 55,1 miliardi di minuti visti in una sola giornata, l’8% in più rispetto al precedente primato. Il risultato si lega a una combinazione di fattori: due partite NFL trasmesse su Netflix, il rilascio della seconda parte dell’ultima stagione di Stranger Things e un’altra partita NFL proposta su Amazon Prime Video. Nel dettaglio delle piattaforme, YouTube guida il mercato con il 12,7% del tempo totale di visione televisiva, davanti a Netflix con il 9,0%, Disney+ con il 4,7% e Amazon Prime Video con il 4,3%.
Parallelamente, emerge una frattura generazionale su cosa significhi oggi “guardare la TV”. A cent’anni dalle prime dimostrazioni pubbliche della televisione, il concetto stesso di fruizione televisiva appare meno definito. Per molti adulti e anziani statunitensi, guardare la TV coincide ancora con il modello tradizionale: schermo domestico e palinsesto prestabilito. Per le generazioni più giovani, invece, il confine tra televisione, streaming e social media tende a dissolversi.
Gen Z e Millennial ridefiniscono il concetto di televisione
Un’indagine Deloitte condotta su oltre 3.500 consumatori negli Stati Uniti evidenzia che circa la metà degli appartenenti alla Gen Z e ai Millennial considera equivalente la visione di video sui social media e quella televisiva. Tra i Baby Boomer e i cosiddetti Matures, la percentuale scende rispettivamente al 22% e al 10%. Inoltre, quasi sei intervistati su dieci della Gen Z dichiarano di trascorrere più tempo a guardare video sui social media che sulle piattaforme di streaming.
Il risultato è un ecosistema sempre più frammentato, in cui le categorie tradizionali perdono nitidezza. Se le generazioni più adulte si stanno ancora adattando allo streaming, le più giovani sembrano già orientate verso un consumo video centrato su clip brevi e contenuti social, con implicazioni rilevanti anche per la misurazione complessiva dell’audience televisiva.





























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